MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI – Comunicato 23 dicembre 2013

Misure di contrasto alla povertà: al via la sperimentazione del Sostegno per l’Inclusione Attiva

Il Governo ha potenziato la sperimentazione della Carta per l’Inclusione, aprendo la strada al Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA), il primo strumento universale di contrasto alla povertà. La misura mira a sostituire la vecchia Social Card, o Carta Acquisti, nata nel 2008 per dare alle persone in difficoltà economiche un contributo per gli acquisti di generi di prima necessità.

Voluto fortemente dal Ministro Enrico Giovannini per dare una risposta all’aumento della povertà in Italia, il SIA è stato presentato a settembre del 2013 dopo un’attenta analisi effettuata da un gruppo di lavoro istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e costituito da esperti di welfare. Il Consiglio dei Ministri di fine anno ha annunciato lo stanziamento di ulteriori risorse che, aggiungendosi a quelle già previste dalla legge di stabilità, garantiranno un investimento complessivo contro la povertà di circa 800 milioni di euro, consentendo di aumentare il numero dei beneficiari a livello nazionale.

Nel 2014 la sperimentazione del SIA si configurerà dunque come il più ampio intervento contro la povertà assoluta realizzato nell’ultimo decennio, interesserà circa 400mila persone per un impegno finanziario nel biennio 2014-2015 di oltre 600 milioni di euro, cui si sommano 250 milioni già destinati alla “carta per l’inclusione”. Prima di introdurre definitivamente il SIA nel 2015, il Governo ha deciso quindi di procedere per gradi, aumentando le risorse, allargando la platea dei destinatari, consentendo una sperimentazione più vasta. Introdurre direttamente il SIA sarebbe stato in questa fase troppo oneroso per le casse dello Stato. Nella loro relazione, infatti, gli esperti indicano un costo a regime di circa 7-8 miliardi di euro all’anno.

Dalla Carta per l’Inclusione al SIA

Il SIA rappresenta quindi la naturale evoluzione della “Carta per l’inclusione”, concepita secondo i principi della Raccomandazione europea sull’inclusione attiva. La sua particolarità consiste nel fatto che accanto al sostegno economico il destinatario beneficerà di un piano personalizzato (il “patto”) volto al suo reinserimento lavorativo e alla più generale inclusione sociale dell’intero nucleo familiare. A fronte del sostegno economico si prevede quindi un impegno da parte dei beneficiario a cercare attivamente lavoro, fare proseguire gli studi ai figli, farli sottoporre alle visite mediche periodiche, occuparsi dei familiari con disabilità. Da questo punto di vista quindi anticipa a tutti gli effetti il SIA, con la differenza che, in questa fase sperimentale, la Carta per l’Inclusione non viene erogata in maniera universalistica, ma è limitata alle famiglie con figli. D’altra parte è proprio questa la priorità che l’Europa ha indicato all’Italia con una raccomandazione specifica nell’ambito della Strategia Europa 2020.

L’obiettivo principale della sperimentazione è proprio di offrire elementi di valutazione per la possibile generalizzazione della misura, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, come strumento di contrasto alla povertà assoluta. Al riguardo, il decreto attuativo della sperimentazione avviata nei 12 Comuni affida al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze, l’attuazione di una rigorosa valutazione volta ad accertare l’efficacia dell’integrazione del sussidio economico con i servizi a sostegno dell’inclusione attiva nel favorire il superamento della condizione di bisogno. In particolare, si intende indagare l’efficacia di diverse modalità di integrazione tra misure attive e passive nonché di diversi modelli di attuazione della presa in carico dei beneficiari e di gestione in rete dei servizi da parte delle amministrazioni responsabili. In questa direzione, e con analoghe finalità, è stato riformato l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, che servirà a definire con criteri più chiari e controllabili, la reale condizione finanziaria dei nuclei familiari.