AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE
DELIBERA 29 marzo 2017
Regolamento sull'esercizio dell'attivita' di vigilanza in materia di inconferibilita' e incompatibilita' di incarichi nonche' sul rispetto delle regole di comportamento dei pubblici funzionari. (Delibera n. 328).
(GU n.91 del 19-4-2017)
IL CONSIGLIO DELL'AUTORITA'
NAZIONALE ANTICORRUZIONE
Nell'adunanza del 29 marzo 2017;
Visto l'art. 1, comma 2, lettera d), della legge 6 novembre 2012,
n. 190 e s.m.i. secondo cui l'Autorita' nazionale anticorruzione (di
seguito Autorita') esprime pareri obbligatori sugli atti di direttiva
e di indirizzo, nonche' sulle circolari del Ministro per la pubblica
amministrazione e la semplificazione in materia di conformita' di
atti e comportamenti dei funzionari pubblici alla legge, ai codici di
comportamento e ai contratti, collettivi e individuali, regolanti il
rapporto di lavoro pubblico;
Visto l'art. 1, comma 2, lettera e), della legge 6 novembre 2012,
n. 190 e s.m.i. secondo cui l'Autorita' esprime pareri facoltativi in
materia di autorizzazioni, di cui all'art. 53 del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, allo svolgimento
di incarichi esterni da parte dei dirigenti amministrativi dello
Stato e degli enti pubblici nazionali, con particolare riferimento
all'applicazione del comma 16-ter, introdotto dal comma 42, lettera
l), del medesimo articolo;
Visto l'art. 1, comma 2, lettera f), della legge 6 novembre 2012,
n. 190 e s.m.i. secondo cui l'Autorita' esercita la vigilanza e il
controllo sull'effettiva applicazione e sull'efficacia delle misure
anticorruzione adottate dalle pubbliche amministrazioni e sul
rispetto delle regole sulla trasparenza amministrativa;
Visto l'art. 1, comma 3, della legge 6 novembre 2012, n. 190,
secondo cui l'Autorita' esercita poteri ispettivi mediante richiesta
di notizie, informazioni, atti e documenti alle pubbliche
amministrazioni e ordina l'adozione di atti o provvedimenti richiesti
dal piano nazionale anticorruzione, dai piani di prevenzione della
corruzione delle singole amministrazioni e dalle regole sulla
trasparenza dell'attivita' amministrativa previste dalla normativa
vigente, ovvero la rimozione di comportamenti o atti contrastanti con
i piani e le regole sulla trasparenza;
Visto il decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, recante
disposizioni in materia di inconferibilita' e incompatibilita' di
incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti
privati in controllo pubblico, a norma dell'art. 1, commi 49 e 50,
della legge 6 novembre 2012, n. 190;
Visto l'art. 53, comma 16-ter del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, secondo cui «i dipendenti che, negli ultimi tre anni di
servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto
delle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, non
possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del
rapporto di pubblico impiego, attivi lavorativa o professionale
presso i soggetti privati destinatari dell'attivita' della pubblica
amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri. I contratti
conclusi e gli incarichi conferiti in violazione di quanto previsto
dal presente comma sono nulli ed e' fatto divieto ai soggetti privati
che li hanno conclusi o conferiti di contrattare con le pubbliche
amministrazioni per i successivi tre anni con obbligo di restituzione
dei compensi eventualmente percepiti e accertati ad essi riferiti»;
Visto l'art. 19, comma 5, lettera a), del decreto-legge 24 giugno
2014, n. 90, in base al quale l'Autorita' riceve notizie e
segnalazioni di illeciti, anche nelle forme di cui all'art. 54-bis
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
Visto l'art. 19, comma 15, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90,
in base al quale «le funzioni del Dipartimento della funzione
pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di
prevenzione della corruzione di cui all'art. 1 della legge 6 novembre
2012 n. 190, sono trasferite all'Autorita'»;
Visto il decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97, che ha
apportato modifiche in materia di prevenzione della corruzione nelle
pubbliche amministrazioni;
Visto il Piano nazionale anticorruzione, approvato dall'Autorita'
con delibera n. 72 dell'11 settembre 2013 ed i successivi
aggiornamenti;
Visto l'atto di determinazione n. 833 del 3 agosto 2016 recante
«linee guida in materia di accertamento delle inconferibilita' e
delle incompatibilita' degli incarichi amministrativi da parte del
responsabile della prevenzione della corruzione. Attivita' di
vigilanza e poteri di accertamento dell'A.N.AC. in caso di incarichi
inconferibili e incompatibili»;
Vista la deliberazione del Consiglio dell'Autorita' del 15 febbraio
2017 con cui e' stata approvata la bozza preliminare del Regolamento
e disposta la consultazione pubblica per un periodo di dieci giorni;
Valutate le osservazioni e i contributi pervenuti;
Delibera:
E' approvato il «Regolamento sull'esercizio dell'attivita' di
vigilanza in materia di inconferibilita' e incompatibilita' di
incarichi nonche' sul rispetto delle regole di comportamento dei
pubblici funzionari».
