MINISTERO delle FINANZE – Circolare n. 16 del 4 giugno 2025

Bilancio di genere – Linee guida e avvio delle attività relative al Rendiconto generale dello Stato 2024

L’articolo 38-septies della legge n.196 del 2009 (NOTA 1) ha disposto, per il bilancio dello Stato, la sperimentazione in sede di rendicontazione di un bilancio di genere. I criteri e la metodologia generale sono stati individuati con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze adottato il 16 giugno 2017 (NOTA 2). Con l’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo del 12 settembre 2018, n.116, è stata, inoltre, rafforzata la funzione del bilancio di genere, ponendo l’accento sull’opportunità che sia utilizzato come base informativa per promuovere la parità di genere tramite le politiche pubbliche, ridefinendo e ricollocando conseguentemente le risorse e tenendo conto dell’andamento degli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) inseriti nel Documento di Economia e Finanza (DEF) (NOTA 3).

La Relazione annuale sul bilancio di genere viene trasmessa alle Camere corredata dalla relativa documentazione e resa disponibile nella pagina dedicata del sito del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, al seguente indirizzo: Ragioneria Generale dello Stato – Ministero dell Economia e delle Finanze – Bilancio di genere 2023.

Alcune prospettazioni sono consultabili anche sull’App del Ministero dell’economia e delle finanze “Bilancio aperto” (NOTA 4).

La Relazione annuale al Parlamento, che rappresenta la sintesi di varie attività svolte relative al consuntivo, prevede: il monitoraggio dei divari di genere attraverso indicatori, sia nell’economia e nella società sia nel pubblico impiego per le Amministrazioni centrali dello Stato; la riclassificazione contabile delle spese del bilancio dello Stato secondo una prospettiva di genere; l’analisi delle principali politiche tributarie; le azioni intraprese dalle Amministrazioni centrali dello Stato – sia riguardo alle politiche settoriali sia per le politiche del personale – rilevate attraverso i due questionari allegati a questa circolare.

Ai singoli Centri di Responsabilità delle Amministrazioni centrali dello Stato, incluse le loro articolazioni periferiche e alla Presidenza del Consiglio dei ministri, quali soggetti attivi delle politiche di bilancio, è richiesto di contribuire alla classificazione delle spese e di comunicare le azioni intraprese e gli indirizzi specifici adottati ai fini della riduzione delle diseguaglianze di genere nell’anno 2024.

Con la presente circolare sono fornite le linee guida per la classificazione delle spese secondo una prospettiva di genere, gli schemi per trasmettere tali informazioni, i due questionari da compilare relativi alle politiche del personale e alle politiche settoriali intraprese dalle Amministrazioni nel corso del 2024 e il calendario degli adempimenti.

Le informazioni rese dalle Amministrazioni sulle spese riclassificate secondo una prospettiva di genere saranno elaborate e rappresentate in forma analitica e aggregata, anche in formato elaborabile attraverso tavole e database. Le informazioni trasmesse dalle Amministrazioni sulle azioni intraprese o sugli indirizzi specifici adottati per incidere sulla riduzione delle diseguaglianze di genere nel corso dell’anno 2024 saranno parte integrante del bilancio di genere per il Rendiconto 2024.

Come indicato già nella circolare del 27 febbraio 2025, n. 6 (NOTA 5), l’attività relativa al bilancio di genere, pur essendo riferita al conto del bilancio, non comporta alcun adempimento aggiuntivo ai fini del Rendiconto generale dell’amministrazione dello Stato trasmesso alla Corte dei conti per la parificazione.

La collaborazione tra l’Ispettorato generale del bilancio e l’Ispettorato generale per gli ordinamenti del personale e l’analisi dei costi del lavoro pubblico permette di predisporre un’analisi per genere delle dinamiche e delle caratteristiche del personale delle Amministrazioni centrali dello Stato, di cui si dà conto nella Relazione al Parlamento. A tale scopo si richiama l’attenzione delle Amministrazioni sul rispetto della tempistica di trasmissione dei dati della rilevazione del conto annuale, prevista dal titolo V del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, secondo le modalità indicate nella circolare annuale del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.

