CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 33764 depositata il 23 dicembre 2025

Tributi – Avviso di accertamento – Costi disconosciuti – Operazioni inesistenti – IVA indebitamente detratta – Reddito da lavoro autonomo – Abuso del processo – Inammissibilità

Rilevato che

– il contribuente proponeva ricorso avverso svariati atti impositivi, emessi nei confronti della E. Srl, che venivano notificati ai legali rappresentanti della società ed al ricorrente quale amministratore di fatto della società sopra detta;

– inoltre, il ricorrente Ma.Al. ha anche impugnato l’avviso di accertamento n. (…), notificato in data 26.10.2022, con il quale per l’anno d’imposta 2014, sono stati disconosciuti costi relativi alle fatture emesse dalla società “E.” Srl nei confronti del ricorrente per Euro 309.234,00 in quanto relativi ad operazioni oggettivamente inesistenti, ai sensi dell’articolo 109 del TUIR, ed è stata recuperata l’iva indebitamente detratta su dette fatture pari ad Euro 68.032,00.

È stato riconosciuto l’importo di Euro 185.717,00 quale costo relativo al personale, in abbattimento del reddito dichiarato, e, pertanto, è stato accertato un reddito da lavoro autonomo pari ad Euro 319.077,00.

Inoltre, sono state accertate ai fini del Modello 770 presentato come sostituto d’imposta maggiori ritenute per Euro 25.683,00;

– la CGT di primo grado di Napoli con la sentenza impugnata in questa sede ha dichiarato inammissibile il ricorso iscritto al n. 6167/2021 RG e rigettato, per il resto, i quattro ricorsi riuniti;

– ricorre a questa Corte il contribuente, con riguardo al solo ricorso n. RG 6761/21, con atto affidato a sette motivi e illustrato da memoria;

– l’Agenzia delle Entrate resiste con controricorso;

– il Consigliere delegato ha depositato proposta di definizione accelerata del ricorso ex art. 380 bis c.p.c. a fronte della quale il ricorrente ha chiesto la decisione del Collegio;

Considerato che

– stante l’assenza di accordo tra le parti processuali per la proposizione diretta del ricorso per cassazione avverso la decisione di primo grado, come previsto dal comma 2 bis dell’art. 62 del D.Lgs. n. 546 del 1992, il ricorso è inammissibile;

– le spese processuali sono liquidate secondo la soccombenza;

– poiché la presente decisione fa seguito ad istanza di decisione proposta al Collegio in seguito alla comunicazione di proposta di definizione accelerata del giudizio ex art. 380 bis c.p.c. va applicata la giurisprudenza di questa Corte (si vedano in termini le pronunce Cass. Sez. Un., Ordinanza n. 28540 del 13 ottobre 2023; Cass. Sez. Un., Ordinanza n. 27195 del 22 settembre 2023; ancora, conforme alle precedenti risulta la recente Cass. Sez.3, Ordinanza n. 31839 del 15 novembre 2023) secondo la quale in tema di procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi inammissibili, improcedibili o manifestamente infondati, l’art. 380 – bis, comma 3, c.p.c. (come novellato dal D.Lgs. n. 149 del 2022) – che, nei casi di definizione del giudizio in conformità alla proposta, contiene una valutazione legale tipica della sussistenza dei presupposti per la condanna ai sensi del terzo e del quarto comma dell’art. 96 c.p.c. – codifica un’ipotesi normativa di abuso del processo, poiché il non attenersi ad una valutazione del proponente, poi confermata nella decisione definitiva, lascia presumere una responsabilità aggravata del ricorrente;

– debbono quindi liquidarsi ex art. 96 terzo comma c.p.c. ulteriore l’importo di Euro 2.200 a carico di parte soccombente ed ex art. 96 quarto comma c.p.c. e ancora l’ulteriore importo di Euro 1.100,00 sempre a carico di parte soccombente da versarsi quest’ultimo alla cassa delle ammende;

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso;

condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese processuali che liquida in Euro 4.400,00, a favore della parte controricorrente, oltre a spese prenotate a debito;

condanna parte ricorrente al pagamento dell’ulteriore somma di Euro 2.200,00ex art. 96 c. 3 c.p.c. sempre in favore di parte controricorrente e infine dell’ancora ulteriore somma di Euro 1.100,00ex art. 96 c. 4 c.p.c. in favore della cassa delle ammende.

Ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del D.P.R. n. 115 dei 2002, inserito dall’art. 1, comma 17 della L. n. 228 del 2012, si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma del comma 1-bis, dello stesso art. 13, se dovuto.