ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMMERCIALISTI – Comunicato 08 marzo 2021

Scadenza conservazione fatture elettroniche 2019 – Impatto critico su professionisti e aziende, urge una proroga

La scadenza del prossimo 10 marzo, entro la quale è previsto che debba concludersi il processo di conservazione delle fatture elettroniche attive e passive del 2019, sta inevitabilmente costringendo professionisti e contribuenti all’ennesima corsa ad ostacoli per riuscire a dare seguito all’adempimento.

La conservazione dei documenti elettronici è un processo articolato, che di certo non si compie con un semplice click.

Il servizio che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione gratuitamente prevede che la conservazione si attivi automaticamente solo dal giorno successivo all’adesione da parte del contribuente, ciò significa che tutte le fatture transitate allo SDI prima della data di adesione al servizio dovranno essere portate in conservazione mediante caricamento manuale. Una operazione questa farraginosa, con un sistema che impone limiti agli invii giornalieri e al numero di documenti che possono essere caricati per singolo invio. Insomma quanto di più lontano da una procedura snella e veloce, capace di permettere ai professionisti di dare seguito adeguatamente a questo adempimento.

I parlamentari Nadia Aprile e Raffaele Trano, componenti della Commissione Finanze della Camera, con la loro lettera indirizzata ieri al Ministro dell’Economia Franco e al Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ruffini, hanno voluto rappresentare le difficoltà della categoria dei commercialisti dando un fattivo sostegno alla soluzione, che è stata espressa dall’ANC, di un provvedimento di proroga, lo stesso che è stato adottato per il servizio di consultazione fatture elettroniche, prorogato fino al 30 giugno.

Siamo grati ai parlamentati Aprile e Trano per la loro iniziativa, e pur sapendo bene che la proroga, ancor più se concessa a ridosso di una scadenza, non può essere la sola possibilità nella quale i professionisti devono sperare, ogni volta, per poter svolgere il loro lavoro, l’intervento tempestivo del Governo per lo slittamento del termine del 10 marzo è assolutamente indispensabile e urgente.

Riteniamo altresì indispensabile che l’Agenzia delle Entrate, all’insegna dello spirito collaborativo che deve contraddistinguere le relazioni fisco-contribuente, decida di assicurare la conservazione automatica delle fatture elettroniche attive e passive dell’anno 2019 per tutte le adesioni al servizio di conservazione operate dai contribuenti alla data del 10 marzo.

Allegato

Lettera Governo per proroga termine conservazione fatture elettroniche

Illustrissimi, quali Parlamentari, ci facciamo portavoce delle istanze dell’ Associazione Nazionale Commercialisti – categoria di professionisti a cui apparteniamo – per sottoporre alla Vostra attenzione una delle tante problematiche che i nostri colleghi sono costretti ad affrontare in questi giorni.

Entro il 10 marzo p.v. dovrà, infatti, concludersi il processo di conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche sia attive che passive per l’anno 2019 (prima annualità a seguito dell’introduzione dell’obbligo di fattura elettronica, in vigore dal 1° gennaio 2019).

Come è a Voi noto, per la conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche i contribuenti si possono avvalere dei servizi dell’Agenzia delle Entrate in modo gratuito, o affidarsi ai servizi resi da soggetti terzi accreditati come conservatori presso l’Agenzia per l’Italia Digitale.

Orbene

– il servizio messo a disposizione dall’AdE per la conservazione si attiva automaticamente dal giorno successivo all’adesione da parte del contribuente;

– ovviamente non tutti i contribuenti hanno aderito al servizio il 1 gennaio 2019;

– le fatture transitate allo SDI, prima della data di adesione al servizio, dovranno essere, quindi, portate in conservazione mediate un farraginoso upload manuale.

La conservazione dei documenti elettronici, infatti, non consiste in una semplice memorizzazione di un file, in formato xml sul Pc, ma è un processo ben più complesso, volto a conservare il documento informatico in modo tale che mantenga inalterato nel tempo il proprio valore giuridico legale.

E’ evidente come questo incombente vada a gravare in maniera incisiva sugli operatori del settore già oberati da molteplici adempimenti derivanti dalla copiosa legiferazione d’urgenza, varata dal Governo nel tentativo di affrontare le gravi problematiche derivanti dalla pandemia.

Riteniamo, pertanto, opportuno e necessario, in vista della oramai prossima scadenza del termine di scadenza del 10 marzo 2021, sollecitare un pronto intervento del Governo volto alla immediata proroga del detto termine.

Auspichiamo, inoltre, che l’Agenzia delle Entrate – in pieno spirito di leale collaborazione, tra fisco e contribuenti – si motivi a prendere in carico tutte le adesioni al servizio di conservazione opzionate dai contribuenti alla data del 10 marzo 2021 e provveda alla conservazione automatica delle fatture elettroniche emesse e ricevute nell’anno imposta 2019.