La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 22961 depositata il 9 ottobre 2013 intervenendo in materia di trattamento economico ha statuito che Addio all’indennità prevista dall’accordo decentrato se non c’è un fondo ad hoc nel Ccnl applicabile. Nel pubblico impiego privatizzato l’attribuzione di trattamenti economici accessori è riservata alla contrattazione collettiva. Non retroattive le norme.
La vicenda ha riguardato un dipendente di un Azienda USL che aveva le mansioni di operatore agli sportelli di cassa e che con con delibera n.1046 del 26/4/99 era stata disposta l’informatizzazione delle Casse CUP-SIAS. riconoscendo ad ogni operatore di cassa una indennità per ogni turno di sei ore di apertura al pubblico; che l’Azienda a decorrere dall’1/6/99 aveva disposto la sospensione di detta indennità. Il dipendente avverso tale sospensione ricorreva al Tribunale, in funzione di Giudice del lavoro, che accoglieva la domanda del dipendente e condannava l?Azienda USL al pagamento della somma richiesta.
L’Azienda ricorre avverso la decisione del giudice di prime cura alla Corte di Appello che accoglie le doglianze e revoca il decreto ingiuntivo.
Il dipendente avverso la decisione della Corte Territoriale ricorre alla Suprema Corte per la cassazione della sentenza impugnata basandolo su quindici motivi di doglianza.
Gli Ermellini hanno ritenuto inammissibile il ricorso ed affermato la correttezza del percorso argomentativo della Corte di Appello. Infatti si legge nelle motivazioni che l’“applicazione l’art. 49 d.lgs. n. 29/93 in base al quale il trattamento economico ed accessorio è definito dai contratti collettivi. Occorre quindi far riferimento al contratto collettivo nazionale del comparto della sanità del 1° settembre 1995 e segnatamente al suo art. 43 sui trattamenti accessori; disposizione questa rispetto alla quale l’accordo del 9/3/1999, nell’attribuire l’indennità in questione, si poneva – secondo la Corte d’appello – in evidente ed insanabile contrasto. Ed infatti l’art. 43 del detto ccnl prevedeva tre diversi fondi”