E' disposta la pubblicazione del suddetto regolamento sul sito
istituzionale e l'invio dello stesso alla Gazzetta Ufficiale.
Roma, 29 marzo 2017
Il Presidente: Cantone
Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 5 aprile 2017
Il segretario: Esposito
Allegato
Regolamento sull'esercizio dell'attivita' di vigilanza in materia di
inconferibilita' e incompatibilita' di incarichi nonche' sul
rispetto delle regole di comportamento dei pubblici funzionari.
L'AUTORITA'
Visto l'art. 1, comma 2, lettera d), della legge 6 novembre 2012,
n. 190 e s.m.i. secondo cui l'Autorita' nazionale anticorruzione (di
seguito Autorita') esprime pareri obbligatori sugli atti di direttiva
e di indirizzo, nonche' sulle circolari del Ministro per la pubblica
amministrazione e la semplificazione in materia di conformita' di
atti e comportamenti dei funzionari pubblici alla legge, ai codici di
comportamento e ai contratti, collettivi e individuali, regolanti il
rapporto di lavoro pubblico;
Visto l'art. 1, comma 2, lettera e), della legge 6 novembre 2012,
n. 190 e s.m.i. secondo cui l'Autorita' esprime pareri facoltativi in
materia di autorizzazioni, di cui all'art. 53 del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, allo svolgimento
di incarichi esterni da parte dei dirigenti amministrativi dello
Stato e degli enti pubblici nazionali, con particolare riferimento
all'applicazione del comma 16-ter, introdotto dal comma 42, lettera
l), del medesimo articolo;
Visto l'art. 1, comma 2, lettera f), della legge 6 novembre 2012,
n. 190 secondo cui l'Autorita' «esercita la vigilanza e il controllo
sull'effettiva applicazione e sull'efficacia delle misure
anticorruzione adottate dalle pubbliche amministrazioni e sul
rispetto delle regole sulla trasparenza amministrativa»;
Visto l'art. 1, comma 3, della legge 6 novembre 2012, n. 190,
secondo cui l'Autorita' «esercita poteri ispettivi mediante richiesta
di notizie, informazioni, atti e documenti alle pubbliche
amministrazioni e ordina l'adozione di atti o provvedimenti richiesti
dal piano nazionale anticorruzione, dai piani di prevenzione della
corruzione delle singole amministrazioni e dalle regole sulla
trasparenza dell'attivita' amministrativa previste dalla normativa
vigente, ovvero la rimozione di comportamenti o atti contrastanti con
i piani e le regole sulla trasparenza»;
Visto il decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, recante
disposizioni in materia di inconferibilita' e incompatibilita' di
incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti
privati in controllo pubblico, a norma dell'art. 1, commi 49 e 50,
della legge 6 novembre 2012, n. 190;
Visto l'art. 53, comma 16-ter, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, secondo cui «i dipendenti che, negli ultimi tre anni di
servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto
delle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, non
possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del
rapporto di pubblico impiego, attivi lavorativa o professionale
presso i soggetti privati destinatari dell'attivita' della pubblica
amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri. I contratti
conclusi e gli incarichi conferiti in violazione di quanto previsto
dal presente comma sono nulli ed e' fatto divieto ai soggetti privati
che li hanno conclusi o conferiti di contrattare con le pubbliche
amministrazioni per i successivi tre anni con obbligo di restituzione
dei compensi eventualmente percepiti e accertati ad essi riferiti»;
Visto l'art. 19, comma 5, lettera a), del decreto-legge 24 giugno
2014, n. 90, in base al quale l'Autorita' riceve notizie e
segnalazioni di illeciti, anche nelle forme di cui all'art. 54-bis
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
Visto l'art. 19, comma 15, del decreto-legge 24 giugno 2014, n.
