L’articolo 9 della legge 220/2012 obbliga l’amministratore a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo su specifico conto corrente. Premesso che sono anni che ho aperto conti correnti singoli per ogni stabile amministrato e che vivo in una piccola cittadina dove è consuetudine venire a pagare allo studio dell’amministratore perché c’è ancora necessità del contatto diretto e personale, molte volte mi trovo in cassa contanti e, per non fare un doppio lavoro (versare in banca e fare assegni), pago con questo contante le spese postali o le piccole manutenzioni (ad esempio l’elettricista per la sostituzione delle lampadine). Sarà possibile farlo anche dopo l’entrata in vigore della riforma o l’indicazione di legge è così categorica?