
La solidarietà passiva nel compenso degli arbitri di parte nel prisma del diritto del lavoro
1. Il perimetro sistematico e la genesi del tema: l'arbitrato irrituale nelle controversie di lavoro La pronuncia in commento, resa dalla Sezione prima della Corte di Cassazione con l’ordinanza 4 maggio 2026, n. 12525, si colloca all'incrocio tra la disciplina codicistica in materia di diritti degli arbitri e lo statuto protettivo delle tutele lavoristiche. Il nucleo della decisione investe l'applicabilità del principio di solidarietà passiva, delineato dall’art. 814, comma 1, c.p.c., all'ipotesi in cui, nell'ambito di un collegio di conciliazione e arbitrato costituito per la risoluzione di una controversia di lavoro, l’arbitro designato dal lavoratore non abbia visto liquidato il proprio compenso all'interno del lodo, né abbia ricevuto una concorde quantificazione e ripartizione ad opera delle parti. In tale scenario, i giudici di legittimità esaminano la legittimità della pretesa creditoria azionata dall'arbitro di parte direttamente [...]
La disciplina dei contributi di entità significativa dopo il DPCM n. 84/2026: nuovi obblighi di vigilanza, profili di corporate governance, modalità operative e responsabilità degli organi di controllo
1. Introduzione: la metamorfosi del controllo sulla spesa pubblica e la genesi del DPCM n. 84/2026 Il rapporto di natura sinallagmatica o latamente causale che lega lo Stato erogatore ai soggetti privati e collettivi beneficiari di provvidenze pubbliche ha vissuto, nell'ultimo decennio, una profonda evoluzione dogmatica. All’originaria impostazione statualistica, imperniata sulla mera verifica formale della legittimità dell’atto amministrativo di concessione (il c.d. controllo cartolare o di legittimità formale), si è progressivamente sostituito un paradigma assiologico orientato al principio del risultato, all'efficienza economico-funzionale e alla tracciabilità sostanziale della spesa pubblica. In questo solco evolutivo si colloca il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 26 marzo 2026, n. 84 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 maggio 2026 ed entrato in vigore il 4 giugno 2026), il quale costituisce il tassello attuativo del disegno riformatore tratteggiato dall'articolo [...]
Il riesame telematico nei controlli standardizzati: natura giuridica e profili procedimentali del “Nuovo CIVIS” come strumento deflativo del contenzioso tributario
1. Introduzione: L’evoluzione del canale CIVIS nel prisma dello Statuto del Contribuente e del principio di collaborazione e buona fede Il sistema dei rapporti tra Amministrazione finanziaria e contribuente ha vissuto, nell’ultimo ventennio, una transizione profonda, caratterizzata dal progressivo abbandono del modello rigidamente autoritativo in favore di assetti improntati alla partecipazione procedimentale e alla cooperazione tecnologica. In questo contesto, gli strumenti di interazione telematica non rivestono una valenza meramente organizzativa, ma assurgono a veri e propri istituti di garanzia del corretto esercizio della pretesa impositiva, in attuazione degli articoli 10 e 10-bis della Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto dei diritti del contribuente). Il canale telematico CIVIS, nato originariamente come interfaccia semplificata per la gestione delle comunicazioni di irregolarità derivanti dal controllo automatizzato delle dichiarazioni ai sensi degli articoli 36-bis del D.P.R. n. 600/1973 [...]
Il regime della notificazione interruttiva della prescrizione tra riparto dell’onere probatorio e ricezione presso il domicilio: l’esegesi nomofilattica
Il presente contributo analizza il complesso rapporto tra il procedimento di notificazione e l'effetto interruttivo della prescrizione estintiva, focalizzandosi sulle più recenti evoluzioni giurisprudenziali del 2026. Attraverso lo scrutinio sistematico delle ordinanze della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, n. 1303/2026 e n. 5312/2026, lo studio indaga la distribuzione dell'onere della prova ai sensi dell'art. 2697 c.c. nel contenzioso civile, previdenziale e tributario. In particolare, l'articolo esamina la natura recettizia degli atti di costituzione in mora e la scissione soggettiva degli effetti, per poi soffermarsi sulle notifiche eseguite presso il domicilio del destinatario a soggetti terzi o conviventi. Viene approfondito il valore fidefaciente della relata di notifica ex art. 2700 c.c. e il delicato discrimine tra lo strumento della querela di falso e la prova contraria documentale o testimoniale. Infine, l'indagine si estende alle tutele del [...]
