
Concessione abusiva del credito e nullità del finanziamento bancario: art. 2035 c.c., soluti retentio, concorso in bancarotta e la nuova declinazione della responsabilità bancaria nell’ordine pubblico economico
Abstract La tematica della concessione abusiva del credito rappresenta uno degli snodi più complessi del diritto bancario contemporaneo, collocandosi all'intersezione tra autonomia negoziale, tutela dell'affidamento dei terzi, correttezza professionale dell'intermediario e disciplina della crisi d'impresa. Le recenti pronunce della Corte di cassazione ordinanza n. 7134 del 25 marzo 2026 e sentenza n. 19262 deposita l'11 giugno 2026 offrono l'occasione per una rilettura organica dell'istituto, evidenziando come l'erogazione del credito non possa essere considerata attività economicamente neutra, ma costituisca esercizio di una funzione professionale sottoposta a stringenti doveri di diligenza, prudenza e corretta valutazione del merito creditizio. Le decisioni si inseriscono nel progressivo consolidamento di un orientamento volto a riconoscere rilevanza sistematica alla responsabilità dell'istituto di credito che sostenga artificialmente imprese ormai prive di concrete prospettive di risanamento, contribuendo all'aggravamento del dissesto e alla lesione delle [...]
Rateazione INPS 2026: nuova disciplina delle dilazioni contributive, decentramento delle competenze e ampliamento dei piani di ammortamento
1. Introduzione e genesi della riforma: i nodi dogmatici tra fonti e modelli di azione amministrativa Il sistema della riscossione e della regolarizzazione dei debiti previdenziali in Italia è stato storicamente caratterizzato da una marcata rigidità procedurale. Per decenni, l'ordinamento ha subordinato la concessione di dilazioni superiori ai ventiquattro mesi a un meccanismo a doppio binario: una fase istruttoria interna all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) e una successiva autorizzazione da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Questo impianto, volto originariamente a salvaguardare i saldi di cassa degli enti previdenziali e a limitare il ricorso alla dilazione come surrogato del credito bancario, si è rivelato progressivamente incompatibile con la rapidità delle crisi aziendali contemporanee e con l'esigenza di favorire la regolarizzazione spontanea delle [...]
La società di fatto occulta tra collaborazione familiare e rischio d’impresa: l’estensione della liquidazione giudiziale ai congiunti nell’orientamento della cassazione
Abstract L’ordinanza n. 10180/2026 della Corte di cassazione offre un contributo rilevante alla ricostruzione dei presupposti di estensione della liquidazione giudiziale nell’ambito delle società di fatto occulte, con particolare riferimento alle dinamiche familiari nell’esercizio dell’impresa. La decisione ribadisce che l’accertamento della natura societaria del rapporto non può fondarsi su meri legami parentali o su condotte isolate di sostegno economico, ma richiede una valutazione unitaria e sistematica di elementi fattuali idonei a dimostrare la sussistenza di un fondo comune, la condivisione del rischio d’impresa e l’esercizio congiunto, seppur non esteriorizzato, dell’attività economica. La Corte valorizza, ai fini probatori, condotte quali il rilascio reiterato di garanzie personali in favore del sistema bancario, la concessione gratuita di beni strumentali all’attività d’impresa e l’intervento diretto nel pagamento delle passività aziendali, quali indici sintomatici di un apporto stabile e funzionale [...]
L’intangibilità della responsabilità limitata del socio accomandante nell’obbligazione tributaria e i confini del divieto di immistione
Sommario: 1. Introduzione: la coesistenza problematica tra autonomia privata societaria e pretesa creditoria erariale. — 2. Il quadro normativo di riferimento: l’art. 2313 c.c. e lo statuto della responsabilità differenziata nella società in accomandita semplice. — 2.1. Genesi storica e giustificazione economico-individuale del tipo societario. — 2.2. La s.a.s. nell'architettura delle società di persone: autonomia patrimoniale imperfetta e soggettività giuridica. — 3. La proiezione della responsabilità limitata nel diritto tributario: il meccanismo di trasparenza ex art. 5 TUIR e la pretesa di riscossione. — 3.1. Il principio di trasparenza fiscale come criterio di imputazione del reddito e non della responsabilità. — 3.2. La distinzione dogmatica tra soggettività passiva d'imposta dell'ente e obbligazione sussidiaria dei soci. — 4. Il divieto di immistione (art. 2320 c.c.) come barriera mobile: profili civilistici e riflessi sulla soggettività passiva d'imposta. [...]
