
Il ne bis in idem nel sistema sanzionatorio tributario: dal parallelismo procedimentale all’integrazione post-riforma (D.Lgs. n. 87/2024)
PARTE I – INTRODUZIONE SISTEMATICA, QUADRO TEORICO E FONDAMENTI DOGMATICI 1. La metamorfosi del diritto punitivo e l'implosione del modello dualistico L’analisi delle interferenze e delle osmosi tra procedimento penale e procedimento amministrativo-tributario, qualora si collochino in relazione al medesimo fatto storico, costituisce uno dei banchi di prova più complessi per osservare la transizione del diritto punitivo contemporaneo verso modelli di tutela integrata. Il sistema italiano si è storicamente strutturato attorno a un rigido archetipo dualistico, imperniato sul principio di autonomia e separazione tra le sfere sanzionatorie. Da un lato, la reazione dell’ordinamento si esplicava attraverso le sanzioni amministrative pecuniarie governate dalle disposizioni generali del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472; dall’altro, l'intervento repressivo di ultima ratio si realizzava mediante l'attivazione delle fattispecie incriminatrici delineate dal D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74. Per un lungo [...]
La trasparenza retributiva nella Direttiva (UE) 2023/970: verso un nuovo modello di governance salariale tra autonomia collettiva e tutele pre-assuntive
Parte I – Introduzione e inquadramento generale 1. Premessa: la trasparenza retributiva come nuovo paradigma regolatorio La trasparenza salariale è divenuta, negli ultimi anni, uno dei temi centrali del dibattito giuslavoristico europeo. Non si tratta di un fenomeno improvviso, né di un’iniziativa isolata: essa rappresenta il punto di arrivo di un percorso normativo e culturale che affonda le proprie radici nel principio di parità retributiva per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore, sancito già dall’art. 157 TFUE e ribadito in numerosi atti dell’Unione. Tuttavia, la distanza tra affermazione formale del principio e sua effettiva attuazione è rimasta, per decenni, significativa. Le statistiche europee mostrano come il gender pay gap sia rimasto sostanzialmente stabile, oscillando tra il 13% e il 15% negli ultimi vent’anni. Tale stagnazione ha indotto le istituzioni europee a [...]
Le operazioni soggettivamente inesistenti tra IVA e imposte sui redditi: asimmetrie normative, onere della prova e diligenza qualificata alla luce della giurisprudenza di legittimità
ABSTRACT Il presente contributo analizza in modo sistematico la disciplina delle operazioni soggettivamente inesistenti nell’ambito dell’IVA, alla luce delle più recenti ordinanze della Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, n. 8130/2025 e n. 12913/2026. L’elaborato ricostruisce il quadro normativo nazionale e unionale, con particolare riferimento ai principi elaborati dalla Corte di Giustizia in tema di neutralità dell’imposta, onere della prova e criterio dell’“avrebbe dovuto sapere”. Le due ordinanze confermano l’orientamento consolidato secondo cui l’Amministrazione finanziaria deve fornire elementi oggettivi e specifici idonei a dimostrare la fittizietà soggettiva dell’operazione, anche mediante presunzioni semplici purché gravi, precise e concordanti. Una volta assolto tale onere, grava sul contribuente la prova della propria buona fede, da valutarsi secondo criteri di diligenza qualificata dell’operatore economico. L’articolo approfondisce il ruolo della documentazione commerciale, la rilevanza della motivazione degli atti impositivi, le implicazioni [...]
L’abuso dei contratti a termine nel pubblico impiego e la «trappola della precarietà»: l’inadempimento dello Stato italiano nella sentenza della Corte di Giustizia del 13 maggio 2026 (causa C-155/25)
ABSTRACT Il presente contributo analizza analiticamente la sentenza della Decima Sezione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea del 13 maggio 2026, resa nella causa C-155/25 (Commissione europea c. Repubblica italiana). Con tale pronuncia, i giudici di Lussemburgo hanno dichiarato l'inadempimento della Repubblica italiana agli obblighi derivanti dalla clausola 5 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, allegato alla direttiva 1999/70/CE. Lo studio si sofferma, in chiave dogmatica e interpretativa, sulla specifica condizione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (A.T.A.) della scuola statale, esaminando criticamente le linee difensive erariali incentrate sul meccanismo selettivo-anzianitario dei c.d. "24 mesi". Tale impianto è stato ritenuto dalla Corte intrinsecamente inidoneo a prevenire e sanzionare il ricorso abusivo alla contrattazione a termine, venendo qualificato alla stregua di un fattore di stabilizzazione indiretta del precariato strutturale. Vengono infine investigate le pesanti ricadute [...]
