CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, ordinanza n. 30935 depositata il 3 dicembre 2024
Tributi – Cartella di pagamento – IRPEF – Notificazione – Prescrizione dei crediti erariali – Decadenza del potere di azione del concessionario per la riscossione – Rinvio a nuovo ruolo
Rilevato che
1. L’agente della riscossione E.C. Spa (successivamente poi fusa per incorporazione in E.S.D.R. Spa), in data 9 novembre 2012, notificava a Tr.Fe. intimazione di pagamento n. (…), con la quale le veniva richiesto il pagamento della somma di Euro 111.435,27, sulla base di precedente cartella di pagamento (asseritamente notificata in data 15 febbraio 2001) n. (…), per IRPEF relativa agli anni 1986, 1987, 1988 e 1989.
2. Avverso tale intimazione di pagamento Tr.Fe. proponeva ricorso dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Massa-Carrara la quale, con sentenza n. 280/02/2014, depositata il 31 ottobre 2014, lo accoglieva, annullando l’atto impugnato e condannando E.C. Spa alla rifusione delle spese di lite.
3. Interposto gravame dall’Agente della riscossione, la Commissione Tributaria Regionale della Toscana, con sentenza n. 440/05/2016, pronunciata il 16 febbraio 2016 e depositata in segreteria il 1 marzo 2016, accoglieva l’appello, condannando la contribuente alla rifusione delle spese del doppio grado di giudizio.
4. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione Tr.Fe., sulla base di tre motivi (ricorso notificato il 1 ottobre 2016).
Resiste con controricorso il concessionario per la riscossione E.S.D.R. Spa (già E.C. Spa).
5. Con decreto del 24 maggio 2024 è stata fissata la discussione del ricorso dinanzi a questa sezione per l’adunanza in camera di consiglio dell’11 settembre 2024, ai sensi degli artt. 375, secondo comma, e 380-bis. 1 cod. proc. civ.
Considerato che
1. Il ricorso in esame, come si è detto, è affidato a tre motivi.
1.1. Con il primo motivo di ricorso la contribuente eccepisce violazione e falsa applicazione degli artt. 2934 e 2946 c.c., nonché dell’art. 50 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, in relazione all’art. 360, comma 1, num. 3), c.p.c.
Deduce, in particolare, la ricorrente che l’intimazione impugnata era stata notificata a distanza di undici anni dalla notificazione della cartella di pagamento, e che quindi era documentalmente provata l’intervenuta prescrizione dei crediti erariali azionati.
1.2. Con il secondo motivo di ricorso si eccepisce violazione e falsa applicazione dell’art. 25 del D.P.R. n. 602/1973, in relazione all’art. 360, comma 1, num. 3), c.p.c.
Rileva, in particolare, la ricorrente che i crediti IRPEF azionati riguardavano gli anni d’imposta 1986, 1987, 1988 e 1989, e che la cartella di pagamento era stata notificata nel 2001, e quindi ben oltre il termine di decadenza biennale di cui al citato art. 25 D.P.R. n. 602/1973.
1.3. Con il terzo motivo di ricorso la contribuente deduce violazione e falsa applicazione dell’art. 2969 cod. civ., in relazione all’art. 360, comma 1, num. 4), c.p.c.
Osserva che erroneamente, nel caso di specie, la C.T.R. non aveva rilevato la decadenza del potere di azione del concessionario per la riscossione, trattandosi comunque di materia sottratta alla disponibilità delle parti.
2. Così delineati i motivi di ricorso, questa Corte ritiene necessario disporre l’acquisizione dei fascicoli dei gradi di merito, al fine di valutare compiutamente il contenuto degli atti difensivi, e di verificare la riproposizione in appello dell’eccezione di prescrizione del credito tributario.
P.Q.M.
Dispone l’acquisizione, a cura della cancelleria, dei fascicoli dei gradi di merito.
Rinvia la trattazione del ricorso a nuovo ruolo.