
La compensazione del credito IVA tra formalismo dichiarativo e tutela sostanziale del contribuente
La decisione della Corte di cassazione, Sezione tributaria, ordinanza n. 5537 depositata l’11 marzo 2026, si inserisce in uno dei filoni più delicati e controversi del diritto tributario contemporaneo: quello relativo al rapporto tra il diritto sostanziale al credito IVA e il rispetto degli obblighi formali dichiarativi. La questione si colloca nel crocevia tra esigenze di controllo dell’Amministrazione finanziaria e tutela del contribuente, in un sistema – quello dell’IVA – fortemente influenzato dal diritto unionale e improntato ai principi di neutralità, proporzionalità ed effettività. Il caso affrontato dalla Suprema Corte riguarda l’utilizzo parziale di un credito IVA mediante compensazione e le conseguenze derivanti da eventuali difformità tra credito effettivamente spettante e credito dichiarato o utilizzato. I giudici di legittimità, nella decisione in commento, hanno riaffermato i seguenti principi Massima 1 Inmateria di IVA, l’utilizzo in [...]
Licenziamento per assenze reiterate tra periodo di comporto, giustificato motivo oggettivo e scarso rendimento: divieto di elusione e limiti al recesso datoriale
L’ordinanza n. 5469 depositata l’11 marzo 2026 della Corte di Cassazione, sezione lavoro, si inserisce nel solco di un orientamento ormai consolidato in materia di licenziamento intimato in presenza di reiterate assenze per malattia del lavoratore, riaffermando – con particolare chiarezza e rigore argomentativo – il principio secondo cui il datore di lavoro non può legittimamente recedere dal rapporto per giustificato motivo oggettivo prima del superamento del periodo di comporto. La decisione si segnala non tanto per innovazioni dirompenti, quanto piuttosto per la sua funzione di sistematizzazione e di chiarimento dei confini tra istituti contigui: il licenziamento per superamento del comporto, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo e, in taluni casi, il licenziamento per scarso rendimento. In questo senso, la pronuncia si pone come un punto fermo volto a prevenire prassi elusive, talora riscontrabili nella [...]
L’istituto della revocazione nel processo tributario alla luce della più recente giurisprudenza di legittimità: profili sistematici, limiti applicativi e rapporti con il giudizio di cassazione
L’istituto della revocazione rappresenta uno dei rimedi straordinari più complessi e, al contempo, più delicati del sistema processuale italiano. La sua funzione, storicamente radicata nell’esigenza di correggere errori giudiziari particolarmente gravi, si colloca in un punto di tensione tra il principio di certezza del giudicato e quello di giustizia della decisione. Nel processo tributario, tale tensione assume connotazioni peculiari, dovute alla specialità del rito, alla natura degli interessi coinvolti e alla stratificazione normativa che caratterizza la materia. La recente ordinanza della Corte di cassazione, Sezione tributaria, n. 32770 del 16 dicembre 2025, offre l’occasione per una riflessione approfondita sull’ambito di operatività della revocazione, in particolare con riferimento alle pronunce della stessa Corte di cassazione rese con rinvio. L’arresto in questione si inserisce in un filone giurisprudenziale ormai consolidato, ma al contempo introduce precisazioni rilevanti circa [...]
La detrazione IVA tra formalismo e sostanza: la cessazione “effettiva” dell’attività quale limite all’indetraibilità dell’imposta
L’ordinanza n. 6002 depositata il 17 marzo 2026 della Corte di cassazione si inserisce nel solco di un articolato e stratificato orientamento giurisprudenziale in materia di detrazione IVA, con specifico riguardo ai rapporti tra inesistenza delle operazioni, irregolarità formali del fornitore e cessazione dell’attività economica. In particolare la Suprema Corte risponde in senso negativo, riaffermando un principio fondamentale: la cessazione rilevante ai fini IVA è solo quella sostanziale, coincidente con l’effettivo esaurimento di tutte le operazioni economicamente rilevanti, e non quella meramente formale risultante da registri amministrativi. I giudici di legittimità hanno ribadito il principio di diritto secondo cui E' illegittimo negare l’esercizio della detrazione IVA, contestando l’inesistenza delle operazioni, in considerazione del fatto che le relative fatture sono state emesse da un soggetto non più titolare di partita IVA perché cancellato dal Registro delle [...]