90, in base al quale «le funzioni del Dipartimento della funzione
pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di
prevenzione della corruzione di cui all'art. 1 della legge 6 novembre
2012, n. 190, sono trasferite all'Autorita'»;
Visto il decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97, che ha
apportato modifiche in materia di prevenzione della corruzione nelle
pubbliche amministrazioni;
Visto il Piano nazionale anticorruzione, approvato dall'Autorita'
con delibera n. 72 dell'11 settembre 2013 ed i successivi
aggiornamenti;
Vista la determinazione n. 833 del 3 agosto 2016 recante «linee
guida in materia di accertamento delle inconferibilita' e delle
incompatibilita' degli incarichi amministrativi da parte del
responsabile della prevenzione della corruzione. Attivita' di
vigilanza e poteri di accertamento dell'A.N.AC. in caso di incarichi
inconferibili e incompatibili»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1°
febbraio 2016, con il quale e' stato approvato il Piano di riordino
dell'Autorita';
Vista la delibera n. 1196 del 23 novembre 2016 recante il
«Riassetto organizzativo dell'Autorita' nazionale anticorruzione a
seguito dell'approvazione del Piano di riordino e delle nuove
funzioni attribuite in materia di contratti pubblici e di prevenzione
della corruzione e della trasparenza, e individuazione dei centri di
responsabilita' in base alla missione istituzionale dell'Autorita'»;
Vista la delibera n. 1306 del 21 dicembre 2016 recante la
«Definizione delle funzioni dell'Autorita' per materia e ambiti di
attivita'/uffici ed attribuzione delle funzioni di coordinamento al
Presidente ed ai consiglieri»;
Visto l'atto di organizzazione di II livello concernente «linee
di indirizzo operative per il regolare andamento delle attivita' ed
il raccordo funzionale in attuazione della delibera n. 1196 del 23
novembre 2016»;
Considerata la necessita' di adeguare la disciplina
dell'esercizio dell'attivita' di vigilanza in materia di
inconferibilita' e incompatibilita' alle richiamate novita'
legislative;
Considerata la necessita' di meglio precisare, alla luce
dell'esperienza formatasi nei primi due anni di attivita' di
vigilanza, il ruolo e i poteri dell'Autorita';
Considerato che l'attivita' di vigilanza svolta dall'Autorita'
non e' preordinata al puntuale accertamento di fatti ai fini
dell'attivazione delle responsabilita' personali, di competenza
dell'autorita' giudiziaria o amministrativo-contabile;
Considerato che l'attivita' svolta dall'Autorita' ha la finalita'
di vigilare sul corretto conferimento degli incarichi dirigenziali e
di responsabilita' amministrativa di vertice nelle pubbliche
amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti privati in
controllo pubblico, nonche' sull'imparzialita' dei pubblici
funzionari, con particolare riferimento ai conflitti di interesse e
ai limiti previsti dall'art. 53, comma 16-ter, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
Emana
il seguente regolamento:
Art. 1.
Definizioni
1. Ai fini del presente regolamento, si intende per:
a) «Autorita'», l'Autorita' nazionale Anticorruzione;
b) «Presidente», il Presidente dell'Autorita';
c) «Consiglio», il Consiglio dell'Autorita';
d) «ufficio», l'ufficio di vigilanza competente in merito ai
procedimenti concernenti l'esercizio dei poteri di vigilanza
sull'imparzialita' dei pubblici funzionari;
e) «dirigente», il dirigente dell'ufficio;
f) «amministrazione», il soggetto, amministrazione pubblica o
ente di diritto privato in controllo pubblico, tenuto, ai sensi del
comma 2-bis dell'art. 1 della legge 6 novembre 2012, n. 190,
all'adozione di misure di prevenzione della corruzione, ovvero, ai
sensi del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39;
g) «RPCT», il responsabile della prevenzione della corruzione e
della trasparenza;
h) «PNA», il Piano nazionale anticorruzione.
Art. 2.
Oggetto
1. Il presente regolamento disciplina i procedimenti
dell'Autorita' concernenti l'esercizio dell'attivita' di vigilanza in
materia di inconferibilita' e incompatibilita' di incarichi presso le
pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo
pubblico, a norma del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39,
nonche' sul rispetto delle regole sull'imparzialita' dei pubblici
funzionari.
Art. 3.
Direttiva annuale sullo svolgimento
della funzione di vigilanza
1. L'attivita' di vigilanza si conforma agli indirizzi, alle
prescrizioni e agli obiettivi indicati dal Presidente e dal Consiglio
dell'Autorita'.
2. Entro il 31 gennaio di ogni anno, il Consiglio approva una
direttiva programmatica elaborata anche alla luce delle disfunzioni
riscontrate dagli uffici nel corso dell'attivita' dell'anno
precedente.
