MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI – Comunicato 04 luglio 2018

Approvato il DECRETO DIGNITÀ, Di Maio: “colpo mortale a precariato e burocrazia”

È stato presentato ieri, a Palazzo Chigi, il primo provvedimento in campo economico e sociale del Governo che prende il nome di “Decreto Dignità”.

Prendono così forma le proposte avanzate dal Vicepremier, Luigi di Maio, in qualità di titolare dei Dicasteri del Lavoro e dello Sviluppo Economico. “Sono molto contento perchè i quattro temi principali del Decreto Dignità sono quelli su cui è stata trovata subito l’intesa quando abbiamo fatto il contratto di governo”, ha sottolineato il Ministro. “Con questo provvedimento, che licenzia il Jobs Act, diamo un colpo mortale al precariato, un colpo mortale alla burocrazia e siamo il primo paese in Europa che dice basta alla pubblicità del gioco d’azzardo”.

Un risultato, quest’ultimo, di cui il Ministro è particolarmente orgoglioso: “La misura contro l’azzardopatia è stata una misura emozionante. In Italia, un minore su due ha giocato d’azzardo almeno una volta nella vita: il primo modo per contrastarla è smetterla di far cadere in tentazione madri, padri e minori. Quindi, stop ai messaggi subliminali e ai testimonial famosi”.

Ma i fronti su cui il Governo si è misurato in questa prima prova di riforma in campo economico e sociale, sono molti altri. Tenendo per il momento da parte la disciplina del lavoro dei riders, su cui si lavora intensamente nel tavolo tra operatori e parti sociali, il Decreto Dignità interviene più in generale nella lotta al precariato introducendo una stretta sui contratti a termine, dove si passa da 36 mesi a 12 mesi, per i contratti senza causale e per un massimo di 24 mesi, se prorogati, oltre allo stop dei licenziamenti selvaggi, con l’aumento del 50% di indennizzo per i licenziamenti ingiusti sino a 36 mensilità.

“Combattere il precariato con queste misure – ha commentato il Vicepremier Di Maio – significa aiutare i giovani a farsi una famiglia e, quindi, a dare un forte impulso demografico; significa combattere stress, depressione e consumo di farmaci che ci vede purtroppo al primo posto in Europa; significa dare più serenità e maggiore qualità della vita”.

Sul fronte economico, invece, vengono introdotte contemporaneamente semplificazioni per i contribuenti e per le imprese che operano nella legalità, nel rispetto dello Stato, e, al contempo, forti limitazioni all’uso improprio di risorse pubbliche per il sostegno all’imprenditoria.

“Con il Governo, saremo sempre dalla parte delle imprese oneste, ma il lavoro precario è una piaga che non consente di creare nuove famiglie e dobbiamo combatterlo”, ha aggiunto il Ministro, spiegando ai giornalisti le misure a favore delle imprese. “Non si tratta di provvedimenti contro il mondo produttivo. Gli imprenditori onesti, che non abusano dei giovani e non pongono in essere un ricatto occupazionale, non hanno nulla da temere da questo decreto. Anzi, non solo saremo dalla loro parte continuando a sburocratizzare, ma affronteremo un grande tema che gli sta a cuore come il costo del lavoro: un’altra strada prevista dal contratto del Governo per eliminare il precariato e aumentare i contratti stabili”.

Concludendo il suo intervento il Ministro ha sottolineato “con il Decreto Dignità, per lo Stato, le persone tornano a essere persone, non più numeri, indici, bancomat: via quindi al redditometro, alle comunicazioni intermedie per lo spesometro e allo split payment per le partite IVA”.

Provvedimenti importanti che si attendevano da tempo. Così come quelli per offrire tutela dalla concorrenza sleale provocata dalla globalizzazione, che il Ministro chiama “prenditori”. Ovvero quelli che approfittando degli aiuti offerti del nostro Paese e poi delocalizzano, sia dentro che fuori dalla UE. Operatori scorretti, spesso multinazionali, per i quali nel Decreto Dignità sono state inserite misure di forte contrasto.

