
L’avviso di accertamento come “provocatio ad opponendum”: funzione, limiti motivazionali e riflessi nel contenzioso tributario
Nel panorama del diritto tributario italiano, il tema della motivazione dell’avviso di accertamento e degli atti ad esso equiparabili riveste un'importanza centrale, specie in relazione alla garanzia del diritto di difesa del contribuente. Le recenti pronunce della Corte di Cassazione – tra cui la n. 9008/2017 e, soprattutto, la n. 730 dell’11 gennaio 2025 – hanno contribuito a consolidare un importante principio: quando l’avviso di accertamento (o un atto ad esso sostanzialmente assimilabile, come la comunicazione ex art. 36-ter del d.P.R. n. 600/1973) costituisce il primo atto impositivo notificato al contribuente, esso assume la funzione di “provocatio ad opponendum”. Da ciò discende che l’obbligo motivazionale posto in capo all’Amministrazione finanziaria deve essere letto in chiave funzionale, ovvero nella misura in cui consenta al contribuente di comprendere la pretesa tributaria nei suoi elementi essenziali e di [...]
La responsabilità penale del committente “di fatto” nei lavori in economia
La sentenza della Corte di Cassazione, sezione IV penale, n. 22013, depositata l’11 giugno 2025, si inserisce in un solco giurisprudenziale ormai consolidato in materia di sicurezza sul lavoro, riaffermando e precisando il perimetro della responsabilità penale del committente di fatto in caso di infortunio mortale verificatosi nell’ambito di lavori cosiddetti "in economia". L’arresto è di particolare interesse, non solo per i suoi contenuti sostanziali, ma anche per l’ulteriore contributo che offre alla costruzione della figura del garante "di fatto", nella prospettiva della sicurezza ex D.Lgs. 81/2008. Gli Ermellini hanno precisato che "in forza del principio di effettività, l'obbligo dell'approntamento delle misure di sicurezza non è necessariamente collegato alla sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato o autonomo, ma inerisce a qualsiasi fattispecie di lavoro prestato anche a titolo di amicizia, per riconoscenza, o comunque in [...]
Diritto alla difesa vs. privacy: le registrazioni in ufficio sono valide come prova anche se occulte
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L’aggiornamento delle linee guida sul rischio fiscale: un nuovo passo verso il rafforzamento della tax compliance
Con il recente aggiornamento delle Linee guida per la rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, approvato con Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 10 gennaio 2025, e ulteriormente integrato da un nuovo documento (Provvedimento Prot. n. 321934 pubblicato il 7 agosto 2025 ), si consolida l’approccio dell’Amministrazione finanziaria volto a promuovere una sempre più strutturata cultura della tax risk management all’interno delle imprese, in particolare di quelle di medie e grandi dimensioni. Premessa: verso un modello evoluto di gestione del rischio fiscale Il concetto di rischio fiscale ha assunto negli ultimi anni un ruolo sempre più centrale nella governance aziendale, anche alla luce dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale interna e delle pressioni derivanti dal contesto internazionale. In tale quadro si inserisce l’intervento dell’Agenzia delle Entrate che, con provvedimento del 10 gennaio 2025, ha introdotto linee [...]
Hosting provider e responsabilità per contenuti illeciti: l’evoluzione giurisprudenziale e quando il gestore risponde per i commenti altrui
La Corte di Cassazione, sezione civile, con l'ordinanza n. 17360 depositata il 27 giugno 2025, intervenendo in tema di responsabilità del hosting provider per diffamazione per pubblicazioni di terzi, ha statuito il seguente principio di diritto "il prestatore di servizi informatici che assuma il ruolo di hosting provider non attivo va, di regola, esente dalla responsabilità per la pubblicazione delle eventuali informazioni illecite che provengano dai terzi – e, più specificamente, in relazione alla problematica oggetto della presente controversia – per tutti gli eventuali commenti diffamatori inviati dai terzi, ma, una volta che egli acquisisca la consapevolezza della manifesta illiceità degli stessi (in qualunque modo, anche non necessariamente a seguito di una comunicazione delle autorità competenti, sebbene, in tale ultimo caso, possa essere più agevole percepire il carattere “manifesto” dell’illiceità), è tenuto ad attivarsi per [...]
Il principio ne bis in idem vieta la reiterazione per lo stesso fatto per consumazione del potere disciplinare
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Contratti a termine e causali individuati dalle parti: la proroga al 31 dicembre 2026 nel “Decreto Economia” convertito in Legge n. 118/2025
Il D.L. n. 95 del 2025 (meglio noto come Decreto Economia), convertito con modificazioni dalla legge n. 118/2025 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 184 del 9 agosto 2025 recante “Disposizioni urgenti in materia economica e finanziaria”, con il comma 6-bis dell’art. 14 del D.L. n. 95/2025 è intervenuto sulla disciplina dei contratti di lavoro a termine, modificando l'articolo 19 del d.lgs. n. 81/2015 (Testo Unico sui contratti di lavoro). La modifica normativa: proroga del termine per le causali contrattuali Nel dettaglio, il nuovo comma 6-bis dell’art. 14 del D.L. n. 95/2025, come convertito, modifica la lettera b) del comma 1 dell’art. 19 del d.lgs. n. 81/2015, prorogando il termine entro cui è consentita l’apposizione di una causale convenzionale da parte delle parti stipulanti fino al 31 dicembre 2026. La disposizione così come novellata, risulta ora formulata [...]
La competenza del giudice del rinvio nel processo tributario: natura funzionale e limiti del potere decisorio
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