3. Il Consiglio, sulla base della direttiva programmatica,
approva altresi' il «Piano annuale delle ispezioni», svolte secondo
le modalita' operative contenute nelle «Linee guida per lo
svolgimento delle ispezioni», pubblicate sul sito istituzionale
dell'Autorita'.
4. La direttiva annuale e' pubblicata in forma sintetica, con
l'indicazione dei criteri cui si conforma l'attivita' di vigilanza,
sul sito istituzionale dell'Autorita'.
5. Il Consiglio puo' integrare la direttiva ove ritenga
necessario indicare ulteriori obiettivi o interventi di vigilanza.
Art. 4.
Attivita' di vigilanza d'ufficio
e su segnalazione
1. L'attivita' di vigilanza dell'Autorita' e' attivata
dall'ufficio competente, secondo la direttiva annuale di cui all'art.
3, ovvero su iniziativa dell'ufficio competente e su disposizione del
Consiglio.
2. L'attivita' di vigilanza puo', altresi', essere attivata a
seguito di segnalazioni presentate all'Autorita' secondo le modalita'
di cui all'art. 5.
3. Nel caso di segnalazione da parte di un dipendente pubblico
che segnala illeciti (c.d. whistleblower), la trattazione della
stessa e' svolta dall'ufficio competente, ai sensi del presente
regolamento e delle linee guida adottate dall'Autorita' in materia,
nel rispetto della tutela della riservatezza dell'identita' del
segnalante di cui all'art. 54-bis del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165.
Art. 5.
Modalita' di presentazione della segnalazione
1. La segnalazione di cui all'art. 4, comma 2, e' presentata, di
norma, mediante il modulo allegato al presente regolamento,
disponibile sul sito istituzionale dell'Autorita' e, ordinariamente,
trasmessa ai sensi dell'art. 21 del presente regolamento.
2. Il modulo di cui al comma 1 e' compilato con chiarezza in ogni
suo campo obbligatorio, corredato della eventuale documentazione
giustificativa, firmato e accompagnato da copia di un documento di
identita' o di altro documento valido del segnalante. Il segnalante
indica, altresi', l'indirizzo, preferibilmente di posta elettronica
certificata, cui possono essere indirizzate le eventuali
comunicazioni dell'Autorita'.
3. Nel caso in cui non sia utilizzato il modulo di cui al comma
1, la segnalazione, firmata e accompagnata da copia di un documento
di identita' o di altro documento valido del segnalante, deve
comunque indicare e documentare gli elementi rilevanti.
Art. 6.
Segnalazioni anonime
1. Ai fini del presente regolamento sono considerate anonime le
segnalazioni che:
a) non rechino alcuna sottoscrizione;
b) rechino una sottoscrizione illeggibile;
c) pur apparendo riferibili a un soggetto non consentano,
comunque, di individuarlo con certezza.
2. Le segnalazioni anonime sono archiviate dal dirigente.
3. Le segnalazioni anonime che riguardano fatti di particolare
rilevanza o gravita' e presentino informazioni adeguatamente
circostanziate potranno essere tenute in considerazione al fine di
integrare le informazioni in possesso dell'ufficio nell'esercizio
dell'attivita' di vigilanza. Il dirigente dell'ufficio puo' altresi'
proporre al Consiglio di avviare un autonomo procedimento di
vigilanza.
Art. 7.
Archiviazione delle segnalazioni
1. Il dirigente provvede all'archiviazione delle segnalazioni,
oltre che nei casi di cui all'art. 6, anche nei seguenti casi:
a) manifesta infondatezza della segnalazione;
b) contenuto generico o mero rinvio ad allegata documentazione
e/o corrispondenza intercorsa tra le parti;
c) manifesta incompetenza dell'Autorita';
d) questioni di carattere prevalentemente personale del
segnalante tese ad ottenere l'accertamento nel merito di proprie
vicende soggettive.
2. L'archiviazione e' comunicata al segnalante solo nel caso di
espressa richiesta scritta.
3. La segnalazione si intende archiviata se l'Autorita' non
procede alla comunicazione di avvio del procedimento nei termini di
cui all'art. 12, comma 2, del presente regolamento.
4. E' fatta salva l'attivita' di vigilanza anche con riferimento
a segnalazioni gia' oggetto di archiviazione di cui ai commi
precedenti, in caso di sopravvenuti elementi di fatto o di diritto
ovvero di diversa e ulteriore valutazione del Consiglio
dell'Autorita'.
