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News – Blog2026-02-22T04:30:37+01:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Prova del trasporto e regime di non imponibilità IVA: cessioni intracomunitarie, termine di novanta giorni ed esportazioni indirette nel sistema unionale e nazionale

Nel contesto del progressivo rafforzamento degli strumenti di contrasto alle frodi IVA nelle operazioni transfrontaliere, il legislatore nazionale è intervenuto sulla disciplina sanzionatoria relativa alle cessioni intracomunitarie di beni mediante il decreto legislativo 14 giugno 2024, n. 87. Tale intervento ha modificato l’articolo 7 del decreto legislativo n. 471 del 1997 – disposizione destinata, a decorrere dal 1° gennaio 2027, a confluire nell’articolo 32 del Testo unico delle sanzioni tributarie di cui al decreto legislativo n. 173 del 2024 – introducendo una specifica ipotesi sanzionatoria connessa al mancato rispetto delle condizioni sostanziali richieste per l’applicazione del regime di non imponibilità alle cessioni intracomunitarie. La disposizione stabilisce, in particolare, che qualora una cessione intracomunitaria sia fatturata in regime di non imponibilità ma il bene non risulti pervenuto nello Stato membro di destinazione entro novanta giorni dalla [...]

Esterovestizione societaria e residenza fiscale: evoluzione giurisprudenziale tra diritto interno e diritto dell’Unione europea

Nel panorama del diritto tributario internazionale, il fenomeno dell’esterovestizione rappresenta una delle questioni più rilevanti e controverse  della pianificazione fiscale. Esso si colloca al crocevia tra libertà economiche garantite dall’ordinamento europeo e necessità, avvertita dagli Stati, di preservare la propria base imponibile da pratiche elusive o abusive. In un contesto caratterizzato dalla crescente mobilità dei capitali e dalla possibilità per le imprese di operare in una pluralità di ordinamenti, il tema della corretta individuazione della residenza fiscale assume una centralità decisiva. L’ordinanza della Corte di Cassazione n. 4409 depositata il 26 febbraio 2026 si inserisce in un filone giurisprudenziale ormai consolidato, ma al contempo in evoluzione, che mira a chiarire i criteri distintivi tra legittimo esercizio della libertà di stabilimento e costruzioni artificiose finalizzate all’ottenimento di indebiti vantaggi fiscali. La pronuncia assume rilievo non solo [...]

La riforma della responsabilità amministrativa: analisi sistematica della Legge n. 1/2026

La disciplina della responsabilità amministrativa per danno erariale costituisce uno dei nodi più sensibili del diritto pubblico italiano, in quanto intreccia profili di natura giurisdizionale, pubblicistica, sanzionatoria e organizzativa con la funzione fondamentale di tutela delle risorse pubbliche. Nell’ultimo mezzo secolo, l’evoluzione normativa e giurisprudenziale ha mirato a conciliare rigore nel risarcimento delle gestioni irresponsabili con la tutela degli operatori pubblici da eccessivi rischi di responsabilità personale, fenomeno spesso indicato in letteratura come la “paura della firma”. 'istituto della responsabilità amministrativa per danno erariale si colloca all’intersezione tra il principio costituzionale di buon andamento dell’amministrazione e la tutela dell’integrità del patrimonio pubblico. Il sistema della responsabilità contabile, affidato alla giurisdizione della Corte dei conti, non ha soltanto una funzione risarcitoria, ma svolge anche un ruolo di prevenzione e deterrenza rispetto alle condotte dei pubblici funzionari [...]

Accertamenti presuntivi bancari e riconoscimento dei costi forfettari nei maggiori ricavi accertati

Nel sistema tributario italiano, la disciplina dell’accertamento fiscale dei redditi ha da sempre dovuto confrontarsi con la tensione tra: l’esigenza di contrastare l’evasione fiscale, tramite strumenti di indagine e presunzione (come le indagini bancarie e le presunzioni legali), il rispetto dei principi costituzionali della capacità contributiva e di ragionevolezza (artt. 3 e 53 Cost.), le garanzie di difesa del contribuente, in particolare rispetto all’onere della prova e all’equilibrio nell’attribuzione della base imponibile. In questo quadro, uno dei nodi più complessi riguarda l’applicazione dell’art. 32, comma 1, n. 2), del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (Disposizioni comuni in materia di imposte sui redditi), la cui portata e compatibilità con i principi costituzionali sono state oggetto di ampio dibattito dottrinale e giurisprudenziale. L’evoluzione recente — culminata con la Sentenza della Corte Costituzionale n. 10 del 31 [...]