I rapporti tra Studi Professionali e Società di Servizi: guida al nuovo limite del 20% e tramonto del modello “Studio + CED”
Il dibattito sull'incompatibilità dell'esercizio della professione di Dottore Commercialista ed Esperto Contabile con l'attività di impresa non è un tema nuovo, ma rappresenta il "nervure" centrale dell'identità stessa della categoria. Da decenni, il professionista italiano si muove in un equilibrio precario: da un lato, la necessità di mantenere l'indipendenza e la natura intellettuale della prestazione (ex art. 2229 c.c.); dall'altro, l'esigenza di organizzare strutture sempre più complesse per rispondere alle sfide della digitalizzazione e della globalizzazione dei servizi. Le Informative n. 5/2026 e n. 70/2026 emanate dal Consiglio Nazionale (CNDCEC) intervengono in un momento storico di profonda trasformazione, segnando un punto di non ritorno. Se fino a ieri il binomio "Studio + CED" (Centro Elaborazione Dati) era considerato una prassi consolidata, quasi fisiologica per gestire la contabilità massiva, oggi tale modello viene sottoposto a una [...]
Cessioni intracomunitarie IVA e onere della prova: disciplina della non imponibilità e profili probatori nella giurisprudenza
L'evoluzione del sistema comune dell'Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) ha trovato, nel corso dei decenni, uno dei suoi banchi di prova più complessi nella disciplina degli scambi tra Stati membri. Il passaggio dal sistema basato sui controlli doganali alle frontiere fisiche a quello fondato sulla cooperazione amministrativa e sulla rendicontazione dei soggetti passivi ha generato un ecosistema normativo in cui il principio di non imponibilità delle cessioni intracomunitarie funge da perno per la libera circolazione delle merci, ma anche da potenziale varco per condotte evasive o fraudolente. L'ordinanza della Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, n. 8273 depositata il 2 aprile 2026, si inserisce in questo solco, offrendo un'occasione di approfondimento dottrinale su temi di stringente attualità: la natura dei requisiti per l'esenzione (o meglio, non imponibilità), la ripartizione dell'onere probatorio e la tutela del legittimo [...]
Il visto di conformità “leggero” tra controllo documentale e verifica sostanziale: evoluzione giurisprudenziale, responsabilità del professionista e criticità sistematiche
Il visto di conformità “leggero” tra controllo documentale e verifica sostanziale: evoluzione giurisprudenziale, responsabilità del professionista e criticità sistematiche
Cessioni intracomunitarie e processo tributario: motivazione dell’atto, prova della non imponibilità e limiti del sindacato di legittimità
L’ordinanza n. 8273 depositata il 2 aprile 2026 della Corte di cassazione, sezione tributaria, si inserisce nel consolidato filone giurisprudenziale concernente il regime delle cessioni intracomunitarie non imponibili ai fini IVA e, in particolare, il tema dell’onere della prova circa l’effettiva uscita dei beni dal territorio dello Stato. La decisione presenta molteplici profili di interesse. Essa affronta, infatti, questioni di natura sostanziale concernenti l’applicazione dell’art. 41 del d.l. n. 331 del 1993, il rapporto tra diritto interno e diritto unionale, il principio di certezza del diritto e la tutela dell’affidamento del contribuente nelle operazioni intracomunitarie. Parallelamente, l’ordinanza assume rilievo anche sotto il profilo processuale, poiché affronta temi centrali del processo tributario e del giudizio di cassazione: la motivazione dell’avviso di accertamento, la motivazione per relationem, i limiti del sindacato di legittimità, la distinzione tra omessa [...]