5. Nei casi di cui al comma 1, lettera c), ove ricorrono i
presupposti, il dirigente predispone l'invio della segnalazione alla
competente Procura della Repubblica e/o alla Procura della Corte dei
conti.
6. Il dirigente invia, con cadenza bimestrale, al Consiglio
l'elenco delle segnalazioni archiviate ai sensi del presente
articolo.
Art. 8.
Rapporti tra procedimento di vigilanza
e giudizio innanzi al giudice amministrativo
1. Il dirigente puo' non avviare il procedimento di vigilanza in
caso di pendenza di un ricorso giurisdizionale dinanzi al giudice
amministrativo avente il medesimo oggetto, ovvero sospenderlo qualora
avviato. Formatosi il giudicato, il dirigente valuta se vi siano i
presupposti per dare nuovo impulso al procedimento di vigilanza.
Art. 9.
Responsabile del procedimento
1. Il responsabile del procedimento e' il dirigente dell'ufficio.
2. Il responsabile del procedimento, esaminate le segnalazioni e
attribuito alle stesse l'ordine di priorita' di cui all'art. 10,
comma 1, puo' individuare uno o piu' funzionari cui affidare lo
svolgimento dell'istruttoria.
Art. 10.
Ordine di priorita' delle segnalazioni
1. Le segnalazioni di cui al comma 2 dell'art. 4, sono, di norma,
trattate secondo il seguente ordine di priorita':
a) segnalazioni relative a violazioni del decreto legislativo 8
aprile 2013, n. 39, che possano dar luogo ad accertamenti di
inconferibilita' e incompatibilita' da parte dell'Autorita';
b) segnalazioni rilevanti ai fini dei codici di comportamento;
c) segnalazioni di illegittimo conferimento di incarico
successivo alla cessazione del rapporto di lavoro ai sensi dall'art.
53, comma 16-ter del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
d) segnalazioni concernenti fatti aventi possibile rilevanza
penale, con particolare riferimento ai reati contro la pubblica
amministrazione;
e) segnalazioni concernenti fatti aventi possibile rilevanza
amministrativa e contabile, con particolare riferimento a gravi
violazioni di legge.
2. Le segnalazioni concernenti fatti di rilievo penale o
contabile, possono, previa comunicazione da parte del dirigente al
Consiglio, essere inviate alla Procura della Repubblica e/o alla
Procura della Corte dei conti competenti per territorio, fermi
restando i profili di interesse dell'Autorita' sui quali continua ad
essere esercitata la vigilanza.
3. Le segnalazioni, comprese quelle per le quali l'intervento
dell'Autorita' non e' piu' attuale e quelle in cui sono assenti le
informazioni di cui all'art. 5, comma 2, o dei documenti e degli
elementi rilevanti di cui all'art. 5, comma 3, sono valutate al fine
di individuare disfunzioni nell'applicazione delle norme in materia
di prevenzione della corruzione. Tali informazioni rilevano anche ai
fini della predisposizione della direttiva programmatica di cui
all'art. 3, comma 2, e del conseguente Piano ispettivo dell'Autorita'
nonche' degli atti, delle proposte e della Relazione annuale
dell'Autorita'.
4. Le segnalazioni pervenute senza rispettare le forme del comma
2 dell'art. 5 sono considerate non prioritarie.
Art. 11.
Atti conclusivi del procedimento di vigilanza
1. Il procedimento di vigilanza, avviato ai sensi dell'art. 12,
si conclude, salvo i casi di archiviazione o di presa d'atto del
conformarsi della amministrazione alle indicazioni dell'Autorita',
con l'adozione, mediante delibera del Consiglio ovvero mediante atto
dirigenziale in caso di procedimento in forma semplificata di cui
all'art. 19, di uno dei seguenti atti:
a) atto con il quale l'Autorita' registra che l'amministrazione
ha adottato, nel caso esaminato, buone pratiche amministrative
meritevoli di segnalazione;
b) raccomandazione con la quale si invitano le amministrazioni
interessate a prevedere, nei propri codici di comportamento,
particolari doveri o divieti di comportamento, anche al fine di
prevenire l'insorgere di conflitti di interesse;
c) presentazione di osservazioni e rilievi su atti di
conferimento di incarichi non ancora perfezionati, ai sensi dell'art.