1 – La classificazione delle spese del bilancio dello Stato secondo una prospettiva di genere

La costruzione del bilancio di genere comporta un esame delle spese del bilancio per la loro “riclassificazione” secondo il diverso impatto che possono avere su uomini e donne. Il bilancio di genere si limita a individuare gli interventi e le risorse specificamente indirizzati alle donne, ma analizza tutte le spese del bilancio prevedendone una ripartizione in alcuni sottogruppi. In aggiunta alle consuete tre modalità di classificazione usate fino al bilancio consuntivo 2021 (spese dirette a ridurre le diseguaglianze di genere, spese sensibili al genere e spese neutrali al genere), viene confermata la quarta modalità (NOTA 6) introdotta in via sperimentale con la circolare del 16 maggio 2023, n. 22 (NOTA 7), al fine di qualificare azioni il cui impatto sui divari di genere non è noto. Tale maggiore affinamento nell’individuazione delle spese che possono avere impatto sul genere (NOTA 8), è stato avviato sia nell’ottica di migliorare il consuntivo, sia in vista della riclassificazione delle spese da allegare al disegno di legge di bilancio 2024 introdotta per l’attuazione dalla riforma 1.13 del PNRR (milestone M1C1-110) (NOTA 9). I risultati di tale lavoro di maggiore approfondimento hanno fornito esiti positivi, e sono stati, quindi, riproposti anche con la presente circolare e sono richiamati nelle note presenti nei file relativi alla spesa di ciascun Ministero.

Gli esiti di questo terzo anno di sperimentazione della quarta modalità (codifica “0* Spese da approfondire”) saranno poi considerati in condivisione con il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, al fine di incorporarli appieno nella metodologia per la classificazione della spesa.

Alla luce di quanto premesso, le spese sono classificate usando le seguenti quattro modalità di classificazione:

a) “dirette a ridurre le diseguaglianze di genere” (codice 1), relative alle misure direttamente riconducili o mirate a ridurre le diseguaglianze di genere o a favorire le pari opportunità;

b) “sensibili” (codice 2), relative a misure che hanno o potrebbero avere un impatto, anche indiretto, sulle diseguaglianze tra uomini e donne;

c) “da approfondire” (codice 0*), relative alle misure che per alcune loro caratteristiche (natura della spesa e/o potenziali beneficiari) potrebbero avere una diversa classificazione previ ulteriori approfondimenti per verificare possibili impatti diretti o indiretti sulle disuguaglianze di genere (NOTA 10);

d) “neutrali” (codice 0), relative alle misure che non hanno impatti diretti o indiretti sul genere.

È importante sottolineare che molte tipologie di spese, che potrebbero apparire “neutrali” a una prima analisi, possono avere effetti indiretti rilevanti per il genere, come favorire il persistere di stereotipi di genere o disincentivare l’accesso e la partecipazione al mercato del lavoro. Riconoscere e classificare tali spese come “sensibili” è particolarmente rilevante impegno permette di raggiungere effetti positivi sulla riduzione delle diseguaglianze di genere tenendo conto della dimensione del genere nel disegno degli interventi e nella loro implementazione.

Le Linee guida (Allegato 1) specificano le definizioni, le modalità e i criteri con cui i singoli Centri di Responsabilità delle Amministrazioni centrali dello Stato dovranno procedere alla riclassificazione e alla trasmissione dei dati richiesti al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato per il tramite degli Uffici centrali del bilancio. Nelle illustrazioni di alcune casistiche tipo per ciascuna modalità di classificazione, le Linee guida tengono conto delle attività di verifica del test di rilevanza di genere (Figura 1) cui vanno sottoposte le varie misure relative alle politiche settoriali, raccolte attraverso il relativo questionario.

Ogni Amministrazione riceverà, per il tramite dell’Ufficio centrale di bilancio, un unico file in formato Excel predisposto per un’analisi delle spese dell’esercizio 2024 secondo una prospettiva di genere con i dati del proprio stato di previsione articolati per missioni, programmi, centro di responsabilità, azioni, capitoli e piani gestionali. Il file, allegato alla presente circolare, è scaricabile anche dal sito del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e deve essere integrato con la classificazione delle spese del consuntivo 2024 secondo una prospettiva di genere, eventualmente rettificando, laddove opportuno, la classificazione operata nell’esercizio precedente e avendo cura di compilare tutti i campi riservati all’Amministrazione.

L’unità di analisi è rappresentata dal singolo piano gestionale del capitolo di ciascuno stato di previsione. Informazioni utili per l’individuazione della classificazione (codice di genere) da adottare possono essere reperite esaminando l’autorizzazione di spesa, la denominazione capitolo o del piano gestionale, quali i dati sulle attività svolte dal centro di responsabilità amministrativa a cui è affidata la gestione (in particolare, per le spese relative ai consumi intermedi, alla formazione del personale o ad altre fattispecie di spesa non destinate a interventi finalizzati per norma).

