
Il fondo speciale nel condominio tra obbligo di costituzione e invalidità della deliberazione assembleare. L’art. 1135, comma 1, n. 4, c.c. tra nullità e orientamenti giurisprudenziali
Abstract Il contributo esamina l’obbligo di costituzione del fondo speciale previsto dall’art. 1135, comma 1, n. 4, c.c. e la qualificazione della sua violazione come causa di nullità della deliberazione condominiale. L’indagine si concentra sui principi affermati dalla Cassazione, sulle diverse modalità di costituzione del fondo, sul contrasto relativo alla necessità dell’effettivo versamento delle somme e sugli effetti delle deliberazioni invalide sui successivi riparti e sui procedimenti monitori per il recupero delle quote. L’articolo analizza la disciplina del fondo speciale per le opere di manutenzione straordinaria e per le innovazioni condominiali previsto dall’art. 1135, comma 1, n. 4, c.c., concentrandosi sulle conseguenze dell’omessa costituzione del fondo sulla validità della deliberazione assembleare. Alla luce di Cass. civ., n. 16953/2022 e n. 9388/2023, nonché delle più recenti pronunce di merito, viene esaminata la qualificazione dell’obbligo quale condizione [...]
Le sanzioni del MEF ai revisori legali ex art. 24 d.lgs. 39/2010: revisione, sostenibilità, criteri Engel e tutela giurisdizionale
Abstract Il contributo analizza il sistema sanzionatorio previsto dall’art. 24 del d.lgs. n. 39/2010 per i revisori legali, alla luce dell’evoluzione normativa successiva al recepimento della CSRD e dell’introduzione dell’attività di attestazione della conformità della rendicontazione di sostenibilità. La tesi centrale è che l’art. 24 non configuri una scala sanzionatoria omogenea, ma un catalogo tipizzato di misure eterogenee — dall’avvertimento alla sanzione pecuniaria, dalle sospensioni e interdizioni fino alla cancellazione dal Registro — la cui natura deve essere valutata in funzione della struttura e degli effetti concretamente prodotti. Particolare attenzione è dedicata al coordinamento tra revisione legale e assurance di sostenibilità, soprattutto con riguardo alla diversa formulazione delle misure previste dall’art. 24 e al problema della portata applicativa della cancellazione dal Registro rispetto alle violazioni concernenti la sostenibilità. Il contributo distingue inoltre le sanzioni ex art. 24, la sospensione cautelare ex art. 24-bis e [...]
Litisconsorzio nel processo tributario: impugnazioni, società e agente della riscossione alla luce della Cassazione
Abstract Il litisconsorzio nel processo tributario assume una configurazione variabile in funzione della struttura del rapporto sostanziale e dell'oggetto della controversia. L'articolo esamina il regime delle impugnazioni tributarie e dell'integrazione del contraddittorio in appello, alla luce del coordinamento tra gli artt. 53, comma 2, del d.lgs. n. 546/1992 (art. 107 del d.lgs. n. 175/2024, Testo unico della giustizia tributaria, applicabile dal 1° gennaio 2027) e 331 e 332 c.p.c., nonché dei principi affermati dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. 11676/2024. Particolare attenzione è dedicata al litisconsorzio societario, distinguendo tra società di persone, società di capitali in regime di trasparenza fiscale e società di capitali a ristretta base partecipativa. L'analisi evidenzia come l'unitarietà dell'imputazione reddituale possa determinare un litisconsorzio necessario — disciplinato, nel nuovo Testo unico, dall'art. 58 (corrispondente all'art. 14 del d.lgs. n. 546/1992) — mentre, nelle ipotesi di distribuzione presunta [...]
Busta paga e confessione stragiudiziale del datore di lavoro: efficacia probatoria ed errore di fatto ex art. 2732 c.c. nella giurisprudenza della Cassazione
Abstract L’ordinanza Cass. n. 20814/2026 offre una ricostruzione significativa dell’efficacia probatoria della busta paga e della sua possibile natura di confessione stragiudiziale del datore di lavoro. Il contributo esamina i requisiti di chiarezza, univocità e non contraddittorietà necessari perché le dichiarazioni contenute nel prospetto paga assumano efficacia di prova legale, distinguendo tale profilo dal limite oggettivo della confessione, che impedisce di estenderne gli effetti a fatti non dichiarati o desunti dal mero silenzio del documento. Particolare attenzione è dedicata all’art. 2732 c.c.: una confessione validamente formatasi può perdere la propria efficacia probatoria quando il datore di lavoro dimostri che la dichiarazione non veritiera è stata determinata da errore di fatto, anche nel caso in cui l’errore sia riconducibile alla formazione dei prospetti da parte di un professionista incaricato. L’analisi considera inoltre il rapporto tra busta paga e scrittura privata disconosciuta, nonché i [...]