16, comma 2, del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39;
d) accertamento di specifiche situazioni di inconferibilita' e
di incompatibilita', ai sensi dell'art. 16, comma 1, del decreto
legislativo 8 aprile 2013, n. 39;
e) accertamento di situazioni di conflitto di interesse gia'
previste dai codici di comportamento, nazionale o della singola
amministrazione interessata;
f) accertamento di illegittimo conferimento di incarico
successivo alla cessazione del rapporto di lavoro ai sensi dall'art.
53, comma 16-ter, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
g) ordine di adottare atti e provvedimenti conseguenti
all'accertamento di situazioni di inconferibilita'/incompatibilita'
ai sensi della precedente lettera d).
2. Le segnalazioni relative alla mancata adozione dei Codici di
comportamento da parte delle amministrazioni sono trattate
esclusivamente in sede di procedimento per l'irrogazione delle
sanzioni di cui all'art. 19, comma 5, del decreto-legge 24 giugno
2014, n. 90, previa trasmissione all'ufficio competente.
Art. 12.
Avvio del procedimento di vigilanza
1. La comunicazione di avvio del procedimento e' effettuata dal
responsabile del procedimento ed indica l'oggetto del procedimento,
le informazioni e/o documenti ritenuti rilevanti nonche', ove
possibile, con l'indicazione delle presunte violazioni, il termine di
conclusione del procedimento istruttorio, l'ufficio competente con
indicazione del nominativo del responsabile del procedimento.
2. Il termine per la comunicazione di avvio del procedimento a
seguito di segnalazione, decorrente dalla data di ricevimento della
stessa, e', di norma, di 60 giorni.
3. La comunicazione, laddove ne ricorrano i presupposti, rende
noto in modo esplicito che il procedimento puo' concludersi con
l'adozione di un atto di accertamento di specifiche fattispecie di
inconferibilita' e incompatibilita' nonche' di accertamento di
illegittimo conferimento di incarico successivo alla cessazione del
rapporto di lavoro ai sensi dall'art. 53, comma 16-ter, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Nei casi in cui l'ufficio rilevi,
nel corso dell'attivita' istruttoria, la sussistenza di elementi che
rendono possibile la conclusione del procedimento con un atto di
accertamento di specifiche fattispecie di inconferibilita' e
incompatibilita', nonche' con un atto di accertamento di illegittimo
conferimento di incarico successivo alla cessazione del rapporto di
lavoro ai sensi dall'art. 53, comma 16-ter, del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165, ne da' tempestivamente informazione alle parti
mediante integrazione della comunicazione di avvio del procedimento.
4. La comunicazione puo' essere preceduta da una richiesta,
indirizzata al RPCT dell'amministrazione interessata, di informazioni
utili per l'avvio del procedimento.
5. La comunicazione di cui al comma 1 e' inviata al RPCT
dell'amministrazione interessata, per i profili di competenza, al
legale rappresentante dell'amministrazione, agli interessati, agli
organi di indirizzo che hanno conferito o intendono conferire
l'incarico, nonche' ai segnalanti ove ne abbiano fatto richiesta.
6. Nel caso di un rilevante numero di destinatari la
comunicazione personale e' sostituita da modalita' di volta in volta
stabilite dall'Autorita'.
7. Il dirigente trasmette al Consiglio con cadenza bimestrale
l'elenco dei procedimenti avviati ai sensi del comma 1.
Art. 13.
Partecipazione all'istruttoria
1. Possono partecipare all'istruttoria:
a) i soggetti ai quali e' stata inviata la comunicazione di
avvio del procedimento, ai sensi dell'art. 12;
b) altri soggetti portatori di interessi diretti, concreti e
attuali correlati all'oggetto del procedimento che ne facciano
motivata richiesta entro 30 giorni dalla comunicazione di avvio del
procedimento o dalla conoscenza dello stesso.
2. I soggetti che partecipano all'istruttoria hanno facolta' di:
a) accedere ai documenti del procedimento, nel rispetto delle
modalita' e nei termini previsti dal «Regolamento concernente
l'accesso ai documenti formati o detenuti dall'Autorita' ai sensi
della legge 7 agosto 1990, n. 241», adottato il 31 maggio 2016;
b) presentare memorie scritte, documenti, deduzioni e pareri,
che sono valutati dall'ufficio ove pertinenti all'oggetto del
procedimento.
Art. 14.
Richiesta di informazioni, chiarimenti e documenti
1. Il dirigente formula per iscritto le richieste di informazioni
e di esibizione di documenti, che indicano:
a) i fatti e le circostanze in ordine ai quali si chiedono
chiarimenti;
b) il termine entro il quale dovra' pervenire la risposta o
essere esibito il documento; tale termine e' stabilito in relazione
all'urgenza del caso, alla quantita' e qualita' delle informazioni e
dei documenti richiesti e non e' inferiore a 10 e non superiore a 30
giorni.