Allegato

Slide di presentazione Decreto Dignità

Il Decreto Dignità ha come obiettivo quello di RESTITUIRE DIGNITÀ ALLA VITA DEGLI ITALIANI

RESTITUIRE DIGNITÀ COMBATTENDO IL PRECARIATO

SIAMO PERSONE NON OGGETTI

Per troppo tempo ci sono state imprese che hanno considerato i lavoratori come oggetti, da usare e poi buttare quando non facevano più comodo, abusando ripetutamente dei contratti a termine e lasciando le famiglie nell’insicurezza sul loro futuro.

Il lavoro precario influisce direttamente e negativamente non solo sulla vita privata delle persone, ma anche sull’economia del paese.

COSA CAMBIA

GUERRA AL PRECARIATO, “LICENZIAMO” IL JOBS ACT

– Vita breve per i contratti a termine.

Si passa dalla durata di 36 mesi a 12 mesi senza causale.

– Dopo i 12 mesi, il contratto a termine si può rinnovare soltanto per un massimo di ulteriori 12 mesi, ma con obbligo di indicare la causale.

– Renderemo sempre più costoso il ricorso al contratto a termine.

– La possibilità di prorogare contratti a termine diminuisce da 5 a 4 volte.

– Anche ai lavoratori interinali si estendono le nuove misure contro il precariato.

– Stop ai licenziamenti selvaggi: aumentiamo del 50% l’indennizzo per i lavoratori ingiustamente licenziati.

– Più tutele per i lavoratori senza penalizzare gli imprenditori onesti.

UNA GLOBALIZZAZIONE INTELLIGENTE: LOTTA ALLE DELOCALIZZAZIONI E TUTELA DELL’OCCUPAZIONE

SIAMO PERSONE E NON NUMERI

Non siamo né contro né a favore della globalizzazione, vogliamo una “globalizzazione intelligente”, che tenga insieme da un lato le opportunità tutela di alti livelli occupazionali e della produzione interna ai singoli Stati.

COSA CAMBIA

STOP AI “PRENDITORI” E TUTELA DELL’OCCUPAZIONE

– Chi sfrutta lo Stato, prendendo soldi pubblici e delocalizzando anche in Stati UE, deve restituire tutto fino all’ultimo centesimo più gli interessi.

Per chi delocalizza fuori dall’Unione europea, scattano anche le sanzioni fino a 4 volte l’importo ricevuto.

– Chi licenzia entro 5 anni da quando ha ricevuto un aiuto di Stato finalizzato a garantire determinati livelli occupazionali, deve restituire il beneficio o tutto o in parte.

MISURE PER IL CONTRASTO ALL’AZZARDOPATIA

SIAMO PERSONE, NON UN GIOCO

L’Italia è il paese europeo dove si “azzarda” di più in Europa, e il quarto al Mondo. Un record negativo.

Dagli ultimi dati oltre 1 milione di persone in Italia sono “azzardopatici”.

DIVIETO DELLA PUBBLICITÀ AL GIOCO D’AZZARDO

– Stop alla pubblicità e alle sponsorizzazioni del gioco d’azzardo su qualunque mezzo (stampa, televisione, radio, internet).

SEMPLIFICARE LA VITA ALLE IMPRESE E AI CONTRIBUENTI

SIAMO PERSONE, NON BANCOMAT

Lo Stato e i precedenti governi hanno utilizzato i titolari di impresa come proprio bancomat, togliendo loro liquidità e chiedendo spesso pagamenti anticipati per fare cassa.

TOGLIAMO LA BUROCRAZIA AGLI IMPRENDITORI

– Abolizione split payment per le partite Iva.

– Tregua sullo spesometro: un ultimo adempimento a febbraio e poi scompare.

– Disattiviamo il redditometro.