Il nuovo regime di detassazione dei rinnovi contrattuali e del lavoro speciale nella Legge n. 199/2025: profili dogmatici, operativi e di equità distributiva alla luce della Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2/2026
L'articolo 1 della legge 30 dicembre 2025, n. 199 introduce un pacchetto strutturato di misure fiscali temporanee volte a ridefinire il carico impositivo sui redditi di lavoro dipendente nel settore privato per il periodo d'imposta 2026. La finalità esplicita della disposizione, evidenziata nella relazione illustrativa e recepita dalla prassi ministeriale, risiede nel duplice obiettivo di favorire l'adeguamento salariale al costo della vita e di rafforzare il legame sussistente tra la produttività e il salario. Il legislatore intende così assicurare ai lavoratori trattamenti retributivi adeguati, in ossequio al precetto dell'articolo 36 della Costituzione, e contestualmente incentivare il tempestivo rinnovo dei contratti collettivi nazionali nell'interesse delle parti sociali. Sotto il profilo sistematico, queste misure si inseriscono all'interno di un più ampio quadro d'intervento che si raccorda coerentemente con i principi stabiliti dalla legge 26 settembre 2025, n. [...]
La nuova disciplina della nullità e dell’annullabilità degli atti tributari tra legalità amministrativa e garanzie del contribuente: l’art. 7-ter dello Statuto dei diritti del contribuente come nuovo baricentro del contenzioso tributario
La riforma dello Statuto dei diritti del contribuente, attuata mediante il decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 219, rappresenta indubbiamente uno dei passaggi più significativi e strutturali del recente processo di revisione del diritto tributario italiano, le cui propaggini teoriche e applicative si estendono con vigore fino all'attuale dibattito. Con l’introduzione degli articoli 7-bis, 7-ter, 7-quater, 7-quinquies e 7-sexies nella legge 27 luglio 2000, n. 212, il legislatore delegato ha finalmente tentato di edificare un sistema organico e compiuto delle invalidità degli atti tributari. Si è trattato di un intervento normativo volto a colmare una lacuna storica del nostro ordinamento fiscale, un ordinamento che per decenni è stato caratterizzato da una disciplina frammentaria, disomogenea e, per larga parte, rimessa all’incessante e non sempre lineare elaborazione giurisprudenziale. Per lungo tempo, infatti, il diritto tributario ha convissuto [...]
Il ne bis in idem nel sistema sanzionatorio tributario: dal parallelismo procedimentale all’integrazione post-riforma (D.Lgs. n. 87/2024)
PARTE I – INTRODUZIONE SISTEMATICA, QUADRO TEORICO E FONDAMENTI DOGMATICI 1. La metamorfosi del diritto punitivo e l'implosione del modello dualistico L’analisi delle interferenze e delle osmosi tra procedimento penale e procedimento amministrativo-tributario, qualora si collochino in relazione al medesimo fatto storico, costituisce uno dei banchi di prova più complessi per osservare la transizione del diritto punitivo contemporaneo verso modelli di tutela integrata. Il sistema italiano si è storicamente strutturato attorno a un rigido archetipo dualistico, imperniato sul principio di autonomia e separazione tra le sfere sanzionatorie. Da un lato, la reazione dell’ordinamento si esplicava attraverso le sanzioni amministrative pecuniarie governate dalle disposizioni generali del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472; dall’altro, l'intervento repressivo di ultima ratio si realizzava mediante l'attivazione delle fattispecie incriminatrici delineate dal D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74. Per un lungo [...]
La trasparenza retributiva nella Direttiva (UE) 2023/970: verso un nuovo modello di governance salariale tra autonomia collettiva e tutele pre-assuntive
Parte I – Introduzione e inquadramento generale 1. Premessa: la trasparenza retributiva come nuovo paradigma regolatorio La trasparenza salariale è divenuta, negli ultimi anni, uno dei temi centrali del dibattito giuslavoristico europeo. Non si tratta di un fenomeno improvviso, né di un’iniziativa isolata: essa rappresenta il punto di arrivo di un percorso normativo e culturale che affonda le proprie radici nel principio di parità retributiva per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore, sancito già dall’art. 157 TFUE e ribadito in numerosi atti dell’Unione. Tuttavia, la distanza tra affermazione formale del principio e sua effettiva attuazione è rimasta, per decenni, significativa. Le statistiche europee mostrano come il gender pay gap sia rimasto sostanzialmente stabile, oscillando tra il 13% e il 15% negli ultimi vent’anni. Tale stagnazione ha indotto le istituzioni europee a [...]