2. I documenti di cui e' richiesta l'esibizione sono forniti,
preferibilmente, su supporto informatico, con allegata dichiarazione
di conformita' all'originale. In alternativa, possono essere forniti
in originale o copia conforme.
3. Le richieste di informazioni e di esibizione di documenti
possono essere formulate anche oralmente nel corso di audizioni o
ispezioni, rendendo note all'interessato e verbalizzando le medesime
indicazioni previste dal comma 2.
Art. 15.
Audizioni
1. Il dirigente puo' convocare in audizione i soggetti ai quali
e' stata data comunicazione di avvio del procedimento, ai sensi
dell'art. 12.
2. I soggetti destinatari della comunicazione di avvio del
procedimento possono presentare, entro 10 giorni dal ricevimento,
istanza di audizione all'ufficio. Il dirigente, valutata
positivamente la richiesta, comunica la data dell'audizione.
3. Nel corso delle audizioni, i soggetti convocati possono
comparire in persona del RPCT, per i profili di competenza, del
proprio rappresentante legale oppure di procuratore speciale munito
di apposita documentazione giustificativa del potere di
rappresentanza e possono, inoltre, farsi assistere da consulenti.
4. L'audizione puo' essere richiesta innanzi al Consiglio, dai
soggetti di cui al comma 2, nei casi di procedimento per di uno dei
provvedimenti di cui all'art. 11, comma 1, lettere c), d), e) e f),
limitatamente ai casi di maggiore rilevanza. La richiesta di
audizione deve specificare l'oggetto dell'esposizione orale e le
ragioni per le quali la stessa si ritiene necessaria. Il Presidente,
valutata positivamente la richiesta, fissa la data dell'audizione e,
per il tramite della segreteria del Consiglio, dispone la
comunicazione agli interessati.
5. Delle audizioni e' redatto processo verbale contenente le
principali dichiarazioni rilasciate dalle parti.
Art. 16.
Ispezioni
1. Nell'ambito del procedimento di vigilanza, il dirigente puo'
chiedere al Consiglio lo svolgimento di un'attivita' ispettiva, da
eseguire secondo le modalita' indicate nelle Linee guida per lo
svolgimento delle ispezioni, pubblicato sul sito istituzionale
dell'Autorita'.
2. Il mandato ispettivo e' disposto con provvedimento del
Presidente, nel quale e' indicata la composizione del team ispettivo,
l'eventuale attivazione della collaborazione della Guardia di Finanza
o di altri organi dello Stato, l'ambito soggettivo, l'oggetto
dell'accertamento.
3. Entro il termine assegnato per la conclusione dell'attivita'
ispettiva, che comunque non puo' essere superiore a sessanta giorni,
l'ispettore redige la relazione contenente le risultanze degli
accertamenti ispettivi che viene tempestivamente trasmessa
all'ufficio richiedente per i successivi adempimenti.
Art. 17.
Sospensione dei termini del procedimento
1. I termini del procedimento, nel caso di questioni di
particolare complessita', possono essere sospesi una sola volta e, al
di fuori della ipotesi di cui alla lettera b), per una durata che non
puo' eccedere i 30 giorni, nei seguenti casi:
a) ulteriori approfondimenti mediante richieste documentali
integrative alle parti o ad altre amministrazioni o autorita'
nazionali ed estere;
b) ispezioni, disposte ai sensi dell'art. 16;
c) acquisizione di pareri da altri uffici dell'Autorita' altre
amministrazioni o autorita' nazionali ed estere.
2. Nell'ipotesi di richieste documentali o di acquisizioni di
pareri da altre amministrazioni o autorita' nazionali ed estere,
l'istruttoria puo' essere conclusa prescindendo dalle informazioni
richieste non pervenute nel termine di cui al comma 1.
3. Nei casi indicati al comma 1, i termini riprendono a
decorrere, rispettivamente, dalla data di ricevimento o di
acquisizione da parte del responsabile del procedimento delle
integrazioni documentali, dalla data di ricezione della relazione
ispettiva, dalla data di ricevimento del parere richiesto.
4. La sospensione dei termini procedimentali e' comunicata alle
parti interessate.
Art. 18.
Conclusione del procedimento
1. Entro 120 giorni decorrenti dalla data di comunicazione
dell'avvio del procedimento di vigilanza di cui all'art. 12, salva
l'applicazione della sospensione di cui all'art. 17, il dirigente
sottopone al Consiglio per l'approvazione una proposta di delibera
avente ad oggetto l'adozione di uno degli atti di cui all'art. 11.