Le Amministrazioni dovranno verificare, modificare e integrare il prospetto secondo le indicazioni fornite nelle Linee guida (Allegato 1) e restituirlo agli Uffici centrali del bilancio entro il 18 giugno 2025. Gli stessi Uffici centrali del bilancio ne valideranno il contenuto, componendo un unico file per Amministrazione e inviandolo in formato elaborabile Excel all’Ispettorato generale del bilancio entro il 25 giugno 2025 attraverso l’apposito indirizzo di posta elettronica rgs.bilanciodigenere@mef.gov.it.

2 – Azioni intraprese e indicatori per il monitoraggio del diverso impatto delle politiche sul genere

Unitamente alla classificazione delle spese del bilancio, i Centri di Responsabilità di ciascuna Amministrazione comunicano le azioni intraprese e gli indirizzi specifici emanati per incidere sulla riduzione delle diseguaglianze di genere in base agli schemi riportati nell’Allegato 2 della presente circolare, evidenziando il proprio contributo tramite indicatori di risultato da essi individuati.

Alla rilevazione partecipano anche i Centri di Responsabilità individuabili dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, in quanto gestori di risorse del bilancio dello Stato destinate a interventi mirati a promuovere le pari opportunità di genere.

A tal fine dovranno essere compilati due file (in formato Excel e Word) con due questionari riguardanti rispettivamente:

1) le politiche del personale dell’Amministrazione (sezione I), da compilare a cura del Dipartimento o della Direzione generale competente per la gestione del personale di ciascuna Amministrazione e incentrato su:

  1. a) iniziative di conciliazione vita-lavoro realizzate nel corso dell’anno;
  2. b) part-time;
  3. c) lavoro agile, telelavoro, altre iniziative in materia di prestazioni lavorative;
  4. d) congedi di maternità e paternità e congedo parentale;
  5. e) politiche per il reinserimento di personale assente per lunghi periodi;
  6. f) promozione della cultura di genere, comprese le attività di formazione del personale.

2) le politiche settoriali dell’Amministrazione (sezione II), da compilare a cura di ciascun Centro di Responsabilità e relativo a:

  1. a) indirizzi specifici dell’Amministrazione in relazione alle pari opportunità di genere;
  2. b) interventi intrapresi per contribuire al raggiungimento di alcune dimensioni del benessere equo e sostenibile (misurati tramite indicatori BES);
  3. c) eventuali strategie adottate nelle procedure di gara per appalti di lavori e contratti per l’acquisto di beni e servizi per promuovere il rispetto della parità di genere;
  4. d) azioni intraprese per ridurre le diseguaglianze di genere segnalando se si tratta di un intervento che in passato era stato classificato come “da approfondire (0*)”;
  5. e) interventi o servizi classificati in bilancio come “sensibili” (ossia che hanno o potrebbero avere un impatto, anche indiretto, sulle diseguaglianze di genere) segnalando se si tratta di un intervento che in passato era stato classificato come “da approfondire (0*)”;
  6. f) elenco dei più rilevanti nuovi interventi classificati come “da approfondire (0*)”, segnalati anche nel file Excel della riclassificazione della spesa e indicazione dei motivi per cui l’Amministrazione li ha ritenuti di complessa classificazione; interventi o servizi che in passato erano stati considerati neutrali, ma che potrebbero essere classificati come sensibili in base a peculiari caratteristiche quali, a titolo esemplificativo, la natura economica.

Tali questionari sono disponibili in allegato alla presente circolare; in alternativa sono scaricabili nella sezione dedicata al Bilancio di genere del sito del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.

Le Amministrazioni dovranno compilare i due questionari (uno in Excel e l’altro in Word) e metterli a disposizione degli Uffici centrali del bilancio entro il 18 giugno 2025. Gli stessi Uffici centrali del bilancio ne valideranno il contenuto, verificando la completezza delle informazioni inserite da ciascun Centro di Responsabilità, componendo – per ognuno dei due questionari – un unico file per Amministrazione in formato elaborabile. I due questionari compilati andranno inviati all’Ispettorato generale del bilancio entro il 25 giugno 2025 attraverso l’apposito indirizzo di posta elettronica rgs.bilanciodigenere@mef.gov.it.

