FAQS – domande e risposte

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FAQs – Imu

La legge di bilancio 2018 (articolo 1, comma 319, legge 205/2017) ha introdotto a favore di coloro che operano nel settore della vendita al dettaglio di libri in esercizi specializzati un credito d’imposta parametrato agli importi pagati a titolo di Imu, Tasi e Tari, con riferimento ai locali dove si svolge l’attività, nonché alle eventuali spese di locazione o alle altre spese individuate con il Dm 23 aprile 2018. Il credito è utilizzabile in compensazione, presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, pena lo scarto dell’operazione di versamento, secondo le modalità e i termini definiti con il provvedimento 12 dicembre 2018. Il codice tributo da indicare nell’F24 è “6894” (risoluzione n. 87/E del 13 dicembre 2018).

In base a quanto previsto espressamente dalla legge, l’Imu non si applica alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio (articolo 13, comma 2, lettera c, decreto legge 201/2011).

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A decorrere dal 2014, per i fabbricati rurali a uso strumentale l’Imu non è dovuta (articolo 1, comma 708, legge 147/2013). Ai fini fiscali, il carattere di ruralità è riconosciuto alle costruzioni strumentali necessarie allo svolgimento dell’attività agricola di cui all’articolo 2135 c.c. e, in particolare, destinate: a) alla protezione delle piante; b) alla conservazione dei prodotti agricoli; c) alla custodia delle macchine agricole, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione e l’allevamento; d) all’allevamento e al ricovero degli animali; e) all’agriturismo, in conformità a quanto previsto dalla legge 96/2006; f) ad abitazione dei dipendenti esercenti attività agricole nell’azienda a tempo indeterminato o a tempo determinato per un numero annuo di giornate lavorative superiore a cento, assunti in conformità alla normativa vigente in materia di collocamento; g) alle persone addette all’attività di alpeggio in zona di montagna; h) a uso di ufficio dell’azienda agricola; i) alla manipolazione, trasformazione, conservazione, valorizzazione o commercializzazione dei  prodotti agricoli, anche se effettuate da cooperative e loro consorzi di cui all’articolo 1, comma 2, Dlgs 228/2001; l) all’esercizio dell’attività agricola in maso chiuso (articolo 9, comma 3-bis, Dl 557/1993).

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Il terreno agricolo non coltivato è soggetto all’Imu? Se sì, con quale aliquota e con quale moltiplicatore?

I terreni incolti, su cui non si pagava l’Ici, sono ora assoggettati all’Imu. L’imposta deve essere calcolata rivalutando il reddito dominicale del 25% e moltiplicando il risultato per 135. Alla base imponibile così determinata deve essere applicata, per l’acconto, l’aliquota di base dello 0,76 per cento.

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Come si fa a calcolare l’Imu per un fabbricato che alla visura risulta fabbricato ruale al catasto terreni ma senza rendita?

La normativa vigente prevede che i fabbricati rurali iscritti al catasto terreni devono essere dichiarati al catasto edilizio urbano entro il 30 novembre 2012 con procedura Docfa. Il versamento dell’imposta per detti fabbricati potrà essere effettuata in un’unica soluzione al 16 dicembre, ovviamente sulla base della rendita e della categoria catastale assegnata sulla base di detta procedura di accatastamento. La bozza di circolare ministeriale dell’Economia, infatti, supera la disposizione del decreto salva-Italia secondo cui il pagamento doveva essere effettuato sulla base della rendita catastale delle unità similari.

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Sono proprietaria al 50 per cento, con mio marito, di un alloggio che utilizzo come prima casa. Possiedo un altro alloggio come seconda casa, dato in affitto, e un garage regolarmente censito di cui faccio uso proprio, situato nel caseggiato della seconda casa. Per il garage, ai fini del pagamento Imu, posso applicare l’aliquota relativa alla prima casa?

Se il box è utilizzato come pertinenza dell’abitazione principale (in base all’articolo 817 del Codice civile sono pertinenze le cose destinate in modo durevole al servizio od ornamento di altra cosa) si potrebbe applicare l’aliquota ridotta prevista per l’abitazione principale. Tuttavia l’Agenzia delle Entrate è un po’ restrittiva in merito: afferma che l’effettiva pertinenzialità deve essere valutata con maggior rigore rispetto alla prova richiesta nei rapporti di tipo privatistico. Quindi attenzione, soprattutto nel caso in cui il box sia accatastato unitamente all’abitazione affittata.

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