L’abuso del diritto tributario tra struttura della fattispecie e onere probatorio
L’ordinanza n. 33418 del 22 dicembre 2025 della Corte di Cassazione, sezione tributaria, si inserisce nel solco di una giurisprudenza ormai consolidata ma non per questo priva di tensioni interpretative: quella relativa all’abuso del diritto in materia fiscale. La decisione affronta, con particolare rigore argomentativo, uno dei nodi più delicati della materia, ossia l’individuazione dei presupposti costitutivi della condotta abusiva e, soprattutto, il ruolo centrale del vantaggio fiscale indebito quale elemento imprescindibile della fattispecie. La questione, lungi dall’essere meramente tecnica, investe principi di ordine costituzionale e sistematico: la libertà di iniziativa economica, la certezza del diritto, il principio di capacità contributiva e il divieto di arbitrarietà dell’azione amministrativa. In tale prospettiva, l’abuso del diritto rappresenta una figura di confine, collocata tra la lecita pianificazione fiscale e l’elusione indebita, e la sua configurazione richiede un delicato [...]
L’obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS tra criterio reddituale e requisito dell’abitualità
ABSTRACT La pronuncia della Corte di cassazione, Sezione lavoro, n. 6000 depositata il 17 marzo 2026, si inserisce nel consolidato ma non ancora pacificato dibattito relativo all’obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS da parte dei professionisti iscritti ad albi. Il contributo analizza la decisione, evidenziando il definitivo superamento del criterio meramente reddituale (soglia dei 5.000 euro) a favore di un accertamento sostanziale fondato sull’abitualità dell’attività professionale. L’indagine si estende ai precedenti giurisprudenziali, al quadro normativo e alle implicazioni sistemiche. Massima (ricostruzione redazionale): “In materia di obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS, il presupposto contributivo non è integrato dal mero superamento di una soglia reddituale, ma richiede l’accertamento dell’esercizio abituale dell’attività professionale, da valutarsi in concreto alla luce dell’organizzazione, della stabilità e della volontà del soggetto di svolgere l’attività in modo non occasionale; la [...]
Bilancio 2025: Guida alle Checklist ASSIREVI 2026, aree critiche ed emendamenti OIC
La campagna bilanci 2025 rappresenta, per i professionisti dell’area amministrativa, contabile e di revisione, un momento di particolare discontinuità rispetto agli esercizi precedenti. Non si tratta, infatti, di un aggiornamento meramente incrementale degli strumenti operativi, bensì di una vera e propria transizione metodologica, guidata sia dall’evoluzione dei principi contabili nazionali sia dall’allineamento alle dinamiche internazionali. In tale contesto si colloca la pubblicazione delle nuove checklist da parte di ASSIREVI, che costituiscono – come di consueto – un riferimento tecnico essenziale per: revisori legali; sindaci e collegi sindacali; responsabili amministrativi; consulenti e commercialisti. Le checklist aggiornate per il 2026, applicabili ai bilanci chiusi al 31 dicembre 2025, recepiscono infatti: le modifiche ai principi contabili nazionali (OIC); gli aggiornamenti IFRS omologati dall’Unione Europea; le indicazioni delle Autorità di vigilanza; le evoluzioni normative intervenute nel corso del 2025. [...]
La rendita catastale delle centrali elettriche: natura e limiti delle componenti impiantistiche
Il tema della determinazione della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale rappresenta, da tempo, uno dei nodi più complessi del diritto tributario immobiliare italiano. La difficoltà deriva dall’intreccio tra elementi materiali eterogenei – fabbricati, impianti, macchinari, infrastrutture – che concorrono alla realizzazione dell’attività produttiva, ma non sempre sono riconducibili alla nozione civilistica e fiscale di “bene immobile”. La difficoltà deriva dalla necessità di individuare, all’interno di un insieme unitario ma eterogeneo, quali elementi possano essere qualificati come “immobili” e quindi rilevanti ai fini catastali, e quali invece debbano essere esclusi perché riconducibili alla sfera dei beni strumentali alla produzione. L’ordinanza n. 33735 del 23 dicembre 2025 della Corte di Cassazione si inserisce in questo contesto affrontando un caso emblematico: la qualificazione catastale dei “piani inclinati” di una centrale elettrica. Il dato apparentemente tecnico nasconde [...]