TRIBUTI

Il fermo amministrativo dopo l’annullamento dell’atto impositivo: effetti della sentenza tributaria non definitiva e limiti della riscossione

Abstract Il contributo analizza gli effetti dell’annullamento dell’atto impositivo o della cartella di pagamento sul fermo amministrativo dei beni mobili registrati, con particolare riferimento all’ipotesi in cui la sentenza tributaria favorevole al contribuente non sia ancora passata in giudicato. Muovendo dalla natura del fermo ex art. 86 del d.P.R. n. 602/1973, quale misura alternativa all’espropriazione e [...]

L’IVA indebitamente addebitata tra rivalsa e detrazione: obbligo di versamento, rettifica della fattura e tutela del soggetto inciso alla luce del diritto dell’Unione europea

Il coordinamento tra l'art. 21, comma 7, del d.P.R. n. 633/1972 e i principi unionali di neutralità, effettività e proporzionalità Abstract Il contributo esamina la disciplina dell'IVA erroneamente fatturata, con particolare riguardo all'ipotesi in cui il cedente o prestatore applichi un'aliquota superiore a quella legalmente prevista. La fattispecie evidenzia una tensione tra la regola secondo [...]

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 16712 depositata il 28 maggio 2026 – In tema di IVA, ove il contribuente, dopo aver utilizzato parzialmente un relativo credito mediante compensazione con altro tributo, negli anni successivi continui a dichiararlo in misura superiore alla residua parte spettante, non è configurabile una violazione equiparabile all’indebito o fraudolento uso di tale credito se all’irregolarità formale della dichiarazione non segua il mancato versamento di imposte, cui solo è riconducibile un concreto danno erariale, non potendo ipotizzarsi un tentativo di illecito fiscale qualora il contribuente tenga una condotta in buona fede e non ponga in essere atti diretti all’utilizzo del maggior credito erroneamente riportato nelle dichiarazioni successive

In tema di IVA, ove il contribuente, dopo aver utilizzato parzialmente un relativo credito mediante compensazione con altro tributo, negli anni successivi continui a dichiararlo in misura superiore alla residua parte spettante, non è configurabile una violazione equiparabile all'indebito o fraudolento uso di tale credito se all'irregolarità formale della dichiarazione non segua il mancato versamento di imposte, cui solo è riconducibile un concreto danno erariale, non potendo ipotizzarsi un tentativo di illecito fiscale qualora il contribuente tenga una condotta in buona fede e non ponga in essere atti diretti all'utilizzo del maggior credito erroneamente riportato nelle dichiarazioni successive

Credito IVA non spettante e utilizzo in compensazione: limiti della ripresa d’imposta e infedeltà dichiarativa

Abstract  L’articolo analizza il rapporto tra credito IVA non spettante, infedeltà dichiarativa e ripresa d’imposta, alla luce dell’ordinanza della Corte di cassazione, sez. tributaria, 28 maggio 2026, n. 16712. La pronuncia assume particolare rilievo perché distingue il piano sanzionatorio da quello propriamente restitutorio: l’esposizione in dichiarazione di un credito IVA superiore a quello effettivamente spettante può integrare una violazione sanzionabile anche in assenza di un concreto utilizzo del credito, ma tale circostanza non consente, di per sé, [...]

Familiare fiscalmente a carico e familiare indicato nell’art. 12 TUIR: evoluzione normativa e nuove distinzioni nel sistema tributario

Abstract  La disciplina fiscale dei rapporti familiari è stata profondamente ridefinita dagli interventi normativi del 2024-2026. La legge di bilancio 2025, il D.Lgs. n. 192/2025, il D.Lgs. n. 117/2026 e, soprattutto, il D.Lgs. n. 148/2026 hanno progressivamente distinto la nozione di familiare fiscalmente a carico da quella di familiare rilevante ai fini delle singole agevolazioni [...]

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 21632 depositata il 24 giugno 2026 – In rapporto alle imposte sui redditi e sul valore aggiunto, l’inerenza dei costi di sponsorizzazione rispetto all’attività di impresa va intesa in senso qualitativo, come potenziale e indiretto beneficio per l’attività imprenditoriale, e non in senso meramente quantitativo, come utilità, concreto vantaggio o futuro incremento della stessa

In rapporto alle imposte sui redditi e sul valore aggiunto, l'inerenza dei costi di sponsorizzazione rispetto all'attività di impresa va intesa in senso qualitativo, come potenziale e indiretto beneficio per l'attività imprenditoriale, e non in senso meramente quantitativo, come utilità, concreto vantaggio o futuro incremento della stessa

Fringe benefit delle auto aziendali: la nuova disciplina dell’art. 51, comma 4, lett. a), TUIR dopo il D.Lgs. n. 148/2026

Abstract Il contributo analizza la nuova disciplina fiscale dei fringe benefit delle auto aziendali concessi in uso promiscuo ai dipendenti, alla luce delle modifiche introdotte dal D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148 sull’art. 51, comma 4, lett. a), del TUIR. L’indagine ricostruisce l’evoluzione della disciplina, dal precedente sistema parametrato alle emissioni di CO2 al nuovo [...]

Assegnazione e cessione agevolata dei beni ai soci e trasformazione in società semplice: disciplina fiscale, profili applicativi e orientamenti interpretativi nella legge di bilancio 2026

Abstract Il contributo analizza la disciplina dell’assegnazione e della cessione agevolata dei beni ai soci e della trasformazione in società semplice prevista dalla legge di bilancio 2026, collocandola nel più ampio quadro degli interventi con i quali il legislatore tributario ha periodicamente favorito la fuoriuscita di determinati beni dal patrimonio delle società commerciali. L’indagine muove [...]

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