Dichiarazione fiscali

Il principio di derivazione rafforzata nell’IRES: guida al reddito d’impresa e bilancio OIC per le micro-imprese

1.1. Il principio di derivazione semplice e la ratio dell'art. 83 del TUIR Nell’ambito del diritto tributario d’impresa, il processo di determinazione della base imponibile ai fini dell'Imposta sul Reddito delle Società (IRES) risponde a una fondamentale esigenza di coordinamento tra il risultato economico espresso dal documento contabile civilistico e la misura della ricchezza tassabile. [...]

Il riesame telematico nei controlli standardizzati: natura giuridica e profili procedimentali del “Nuovo CIVIS” come strumento deflativo del contenzioso tributario

1. Introduzione: L’evoluzione del canale CIVIS nel prisma dello Statuto del Contribuente e del principio di collaborazione e buona fede Il sistema dei rapporti tra Amministrazione finanziaria e contribuente ha vissuto, nell’ultimo ventennio, una transizione profonda, caratterizzata dal progressivo abbandono del modello rigidamente autoritativo in favore di assetti improntati alla partecipazione procedimentale e alla cooperazione [...]

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 8845 depositata l’ 8 aprile 2026 – In tema di visto di conformità, quello cd. leggero, implicando, secondo quanto previsto dall’art. 2, comma 1, del D.M. Finanze 31 maggio 1999, n. 164, il riscontro da parte del professionista della corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione dal medesimo predisposta, che è condizione per il rilascio del visto, alle risultanze della relativa documentazione e alle disposizioni che disciplinano gli oneri deducibili e detraibili, le detrazioni e i crediti d’imposta, lo scomputo delle ritenute d’acconto, comporta in capo al professionista, anche in adempimento del dovere di diligenza cd. qualificata di cui all’art. 1176, secondo comma, c.c., un obbligo di verifica non meramente formale, ma sostanziale, diretta ad accertare la sussistenza non meramente documentale ma effettiva del dato esposto in dichiarazione e oggetto del visto

In tema di visto di conformità, quello cd. leggero, implicando, secondo quanto previsto dall’art. 2, comma 1, del D.M. Finanze 31 maggio 1999, n. 164, il riscontro da parte del professionista della corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione dal medesimo predisposta, che è condizione per il rilascio del visto, alle risultanze della relativa documentazione e alle disposizioni che disciplinano gli oneri deducibili e detraibili, le detrazioni e i crediti d'imposta, lo scomputo delle ritenute d'acconto, comporta in capo al professionista, anche in adempimento del dovere di diligenza cd. qualificata di cui all’art. 1176, secondo comma, c.c., un obbligo di verifica non meramente formale, ma sostanziale, diretta ad accertare la sussistenza non meramente documentale ma effettiva del dato esposto in dichiarazione e oggetto del visto

Il credito IVA esposto in dichiarazione omessa tra neutralità dell’imposta e limiti della riscossione: l’impossibilità di recupero mediante cartella in assenza di compensazione o rimborso

La tematica del credito IVA maturato in un periodo d’imposta per il quale la dichiarazione annuale risulti omessa costituisce uno dei nodi più complessi del diritto tributario sostanziale e processuale. Il problema si colloca all’intersezione tra: il principio di neutralità dell’imposta sul valore aggiunto; la disciplina formale degli obblighi dichiarativi; i limiti degli strumenti di [...]

Il controllo automatizzato ex art. 36-bis del D.P.R. 600/1973 nella più recente giurisprudenza di legittimità: natura, limiti e garanzie

L’istituto del controllo automatizzato delle dichiarazioni tributarie rappresenta, nel sistema dell’accertamento fiscale italiano, uno degli strumenti più incisivi e al contempo più delicati sotto il profilo delle garanzie del contribuente. Esso si colloca in un’area intermedia tra la mera attività di liquidazione matematica dell’imposta e l’esercizio del potere accertativo in senso proprio, generando nel tempo [...]

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 33278 depositata il 19 dicembre 2025 – In tema di controllo automatizzato ex art. 36 bis del d.P.R. n. 600 del 1973, qualora l’amministrazione finanziaria verifichi che il credito di imposta erroneamente esposto non era stato riportato nelle dichiarazioni precedenti potrà solo procedere alla rettifica degli errori materiali o di calcolo, ma non anche all’emissione della cartella di pagamento per il recupero del credito non dichiarato, salvo che accerti che il contribuente ha anche illegittimamente utilizzato il credito di imposta esposto

In tema di controllo automatizzato ex art. 36 bis del d.P.R. n. 600 del 1973, qualora l'amministrazione finanziaria verifichi che il credito di imposta erroneamente esposto non era stato riportato nelle dichiarazioni precedenti potrà solo procedere alla rettifica degli errori materiali o di calcolo, ma non anche all'emissione della cartella di pagamento per il recupero del credito non dichiarato, salvo che accerti che il contribuente ha anche illegittimamente utilizzato il credito di imposta esposto

L’effetto prorogativo della dichiarazione integrativa tra legalità e certezza del diritto: limiti oggettivi e confini applicativi

La disciplina dei termini decadenziali nell’accertamento tributario costituisce da sempre uno degli aspetti più delicati e controversi del diritto tributario sostanziale e processuale. In particolare, la presentazione di una dichiarazione integrativa – pur consentendo al contribuente di correggere errori o omissioni – produce effetti non generalizzati sull’intero periodo d’imposta, ma solo su quegli aspetti oggetto [...]

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