Una finanziaria (soggetto di grandi dimensioni) vanta un credito di 4.500 euro nei confronti di un debitore, scaduto da oltre sei mesi al 31 dicembre 2012. La società non imputa la perdita nell’esercizio 2012 (neanche a titolo di svalutazione), in quanto gli amministratori non ritengono sussistere rischi di esigibilità del credito. Nell’esercizio 2013 è corretto imputare la perdita in conto economico perdurando l’insolvenza del debitore?