CONSIGLIO NAZIONALE DOTT COMM E ESP CON – Comunicato 19 novembre 2019
Lavoro: commercialisti, extracomunitari inferiori a richiesta mercato
Cunsolo (Consigliere nazionale commercialisti): “Serve una migliore programmazione dei flussi di ingresso per consentire un accesso regolare al mercato del lavoro”
“Il numero di ingressi di extracomunitari nel nostro Paese è inferiore alle effettive necessità e i decreti che si sono susseguiti con cadenza annuale non sembrano emanati con attenzione al funzionamento reale del mercato del lavoro”. E’ quanto affermato dal Consigliere nazionale dei commercialisti delegato all’area economia e fiscalità del lavoro, Roberto Cunsolo, nel corso del convegno della categoria professionale dedicato al tema immigrazione, in corso di svolgimento a Roma. “L’ultimo vero “decreto flussi” – ha ricordato Cunsolo – propedeutico all’ingresso nel nostro Paese per motivi di lavoro, è stato emanato nel 2010″.
“L’impressione – ha proseguito Cunsolo – è che le “quote” per il lavoro subordinato siano state sostanzialmente azzerate in coincidenza con il notevole incremento del numero di richiedenti asilo. Del resto, il circolo vizioso innestatosi in forza di tale modus operandi ha fatto sì che i migranti giunti irregolarmente in Italia si siano visti “costretti” ad intasare l’unico canale rimasto aperto per il regolare ingresso sul territorio nazionale, vale a dire la richiesta di protezione internazionale, la quale però è disciplinata da un complesso normativo assolutamente inadeguato a regolare i flussi dei migranti “economici”. Sotto questo profilo il fenomeno sembra temporaneamente arrestato dalla politica di forte contrasto all’immigrazione con la chiusura dei porti”.
“Permane però l’esigenza – ha affermato Cunsolo – di una migliore programmazione dei flussi di ingresso per consentire un accesso regolare al mercato del lavoro. Questa dovrebbe essere accompagnata da politiche di tutela della legalità e di migliore integrazione dei lavoratori stranieri. Come è noto il fenomeno del caporalato resiste ancora come forma principe del mercato del lavoro in edilizia e, soprattutto, in agricoltura e colpisce in particolar modo i lavoratori migranti”.
“L’alta incidenza percentuale di lavoratori extracomunitari impiegati in agricoltura, edilizia e lavori domestici – ha proseguito Cunsolo – conferma la tendenza dei lavoratori italiani al rifiuto di lavori maggiormente gravosi, oltre che sottoqualificati rispetto al proprio percorso formativo. La presenza di lavoratori stranieri sta contribuendo ad alleggerire il rapporto tra popolazione in età pensionabile e popolazione in età lavorativa, con effetti positivi sulla tenuta del sistema pensionistico”. “Senza politiche efficaci di integrazione – ha concluso il consigliere nazionale dei commercialisti – non si riesce a contrastare il fenomeno diffuso di inattività al lavoro, con specifico riguardo alla componente femminile extracomunitaria. La riduzione della popolazione straniera inattiva e la garanzia per i lavoratori stranieri di un lavoro nel rispetto della legalità consentono di guardare al fenomeno migratorio come una risorsa per il Paese”.