2. Il dirigente puo', altresi', adottare una propria nota avente
ad oggetto la comunicazione di presa d'atto della volonta'
manifestata dall'amministrazione di conformarsi alle prescrizioni
della normativa vigente, con l'indicazione degli atti che intende
adottare, ivi compresi quelli di accertamento delle situazioni di
inconferibilita' o incompatibilita'.
3. La nota dirigenziale di cui al comma 2 che conclude un
procedimento preordinato all'adozione di uno dei provvedimenti di cui
all'art. 11, comma 1 lettere c) d) ed f) dell'Autorita' e' sottoposta
alla previa autorizzazione del Consiglio.
4. Il dirigente sottopone al Consiglio, con cadenza mensile,
l'elenco delle note adottate ai sensi del comma 2.
Art. 19.
Procedimento in forma semplificata
1. Il procedimento e' concluso in forma semplificata quando:
a) non sussistono dubbi interpretativi, tenuto conto del quadro
normativo e giurisprudenziale di riferimento;
b) e' possibile applicare al caso di specie una precedente
pronuncia dell'Autorita'.
2. Nei casi di cui al comma 1, il dirigente adotta un proprio
atto di conclusione del procedimento che sostituisce la comunicazione
di avvio del procedimento di cui all'art. 12.
3. Gli atti dirigenziali di conclusione del procedimento in forma
semplificata con i quali e' adottato uno dei provvedimenti di cui
all'art. 11, comma 1 lettere c), d), e), f) sono sottoposti alla
previa autorizzazione del Consiglio.
4. Gli atti dirigenziali di cui al comma 3, prima della
definitiva adozione, sono comunicati all'amministrazione, con la
fissazione di un termine, non superiore a 10 giorni, per la
presentazione di controdeduzioni.
5. Il dirigente, fuori dai casi di cui al comma 3, informa
mensilmente il Consiglio dei procedimenti conclusi ai sensi del
presente articolo.
Art. 20.
Comunicazione dell'atto adottato
e verifica sulla sua esecuzione
1. Gli atti conclusivi del procedimento, adottati con delibera
del Consiglio o con atto dirigenziale di conclusione del procedimento
in forma semplificata, sono comunicati al RPCT, all'amministrazione
interessata nonche' ai soggetti che hanno presentato la segnalazione
e pubblicati sul sito istituzionale dell'Autorita'. Il Consiglio puo'
inoltre disporne la pubblicazione sul sito dell'amministrazione
interessata.
2. L'amministrazione interessata e' tenuta a comunicare
all'Autorita' il proprio riscontro entro il termine assegnato,
variabile da un minimo di 20 ad un massimo di 45 giorni dal
ricevimento della delibera.
3. In caso di mancato riscontro, nei termini di cui al comma
precedente, il Consiglio, su proposta del dirigente, adotta un atto
di constatazione del mancato adeguamento dell'amministrazione
all'atto dell'Autorita'. L'atto e' pubblicato sul sito istituzionale
dell'Autorita'. In caso di mancato adeguamento all'amministrazione ad
un atto dell'Autorita' di accertamento di specifiche fattispecie di
inconferibilita'/incompatibilita', il Consiglio puo' adottare un atto
di ordine di cui all'art. 11, comma 1, lettera g). In questo, come
negli altri casi di mancato adeguamento dell'amministrazione,
l'Autorita' puo' disporre la pubblicazione dell'atto di costatazione
anche sul sito dell'amministrazione interessata.
Art. 21
Comunicazioni
1. Le segnalazioni inviate all'Autorita' e le comunicazioni
previste dal presente regolamento sono effettuate salve specifiche
esigenze del procedimento, mediante posta elettronica certificata ai
sensi della vigente normativa.
Art. 22.
Disposizioni transitorie e finali
1. Il presente regolamento si applica anche alle segnalazioni
gia' pervenute all'Autorita', per le quali non sia stato ancora
avviato il procedimento di vigilanza alla data di entrata in vigore.
2. Con effetto dall'entrata in vigore del presente regolamento,
non trova applicazione, per i procedimenti di vigilanza disciplinati
dal presente regolamento, la delibera n. 146 del 18 novembre 2014
concernente «Procedimento per l'adozione del provvedimento di
ordine».
Art. 23.
Entrata in vigore
1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a
quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Approvato nell'adunanza del 29 marzo 2017.