Si informa che la Scuola nazionale dell’Amministrazione, in collaborazione con il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, prosegue l’attività iniziata negli anni passati offrendo un percorso formativo specifico per il personale delle Amministrazioni sul tema di genere al fine di integrare tale dimensione nell’attuazione delle politiche delle Amministrazioni e per conseguire al meglio gli adempimenti connessi al bilancio di genere; il corso online si terrà nel mese di giugno 2025.

Da ultimo si ricorda che l’introduzione della classificazione della spesa in ottica di genere in fase di previsione – prevista dal già citato articolo 51-bis del decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, convertito con la legge 21 aprile 2023, n. 41 costituisce la base per il confronto con quanto previsto in fase di programmazione con quanto poi realizzato a consuntivo attraverso l’attuazione delle politiche settoriali. Al fine di costruire gli strumenti necessari, si ricorda alle Amministrazioni l’importanza di dotarsi di sistemi per il monitoraggio degli interventi e di rafforzare la produzione di indicatori rilevanti per osservare la dimensione di genere nelle politiche del personale e per gli esiti economico-sociali delle politiche settoriali gestite.

Allegati 

Omissis

Note:

(1) Introdotto dall’articolo 9 del decreto legislativo del 12 maggio 2016, n. 90, relativo al completamento della riforma del bilancio, successivamente modificato dalla legge 4 agosto 2016 n. 163.

(2) Cfr. Gazzetta Ufficiale

(3) L’introduzione degli indicatori BES nel Documento di Economia e Finanza è stata prevista nell’ambito del completamento della riforma del bilancio, ex-articolo 14 della legge 4 agosto 2016, n. 163.

(4) L’App è scaricabile in modo gratuito e veloce per Android e IOS al link http://bilancioaperto.mef.gov.it/landing.html

(5) https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/circolari/2025/circolare_n_06_2025/

(6) Dal punto di vista operativo, tale raggruppamento è stato ottenuto attraverso una selezione di una parte delle spese 2021 qualificate come neutrali e che si riferiscono, per esempio, a trasferimenti alle famiglie, a ISP etc. e che, come tali, avrebbero le caratteristiche per essere qualificate come “spese sensibili al genere”.

(7) Ragioneria Generale dello Stato – Ministero dell Economia e delle Finanze – Circolare del 16 maggio 2023, n. 22 (mef.gov.it)

(8) In analogia a quanto già introdotto per il bilancio comunitario Integrazione trasversale (europa.eu)

(9) La riforma PNRR M1C1-110 ha previsto, a partire dalla legge di bilancio 2024, la presentazione al Parlamento di un documento informativo che mostri una riclassificazione del bilancio dello Stato utile a evidenziare gli interventi che promuovono l’uguaglianza di genere e le spese ambientali. La riforma è stata introdotta nell’ordinamento nazionale con l’articolo 51 bis della legge 21 aprile 2023, n. 41, di conversione del decreto legge 24 febbraio 2023, n. 13 (PNRR ter), recante disposizioni in materia di bilancio di genere e ambientale e che prevede: 1) A decorrere dall’anno 2023 (legge di bilancio per il triennio 2024-2026), il Ministro dell’economia e delle finanze trasmette alle Camere, entro 30 giorni dalla presentazione del disegno di legge di bilancio di cui all’articolo 21, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, appositi allegati conoscitivi nei quali, per il triennio di riferimento del disegno di legge di bilancio, è data evidenza delle spese: a) relative alla promozione della parità di genere attraverso le politiche pubbliche; b) aventi natura ambientale, riguardanti attività di protezione, conservazione, ripristino gestione e utilizzo sostenibile delle risorse e del patrimonio naturale. 2) Per le finalità di cui al presente articolo si applicano le procedure previste dagli articoli 36, comma 6 e 38-septies, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Si evidenzia, infine, l’attenzione posta sulle tematiche di genere dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’empowerment femminile e il contrasto alle discriminazioni di genere sono perseguiti quali obiettivi trasversali in tutte le componenti del PNRR, così come la riduzione dei divari generazionali e territoriali.

(10) Il nuovo codice sperimentale “0* da approfondire” costituisce uno stimolo a limitare l’attribuzione di neutralità (codice 0) agli interventi che non rientrano nelle esemplificazioni a supporto dei criteri richiamati nelle Linee guida, rinviando una definitiva classificazione all’esito degli approfondimenti necessari, anche riconsiderando la classificazione segnalata nelle rilevazioni degli anni precedenti per le azioni già esaminate.