
In tema di responsabilità dell’imprenditore per il danno da esposizione del lavoratore a polveri di amianto, ex art. 2087 c.c., il datore di lavoro ha l’onere di provare l’adozione di misure idonee a impedire o a ridurre lo sviluppo e la dispersione delle polveri nell’ambiente di lavoro, a prescindere sia dall’accertamento di una specifica nocività rispetto a determinate patologie-essendo comunque accertata la nocività della polvere, di qualsiasi sostanza, per l’apparato respiratorio – sia dall’acquisizione della certezza scientifica sul nesso causale fra esposizione alla sostanza nociva e patologia diversa, e letale, rispetto a quella per la quale la nocività è già accertata all’epoca dello svolgimento dell’attività lavorativa
In tema di responsabilità dell'imprenditore per il danno da esposizione del lavoratore a polveri di amianto, ex art. 2087 c.c., il datore di lavoro ha l'onere di provare l'adozione di misure idonee a impedire o a ridurre lo sviluppo e la dispersione delle polveri nell'ambiente di lavoro, a prescindere sia dall'accertamento di una specifica nocività rispetto a determinate patologie-essendo comunque accertata la nocività della polvere, di qualsiasi sostanza, per l'apparato respiratorio - sia dall'acquisizione della certezza scientifica sul nesso causale fra esposizione alla sostanza nociva e patologia diversa, e letale, rispetto a quella per la quale la nocività è già accertata all'epoca dello svolgimento dell'attività lavorativa
Processo tributario: effetti del differimento quinquennale dell’estinzione della società derivanti dall’art. 2495, comma 2, cod. civ. che, ai sensi dell’art. 28, comma 4, del decreto legislativo n. 175 del 2014, opera soltanto nei confronti dell’Amministrazione finanziaria e degli altri enti creditori o di riscossione indicati
Processo tributario: effetti del differimento quinquennale dell'estinzione della società derivanti dall'art. 2495, comma 2, cod. civ. che, ai sensi dell'art. 28, comma 4, del decreto legislativo n. 175 del 2014, opera soltanto nei confronti dell'Amministrazione finanziaria e degli altri enti creditori o di riscossione indicati
La sopravvenuta insussistenza di spese, perdite od oneri dedotti o di passività iscritte in bilancio in precedenti esercizi. Il compiersi del termine della prescrizione estintiva genera la sopravvenuta insussistenza di passività
La sopravvenuta insussistenza di spese, perdite od oneri dedotti o di passività iscritte in bilancio in precedenti esercizi. Il compiersi del termine della prescrizione estintiva genera la sopravvenuta insussistenza di passività
La partecipazione “qualificata” e la rilevanza della nuda proprietà
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 17741 depositata il 1° luglio 2025, intervenendo in tema di tassazione degli utili distribuiti, ha statuito il principio di diritto secondo cui «Al fine di determinare se la partecipazione in una società di capitali possa ritenersi ‘qualificata’, ai sensi e per gli effetti dell’art. 27 D.P.R. n. 600/1973, devono essere prese in considerazione anche le azioni detenute in nuda proprietà, previa valutazione delle stesse e sommatoria del relativo valore a quello delle azioni eventualmente detenute in piena proprietà (ex art. 67, primo comma, TUIR); l’aliquota maggiore (40 %) andrà applicata, in ogni caso, solo sul reddito effettivamente percepito». Contesto fattuale e profili di merito Nel procedimento in esame, il contribuente impugnava un avviso di accertamento con il quale l’Agenzia delle Entrate aveva rideterminato il suo reddito, sulla base di [...]
