Archivi annuali: 2018

Dipendente straniero assunto da società italiana e distaccato all’estero – Rientro in Italia con attribuzione di un nuovo ruolo – Applicabilità del regime speciale per lavoratori impatriati – Risposta 23 ottobre 2018, n. 45 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 23 ottobre 2018, n. 45 Dipendente straniero assunto da società italiana e distaccato all’estero - Rientro in Italia con attribuzione di un nuovo ruolo - Applicabilità del regime speciale per lavoratori impatriati - Articolo 16, del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147 - Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), [...]

Applicazione della Convenzione contro le doppie imposizioni Italia – Svizzera – Risposta 23 ottobre 2018, n. 41 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 23 ottobre 2018, n. 41 Applicazione della Convenzione contro le doppie imposizioni Italia - Svizzera Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 Con l’interpello specificato in oggetto è stato esposto il seguente Quesito L’istante (di seguito anche Banca) è un istituto di credito residente in [...]

DECRETO-LEGGE 23 ottobre 2018, n. 119 – Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria (Definizioni agevolate – Stralcio cartelle – dichiarazione integrativa speciale – Definizione agevolate delle controversie tributarie)

DECRETO-LEGGE 23 ottobre 2018, n. 119 Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria pubblicato nella G.U. 23 ottobre 2018, n. 247 Definizioni agevolate - Stralcio cartelle - dichiarazione integrativa speciale - Definizione agevolate delle controversie tributarie Titolo I DISPOSIZIONI IN MATERIA FISCALE Capo I Disposizioni in materia di pacificazione fiscale Art. 1 Definizione agevolata dei [...]

CORTE SI CASSAZIONE – Sentenza 22 ottobre 2018, n. 26666 – Quando una parte agisce per l’adempimento di un proprio credito ed il convenuto dimostra di avere pagato delle somme idonee ad estinguere il debito, spetta all’attore, il quale sostenga che quel pagamento doveva essere imputato ad altro credito già scaduto, dare la prova dell’esistenza dell’altro credito

quando una parte agisce per l'adempimento di un proprio credito ed il convenuto dimostra di avere pagato delle somme idonee ad estinguere il debito, spetta all'attore, il quale sostenga che quel pagamento doveva essere imputato ad altro credito già scaduto, dare la prova dell'esistenza dell'altro credito e delle condizioni necessarie per la dedotta diversa imputazione", (Cass. n. 17102 del 2006; Cass. n. 11703 del 2002; Cass. n. 1571 del 2000; Cass. n. 14071 del 1999)

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 ottobre 2018, n. 26672 – Vanno applicate le tariffe vigenti al momento della liquidazione delle spese processuali (d.m. 20 luglio 2012), ancorché il relativo giudizio fosse iniziato nel vigore delle tariffe precedenti

In tema di spese processuali, agli effetti dell'art. 41 del d.m. 20 luglio 2012, n. 140, il quale ha dato attuazione all'art. 9, secondo comma, del d.l. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito in legge 24 marzo 2012, n. 27, i nuovi parametri, cui devono essere commisurati i compensi dei professionisti in luogo delle abrogate tariffe professionali, sono da applicare ogni qual volta la liquidazione giudiziale intervenga in un momento successivo alla data di entrata in vigore del predetto decreto e si riferisca al compenso spettante ad un professionista che, a quella data, non abbia ancora completato la propria prestazione professionale, ancorché tale prestazione abbia avuto inizio e si sia in parte svolta quando ancora erano in vigore le tariffe abrogate, evocando l'accezione omnicomprensiva di "compenso" la nozione di un corrispettivo unitario per l'opera complessivamente prestata"

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 ottobre 2018, n. 26667 – La neutralizzazione dei periodi di sospensione del rapporto assicurativo previdenziale obbligatorio, che derivino da alcune obiettive situazioni impeditive ai fini dell’esclusione dei periodi medesimi in sede di verifica dei requisiti contributivi è espressione di un principio generale del sistema previdenziale, diretto ad impedire che il lavoratore perda il diritto alla prestazione previdenziale

ai fini della neutralizzazione del requisito contributivo specifico (il periodo contributivo minimo richiesto nell'ultimo quinquennio) non è necessario che la malattia intervenga nel corso di rapporto. E che, nell'ipotesi  in cui il requisito contributivo specifico non sia stato maturato in conseguenza della malattia dell'assicurato, la prestazione d'invalidità deve essere riconosciuta ugualmente sulla base del possesso del requisito assicurativo generico (consistente nel versamento di cinque anni complessivi di contribuzione comunque maturati)

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 19 ottobre 2018, n. 26498 – Licenziamento per superamento del periodo di comporto ed esclusione delle giornate di assenze del lavoratore dovute ad infortunio sul lavoro o a malattia professionale in cui sussista una responsabilità del datore di lavoro ex art. 2087 c.c.

la fattispecie di recesso del datore di lavoro in caso di assenze determinate da malattia del lavoratore si inquadri nello schema previsto e sia soggetta alle regole dettate dall’art. 2110 c.c., che prevalgono, per la loro specialità, sia sulla disciplina generale della risoluzione del contratto per sopravvenuta impossibilità parziale della prestazione lavorativa, sia sulla disciplina limitativa dei licenziamenti individuali, con la conseguenza che, in dipendenza di tale specialità e del contenuto derogatorio delle suddette regole, il datore di lavoro, da un lato, non può unilateralmente recedere o, comunque, far cessare il rapporto di lavoro prima del superamento del limite di tollerabilità dell'assenza (cosiddetto periodo di comporto), predeterminato per legge, dalla disciplina collettiva o dagli usi, oppure, in difetto di tali fonti, determinato dal giudice in via equitativa, e, dall'altro, che il superamento di quel limite è condizione sufficiente di legittimità del recesso, nel senso che non è all'uopo necessaria la prova del giustificato motivo oggettivo né della sopravvenuta impossibilità della prestazione lavorativa, né della correlata impossibilità di adibire il lavoratore a mansioni diverse, senza che ne risultino violati disposizioni o principi costituzionali

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 18 ottobre 2018, n. 26210 – L’assemblea sul posto di lavoro può essere indetta da un singolo componente RSU

L'assemblea sul posto di lavoro può essere indetta da un singolo componente RSU - l'autonomia collettiva può prevedere organismi di rappresentatività sindacale in azienda diversi rispetto alle rappresentanze sindacali aziendali, assegnando ad essi prerogative sindacali non necessariamente identiche a quelle delle r.s.a., con l'unico limite, di cui all'art. 17 della I. n. 300 del 1970, del divieto di riconoscere ad un sindacato un’ingiustificata posizione differenziata

Torna in cima