ELUSIONE

L’abuso del diritto tributario tra struttura della fattispecie e onere probatorio

L’ordinanza n. 33418 del 22 dicembre 2025 della Corte di Cassazione, sezione tributaria, si inserisce nel solco di una giurisprudenza ormai consolidata ma non per questo priva di tensioni interpretative: quella relativa all’abuso del diritto in materia fiscale. La decisione affronta, con particolare rigore argomentativo, uno dei nodi più delicati della materia, ossia l’individuazione dei [...]

Limiti alla deducibilità delle perdite fiscali: niente “riporto” quando varia controllo e attività

Con la sentenza n. 1749, depositata il 26 gennaio 2026, la Corte di Cassazione – Sezione Tributaria ha ribadito un principio di stretta osservanza della normativa fiscale in tema di sopravvivenza delle perdite fiscali pregresse qualora intervengano modificazioni societarie significative. La decisione affronta il complesso rapporto tra l’art. 84 del D.P.R. 917/1986 (T.U.I.R.) e le [...]

Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza n. 1749 depositata il 26 gennaio 2026 – L’art. 84, comma 3, t.u.i.r. esclude la deducibilità dall’imponibile delle perdite registrate nei periodi d’imposta antecedenti «nel caso in cui la maggioranza delle partecipazioni aventi diritto di voto nelle assemblee ordinarie del soggetto che riporta le perdite venga trasferita o comunque acquisita da terzi, anche a titolo temporaneo e, inoltre, venga modificata l’attività principale in fatto esercitata nei periodi d’imposta in cui le perdite sono state realizzate»

L’art. 84, comma 3, t.u.i.r. esclude la deducibilità dall’imponibile delle perdite registrate nei periodi d’imposta antecedenti «nel caso in cui la maggioranza delle partecipazioni aventi diritto di voto nelle assemblee ordinarie del soggetto che riporta le perdite venga trasferita o comunque acquisita da terzi, anche a titolo temporaneo e, inoltre, venga modificata l'attività principale in fatto esercitata nei periodi d'imposta in cui le perdite sono state realizzate»

Qualificazione ai fini fiscali italiani di trust svizzero e applicazione della disposizione di cui all’articolo 16, comma 1, della legge 18 ottobre 2001, n. 383 – Risposta n. 17 del 23 gennaio 2026 dell’Agenzia delle entrate

AGENZIA delle ENTRATE - Risposta n. 17 del 23 gennaio 2026 Qualificazione ai fini fiscali italiani di trust svizzero e applicazione della disposizione di cui all'articolo 16, comma 1, della legge 18 ottobre 2001, n. 383 Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è stato esposto il seguente Quesito L'Istante è un cittadino italiano, fiscalmente [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Sentenza n. 32746 depositata il 16 dicembre 2025 – In materia di imposte sui redditi delle società, l’art. 73, comma 3, D.P.R. n. 917 del 1986 individua i criteri di collegamento (la sede legale o la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale), paritetici ed alternativi, delle società e degli enti con il territorio dello Stato, la cui ricorrenza, per la maggior parte del periodo d’imposta, determina la residenza in Italia e l’assoggettamento alla potestà impositiva del fisco italiano, a prescindere dall’accertamento di un’eventuale finalità elusiva della contribuente, che sia volta a perseguire uno specifico vantaggio fiscale che altrimenti non le spetterebbe

In materia di imposte sui redditi delle società, l'art. 73, comma 3, D.P.R. n. 917 del 1986 individua i criteri di collegamento (la sede legale o la sede dell'amministrazione o l'oggetto principale), paritetici ed alternativi, delle società e degli enti con il territorio dello Stato, la cui ricorrenza, per la maggior parte del periodo d'imposta, determina la residenza in Italia e l'assoggettamento alla potestà impositiva del fisco italiano, a prescindere dall'accertamento di un'eventuale finalità elusiva della contribuente, che sia volta a perseguire uno specifico vantaggio fiscale che altrimenti non le spetterebbe

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Sentenza n. 32745 depositata il 16 dicembre 2025 – La libertà di stabilimento presuppone comunque l’esercizio di un’attività economica ed un insediamento reale, corrispondente anche ad un livello minimo di presenza oggettivamente verificabile, del soggetto non residente nello Stato membro ospite (Corte giustizia, 23/04/2008, C-201/05, T.C.), così da ricomprendere quelle ipotesi in cui, da elementi oggettivi e verificabili da parte di terzi, risulti che la società estera controllante, pur in presenza di motivazioni di natura fiscale, sia realmente impiantata nello Stato di stabilimento e ivi eserciti attività economiche effettive

La libertà di stabilimento presuppone comunque l'esercizio di un'attività economica ed un insediamento reale, corrispondente anche ad un livello minimo di presenza oggettivamente verificabile, del soggetto non residente nello Stato membro ospite (Corte giustizia, 23/04/2008, C-201/05, T.C.), così da ricomprendere quelle ipotesi in cui, da elementi oggettivi e verificabili da parte di terzi, risulti che la società estera controllante, pur in presenza di motivazioni di natura fiscale, sia realmente impiantata nello Stato di stabilimento e ivi eserciti attività economiche effettive

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 33418 depositata il 22 dicembre 2025 – Per configurare la condotta abusiva è, dunque, necessario un’attenta valutazione delle “ragioni economiche” delle operazioni negoziali che sono poste in essere, in quanto, se le stesse sono giustificabili in termini oggettivi, in base alla pratica comune degli affari, minore o del tutto assente è il rischio della pratica abusiva; se invece tali operazioni, pur se effettivamente realizzate, riflettono, attraverso artifici negoziali, assetti di “anormalità” economica, può verificarsi una ripresa fiscale là dove è possibile individuare una strada fiscalmente più onerosa.

Per configurare la condotta abusiva è, dunque, necessario un'attenta valutazione delle "ragioni economiche" delle operazioni negoziali che sono poste in essere, in quanto, se le stesse sono giustificabili in termini oggettivi, in base alla pratica comune degli affari, minore o del tutto assente è il rischio della pratica abusiva; se invece tali operazioni, pur se effettivamente realizzate, riflettono, attraverso artifici negoziali, assetti di "anormalità" economica, può verificarsi una ripresa fiscale là dove è possibile individuare una strada fiscalmente più onerosa.

Valutazione anti-abuso scissione totale non proporzionale di una società semplice in favore di tre società semplici di nuova costituzione – Articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212 – Risposta n. 124 del 30 aprile 2025 dell’Agenzia delle entrate

AGENZIA delle ENTRATE - Risposta n. 124 del 30 aprile 2025 Articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212 - Valutazione anti-abuso scissione totale non proporzionale di una società semplice in favore di tre società semplici di nuova costituzione Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è stato esposto il seguente Quesito L'Istante (...... [...]

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