La natura assorbibile del “superminimo” retributivo: riaffermato il principio con onere della prova a carico del dipendente ed usi aziendali
Con l'Ordinanza n. 16166 depositata il 16 giugno 2025, emessa dalla Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, è intervenuta in tema di superminimo individuale riafferma, con chiarezza espositiva e rigore dogmatico, la natura giuridica assorbibile, salvo prova contraria. La pronuncia si presta a rilievi di interesse pratico e sistematico, soprattutto in relazione al rapporto tra autonomia individuale, disciplina collettiva e assetto retributivo. Il cosiddetto superminimo, altro non è che l’eccedenza retributiva pattuita individualmente tra datore di lavoro e lavoratore rispetto ai minimi tabellari previsti dal contratto collettivo, è per sua natura assorbibile, salvo prova contraria. Questa decisione, interviene anche nel contesto di usi aziendali consolidati e nella problematica della loro disdetta unilaterale da parte del datore. La fattispecie e la questione giuridica Il caso all’esame della Corte vede protagonista un lavoratore che lamentava la illegittima assorbenza di [...]
L’irrinunciabilità delle ferie retribuite: un diritto inviolabile tra dipendenti pubblici, privati e “in house”
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 16772 depositata il 23 giugno 2025, ribadisce con forza un principio ormai consolidato nella giurisprudenza italiana ed europea: le ferie annuali retribuite rappresentano un diritto fondamentale e irrinunciabile del lavoratore, e il diritto correlato all’indennità sostitutiva in caso di mancata fruizione è intrinsecamente collegato ad esso. La pronuncia conferma che l’onere della prova spetta al datore di lavoro, che deve dimostrare di aver adempiuto all’obbligo di concedere le ferie. In caso di loro mancato godimento, la perdita del diritto e dell’indennità può essere legittima solo quando il datore di lavoro abbia formalmente invitato il lavoratore a usufruirne — e lo abbia fatto in tempo utile, con adeguata informazione, avvisandolo della perdita in caso di mancata fruizione entro il periodo previsto o di un periodo di [...]
La sola indicazione della percentuale e del metodo basta per la motivazione dell’avviso impositivo, ma non ai fini della prova della pretesa impositiva
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 16897 depositata il 24 giugno 2025, ha stabilito che non sussiste un vizio motivazionale nell'avviso di accertamento qualora l’amministrazione finanziaria non abbia allegato all’atto l’elenco dei 52 operatori del settore da cui è stata tratta la percentuale media di redditività applicata. Risulta invece sufficiente che l’avviso contenesse l’indicazione della percentuale stessa e la modalità con cui è stata determinata. Eventuali contestazioni sulla rappresentatività del campione o sulla correttezza statistica della percentuale saranno affrontate in fase contenziosa, non in sede di motivazione dell’atto impositivo. I giudici di legittimità hanno premesso che "l'avviso di accertamento tributario ha carattere di "provocatio ad opponendum", sicché l'obbligo di sua motivazione è soddisfatto ogni qualvolta l'Amministrazione abbia posto il contribuente in grado di conoscere la pretesa tributaria nei suoi elementi essenziali, e, quindi, di contestarne [...]
Il rappresentante legale subentrante delle associazioni non riconosciute, ai fini fiscali, responsabile non solo per gli adempimenti fiscali afferenti a periodi d’imposta in cui aveva ricoperto tale carica ma anche per le annualità antecedenti in relazione ai quali era obbligato ad effettuare le necessarie rettifiche
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 17576 depositata il 30 giugno 2025, intervenendo in tema di responsabilità personale e solidale del rappresentante legale delle associazioni non riconosciute, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "in ragione del suddetto principio (di autonomia del diritto tributario rispetto a quello civile) e della fonte legale dell’obbligazione tributaria, «nell’ipotesi di avvicendamento nella carica sociale di un'associazione non riconosciuta, anche per evitare strumentalizzazioni elusive, il rappresentante legale subentrante non può andare esente, ai fini fiscali, da responsabilità solidale con l'associazione soltanto per la mancata ingerenza nella pregressa gestione dell'ente, in quanto è obbligato a redigere ed a presentare la dichiarazione dei redditi e ad operare, ove necessario, le rettifiche della stessa: ne deriva che, per l'accertamento della responsabilità personale e solidale del legale rappresentante dell'associazione non [...]