La prova presuntiva progressiva nel processo civile e tributario: doppia presunzione, serie lineare di inferenze e autonomia giustificativa
La prova presuntiva progressiva non è illegittima per il solo fatto di essere fondata su una successione di inferenze, poiché il fatto accertato presuntivamente può assumere, nella successiva inferenza, la funzione di fatto-base. Tuttavia, l'accertamento del fatto intermedio non esaurisce la giustificazione della conclusione ulteriore: ogni passaggio decisivo della catena deve essere sorretto da una propria ragione inferenziale, specificamente pertinente alla conclusione cui conduce e riconoscibile nella motivazione. Abstract Il contributo analizza la legittimità della prova presuntiva progressiva alla luce del superamento, nella giurisprudenza di legittimità, del tradizionale divieto di praesumptum de praesumpto. Muovendo dagli artt. 2727 e 2729 c.c. e dalla recente elaborazione della «serie lineare di inferenze», si sostiene che l'accertamento presuntivo di un fatto intermedio non esoneri il giudice dalla necessità di giustificare autonomamente il successivo passaggio inferenziale. La nozione di «autonomia giustificativa» [...]
Utili extracontabili e società a ristretta base: la nuova presunzione di distribuzione nel d.lgs. n. 148/2026
Riassunto L'articolo esamina la nuova presunzione di distribuzione degli utili extracontabili nelle società a ristretta base partecipativa introdotta dall'art. 23 del d.lgs. n. 148/2026. La questione centrale è se la nuova disposizione costituisca una semplice codificazione della precedente presunzione giurisprudenziale o se, invece, ne abbia modificato significativamente l'ambito applicativo. La risposta che emerge dall'analisi è la seconda: il legislatore ha trasformato la precedente presunzione semplice di matrice pretoria in una presunzione legale relativa, subordinandola all'accertamento di specifici componenti reddituali, ossia componenti positivi imponibili non contabilizzati e non dichiarati oppure componenti negativi indeducibili perché inesistenti. La nuova disciplina restringe quindi il precedente orientamento giurisprudenziale, soprattutto con riguardo ai costi effettivamente sostenuti ma indeducibili, e introduce rilevanti problemi interpretativi sul rapporto tra maggior reddito fiscale e ricchezza effettivamente distribuibile ai soci. Particolarmente significativo è il confronto con [...]
Mansioni e inquadramento superiore: limiti del giudice e riconoscimento della qualifica intermedia
Sommario Il contributo esamina i limiti entro i quali il giudice del lavoro può riconoscere al lavoratore una qualifica intermedia rispetto a quella formalmente attribuita e a quella superiore richiesta in giudizio, alla luce dell’art. 112 c.p.c. e dei principi che governano l’allegazione dei fatti nel rito lavoristico. Muovendo dall’orientamento inaugurato da Cass. n. 22872/2013 e dai più recenti arresti della Corte di cassazione, tra cui Cass. n. 32365/2025 e Cass. n. 20710/2026, l’analisi individua nell’identità del nucleo fattuale dedotto il criterio decisivo per distinguere la corretta qualificazione giudiziale dalla ultrapetizione. Particolare attenzione è dedicata al rapporto tra nomen iuris, declaratorie collettive, procedimento trifasico di accertamento dell’inquadramento, principio iura novit curia e limiti derivanti dal contraddittorio e dal divieto di introduzione di fatti nuovi. Il contributo considera, inoltre, i riflessi della questione sul giudizio di [...]
La responsabilità aggravata ex art. 96, comma 3, c.p.c. nel processo tributario: abuso del processo, funzione nomofilattica e giurisprudenza della Cassazione
Abstract L’articolo analizza l’applicazione dell’art. 96, comma 3, c.p.c. nel processo tributario, con particolare attenzione alla recente giurisprudenza della Corte di Cassazione in materia di abuso del processo e responsabilità aggravata. L’indagine prende le mosse dall’ordinanza della Sezione Tributaria n. 19116 dell’11 giugno 2026, che consente di precisare il confine tra legittimo esercizio del diritto di difesa e uso strumentale del processo. La pronuncia viene esaminata con riguardo alla controversia TARI e, in particolare, al rapporto tra presupposto dell’obbligazione tributaria, istituzione del servizio, mancata o inadeguata effettuazione dello stesso e onere della prova ai fini della riduzione o dell’esenzione dal tributo. L’analisi si estende ai presupposti della responsabilità aggravata, alla natura della misura prevista dall’art. 96, comma 3, c.p.c. e alla sua concorrente funzione sanzionatoria e indennitaria, nonché al ruolo della ragionevole durata del processo, [...]