IVA

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 16701 depositata il 28 maggio 2026 – Il diritto alla detrazione deve essere riconosciuto anche nel caso di violazione di requisiti formali di cui agli artt. 18 e 22 della direttiva n. 77/388/CEE (cd. Sesta direttiva), quali la mancata redazione delle dichiarazioni periodiche o di quella annuale, ovvero l’omessa tenuta del registro IVA acquisti

Il diritto alla detrazione deve essere riconosciuto anche nel caso di violazione di requisiti formali di cui agli artt. 18 e 22 della direttiva n. 77/388/CEE (cd. Sesta direttiva), quali la mancata redazione delle dichiarazioni periodiche o di quella annuale, ovvero l'omessa tenuta del registro IVA acquisti

Detrazione IVA, requisiti sostanziali e violazioni formali: la prevalenza della neutralità fiscale ed il riconoscimento della detrazione nonostante l’omissione degli adempimenti contabili e dichiarativi

Abstract Il contributo analizza la complessa dialettica tra adempimenti formali e realtà economica nell’imposta sul valore aggiunto (IVA), prendendo le mosse dall’ordinanza della Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, n. 16701 del 28 maggio 2026. Il saggio esamina l’evoluzione dogmatica e giurisprudenziale del principio di neutralità fiscale nell’ordinamento eurounitario (Sesta Direttiva n. 77/388/CEE e Direttiva 2006/112/CE) [...]

Il sistema dei veti alle compensazioni in F24 in presenza di ruoli scaduti: la compressione della soglia a 50.000 euro e i nodi interpretativi tra diritto erariale e principi dello Statuto del Contribuente

1. Introduzione: l’evoluzione funzionale della compensazione nell’ordinamento tributario e la svolta della Legge di Bilancio 2026 L’istituto della compensazione nell’ordinamento tributario italiano ha subito, nel corso dell’ultimo ventennio, una radicale metamorfosi sotto il profilo dogmatico, strutturale e funzionale. Concepito originariamente dall’articolo 17 del Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 241, quale strumento di massima semplificazione, [...]

Le operazioni soggettivamente inesistenti tra IVA e imposte sui redditi: asimmetrie normative, onere della prova e diligenza qualificata alla luce della giurisprudenza di legittimità

ABSTRACT Il presente contributo analizza in modo sistematico la disciplina delle operazioni soggettivamente inesistenti nell’ambito dell’IVA, alla luce delle più recenti ordinanze della Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, n. 8130/2025 e n. 12913/2026. L’elaborato ricostruisce il quadro normativo nazionale e unionale, con particolare riferimento ai principi elaborati dalla Corte di Giustizia in tema di neutralità [...]

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 8130 depositata il 27 marzo 2025 – In tema di IVA, l’Amministrazione finanziaria, se contesta che la fatturazione attenga ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell’ambito di una frode carosello, ha l’onere di provare, non solo l’oggettiva fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del destinatario che l’operazione si inseriva in una evasione dell’imposta, dimostrando, anche in via presuntiva, in base ad elementi oggettivi e specifici, che il contribuente era a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo, usando l’ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta, della sostanziale inesistenza del contraente

In tema di IVA, l'Amministrazione finanziaria, se contesta che la fatturazione attenga ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell'ambito di una frode carosello, ha l'onere di provare, non solo l'oggettiva fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del destinatario che l'operazione si inseriva in una evasione dell'imposta, dimostrando, anche in via presuntiva, in base ad elementi oggettivi e specifici, che il contribuente era a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo, usando l'ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta, della sostanziale inesistenza del contraente

Cessioni intracomunitarie IVA e onere della prova: disciplina della non imponibilità e profili probatori nella giurisprudenza

L'evoluzione del sistema comune dell'Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) ha trovato, nel corso dei decenni, uno dei suoi banchi di prova più complessi nella disciplina degli scambi tra Stati membri. Il passaggio dal sistema basato sui controlli doganali alle frontiere fisiche a quello fondato sulla cooperazione amministrativa e sulla rendicontazione dei soggetti passivi ha generato [...]

Cessioni intracomunitarie e processo tributario: motivazione dell’atto, prova della non imponibilità e limiti del sindacato di legittimità

L’ordinanza n. 8273 depositata il 2 aprile 2026 della Corte di cassazione, sezione tributaria, si inserisce nel consolidato filone giurisprudenziale concernente il regime delle cessioni intracomunitarie non imponibili ai fini IVA e, in particolare, il tema dell’onere della prova circa l’effettiva uscita dei beni dal territorio dello Stato. La decisione presenta molteplici profili di interesse. [...]

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 8273 depositata il 2 aprile 2026 – Il regime di non imponibilità IVA della cessione intracomunitaria diviene applicabile solo quando il potere di disporre del bene come proprietario è stato trasmesso all’acquirente, nonché quando il venditore prova che tale bene è stato spedito o trasportato in un altro Stato membro e che, in seguito a tale spedizione o trasporto, esso ha lasciato fisicamente il territorio dello Stato membro di cessione

Il regime di non imponibilità IVA della cessione intracomunitaria diviene applicabile solo quando il potere di disporre del bene come proprietario è stato trasmesso all’acquirente, nonché quando il venditore prova che tale bene è stato spedito o trasportato in un altro Stato membro e che, in seguito a tale spedizione o trasporto, esso ha lasciato fisicamente il territorio dello Stato membro di cessione

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