Il giudicato penale assolutorio come argine alle asimmetrie processuali: il nuovo assetto dei rapporti tra processi dopo corte cost., 13 aprile 2026, n. 50
SOMMARIO Introduzione: il travagliato cammino del parallelismo tra processo penale e processo tributario. La genesi della riforma: il d.lgs. n. 87/2024 e la codificazione del vincolo di giudicato. Il thema decidendum dinanzi alla Consulta: i dubbi di legittimità costituzionale sollevati dalle Corti di Giustizia Tributaria. I pilastri argomentativi della sentenza n. 50/2026: la confutazione delle censure sulle asimmetrie probatorie. Le due eccezioni operative tracciate dal "monito" della Corte Costituzionale: i confini della vincolatività. L'impatto sul principio del ne bis in idem e sul dovere di concorso alle spese pubbliche (Art. 53 Cost.). Considerazioni conclusive e nodi irrisolti: la pendenza sincrona dei giudizi e il ruolo nomofilattico delle Sezioni Unite. 1. Introduzione: il travagliato cammino del parallelismo tra processo penale e processo tributario Il rapporto di interazione intercorrente tra l'ordinamento punitivo penale e la potestà di [...]
Il sistema probatorio nelle frodi IVA tra diritto eurounitario e giurisprudenza nazionale: buona fede, presunzioni e operazioni soggettivamente inesistenti
PARTE I: PROFILI STRUTTURALI E DOGMATICA DELL'IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO 1. Il principio di neutralità fiscale come cardine del sistema comune dell'IVA Il sistema comune dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), la cui spina dorsale normativa è rappresentata dalla Direttiva 2006/112/CE, poggia sul dogma inderogabile della neutralità fiscale. Tale postulato esige che l’imposta colpisca unicamente il consumatore finale, gravando sulle diverse fasi del circuito produttivo-distributivo in modo proporzionale, ma senza mai trasformarsi in un costo o in un fattore di distorsione della concorrenza per i soggetti passivi d'imposta. La neutralità si realizza attraverso il diritto alla detrazione dell'imposta assolta a monte (o il riconoscimento della non imponibilità nelle transazioni intracomunitarie), configurandosi come un vero e proprio principio fondamentale del sistema IVA e diritto strutturale del soggetto passivo, la cui compressione è legittima solo in presenza di [...]
Il valore probatorio dell’atto notorio nel processo tributario: libero convincimento del giudice e modello presuntivo
Sommario: 1. Introduzione: l’evoluzione del sistema delle preclusioni istruttorie nel contenzioso tributario e la stabilità del quadro normativo. — 2. Il fatto e la vicenda censurata dall'ordinanza n. 10807/2026 della Corte di Cassazione: la dialettica tra tassazione per presunzione e diritto alla prova contraria. — 3. L'assetto normativo dell'art. 7 del D.Lgs. n. 546/1992 e la ridefinizione dei confini istruttori: la fisionomia tipica della testimonianza scritta. — 4. L'atto notorio e la sua qualificazione dogmatica: natura giuridica ed efficacia precettiva limitata nel perimetro documentale. — 5. L'esegesi dell'ordinanza n. 10807/2026: la progressiva valorizzazione degli elementi istruttori atipici ed il rafforzamento del libero convincimento del giudice. — 6. La ricaduta applicativa sul regime delle presunzioni e la persistenza del modello presuntivo nelle società a ristretta base azionaria. — 7. La valutazione dell'autorevolezza dottrinale e giurisprudenziale nell'elaborazione [...]
Art. 21-ter D.Lgs. 74/2000 e società trasparenti: la localizzazione del profitto-risparmio e i limiti delle garanzie patrimoniali del socio alla luce della giurisprudenza di legittimità
1. Introduzione: la genesi e la ratio dell'art. 21-ter del D.Lgs. n. 74/2000 L'art. 21-ter del D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, introdotto dal D.Lgs. 14 giugno 2024, n. 87 nell'ambito della riforma del sistema sanzionatorio tributario, si colloca al crocevia tra diritto penale tributario e diritto sanzionatorio amministrativo, perseguendo l'obiettivo di garantire il coordinamento tra le diverse forme di risposta punitiva previste dall'ordinamento per il medesimo fatto illecito. La disposizione recepisce, in chiave interna, le esigenze derivanti dal principio del ne bis in idem sostanziale di matrice convenzionale ed eurounitaria, imponendo al giudice penale e all'autorità amministrativa di tenere conto delle sanzioni già definitivamente irrogate al medesimo soggetto ai fini della determinazione della sanzione di rispettiva competenza. Più che disciplinare direttamente il regime del sequestro e della confisca, l'art. 21-ter introduce dunque un meccanismo [...]