Licenziamento orale e onere della prova del lavoratore: nullità, volontà datoriale e art. 2697 c.c.

L’ordinanza in commento, resa dalla Corte di Cassazione, Sezione lavoro, depositata il 27 febbraio 2026, si inserisce nel solco di un orientamento ormai consolidato in tema di licenziamento orale e riparto dell’onere probatorio. La controversia trae origine da una domanda proposta dal lavoratore per il riconoscimento di differenze retributive e di ulteriori pretese (tra cui il risarcimento del danno biologico e previdenziale), in relazione ad un rapporto di lavoro subordinato intercorso con il titolare di un esercizio commerciale. La Corte d’appello aveva riconosciuto differenze retributive per il periodo ammesso dal datore, qualificando il rapporto come full-time in difetto di prova scritta del part-time, ma aveva respinto le ulteriori domande, tra cui quella fondata sull’assunto di un licenziamento orale. Proprio su tale ultimo punto si incentra il quarto motivo del ricorso incidentale del lavoratore: egli sosteneva [...]

Difesa dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione in giudizio e nullità della procura per vizio di rappresentanza

Nel sistema del contenzioso tributario italiano, la difesa in giudizio dell’Agenzia delle Entrate e, quando rilevante, dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione costituisce un elemento di primaria importanza non soltanto sul piano procedurale, ma anche rispetto alla garanzia di effettività del contraddittorio e della difesa stessa. Diversamente dal processo civile ordinario, dove ogni soggetto parte in giudizio è libero di scegliere il proprio difensore, la disciplina del patrocinio pubblico dell’Amministrazione erariale segue regole proprie, condizionate da disposizioni normative, convenzioni specifiche e interpretazioni consolidate della Corte di Cassazione e delle Commissioni giudiziarie tributarie. La definizione di tali regole è centrale perché determina chi può rappresentare e difendere l’Agenzia in giudizio, con effetti diretti sull’ammissibilità degli atti processuali e sulla validità delle sentenze. Il tema non è solo tecnico‑formale: poiché l’Agenzia dello Stato agisce in un doppio ruolo [...]

Il principio di non contestazione nel processo tributario: evoluzione normativa e orientamenti della giurisprudenza

Il principio di non contestazione, disciplinato dall’art. 115 c.p.c., dispone il seguente effetto probatorio: “Salvi i casi previsti dalla legge[c.c. 2736; c.p.c. 117, 118, 213, 240, 241, 257, 258, 317, 439, 464], il giudice deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti o dal pubblico ministero, nonché i fatti non specificatamente contestati dalla parte costituita.” Nel processo tributario tale principio assume una funzione di razionalizzazione dell’istruttoria e di delimitazione dell’oggetto del giudizio, nel senso che evita al giudice di dover verificare fatti sui quali la parte resistente non ha posto obiezioni o dubbi specifici. Ciò risulta particolarmente utile in materia tributaria, dove gli atti dell’Amministrazione finanziaria si fondano spesso su dati contabili e presupposti tecnico‑documentali complessi. Tuttavia, la sua operatività non è automatica e indefinita: richiede contestazioni espresse, specifiche e tempestive da parte [...]

Il credito IVA esposto in dichiarazione omessa tra neutralità dell’imposta e limiti della riscossione: l’impossibilità di recupero mediante cartella in assenza di compensazione o rimborso

La tematica del credito IVA maturato in un periodo d’imposta per il quale la dichiarazione annuale risulti omessa costituisce uno dei nodi più complessi del diritto tributario sostanziale e processuale. Il problema si colloca all’intersezione tra: il principio di neutralità dell’imposta sul valore aggiunto; la disciplina formale degli obblighi dichiarativi; i limiti degli strumenti di liquidazione e riscossione automatizzata. L'ordinanza n. 33278, depositata il 19 dicembre 2025 dalla Corte di Cassazione (Sezione Tributaria), si inserisce nel solco di un orientamento ormai consolidato: il credito IVA maturato in un’annualità per la quale la dichiarazione sia stata omessa non può essere recuperato mediante cartella di pagamento qualora non sia stato né compensato né chiesto a rimborso. La pronuncia ribadisce che, in assenza di effettivo utilizzo del credito, non si configura alcun debito esigibile nei confronti dell’Erario; conseguentemente, [...]

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