Archivi annuali: 2018

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 maggio 2018, n. 11649 – Computo, requisiti e condizioni di riliquidazione della pensione di vecchiaia con esclusione delle ultime 260 settimane di contribuzione obbligatoria

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 14 maggio 2018, n. 11649 Pensione di vecchiaia - Anzianità contributiva - Computo - Requisiti - Neutralizzazione - Condizioni Fatti di causa 1. La Corte d'appello di Firenze, con sentenza n. 1047 pubblicata il 9.10.2012, in riforma della sentenza di primo grado, ha respinto la domanda del ricorrente di riliquidazione [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 maggio 2018, n. 11643 – Trasferimento del lavoratore – Comunicazione per iscritto dei motivi dello spostamento – Previsione della contrattazione collettiva

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 14 maggio 2018, n. 11643 Trasferimento del lavoratore - Comunicazione per iscritto dei motivi dello spostamento - Previsione della contrattazione collettiva - Tutela del lavoratore - Forma scritta richiesta ad substantiam - Interpretazione del contratto collettivo di diritto comune - Criterio letterale quale punto di partenza e criterio logico-sistematico - [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 maggio 2018, n. 11642 – Licenziamento disciplinare per rifiuto reiterato ad eseguire disposizioni aziendali

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 14 maggio 2018, n. 11642 Licenziamento disciplinare - Demansionamento - Rifiuto reiterato ad eseguire disposizioni aziendali - Lesione del vincolo fiduciario Fatti di causa 1. Con sentenza del 23.4.2015-3.6.2015 (nr. 3597 del 2015), la Corte di Appello di Roma rigettava il gravame proposto da E.M. avverso la sentenza del Tribunale [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 maggio 2018, n. 11408 – In tema di provvedimento di trasferimento adottato in violazione dell’art. 2103 cod. civ., l’inadempimento datoriale non legittima in via automatica il rifiuto del lavoratore ad eseguire la prestazione lavorativa in quanto, vertendosi in ipotesi di contratto a prestazioni corrispettive, trova applicazione il disposto dell’art. 1460, comma 2, cod. civ. alla stregua del quale la parte adempiente può rifiutarsi di eseguire la prestazione a proprio carico solo ove tale rifiuto, avuto riguardo alle circostanze concrete, non risulti contrario alla buona fede

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 11 maggio 2018, n. 11408 Rapporto di lavoro - Trasferimento - Mancata presentazione in servizio - Licenziamento - Illegittimità - Mancanza di esigenze aziendali Fatti di causa 1. A.C., premesso di avere prestato attività di lavoro dipendente presso lo I.E.D. - (...) s.p.a. (da ora I.E.D.), di essere stata trasferita [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 15 maggio 2018, n. 11859 – In tema di accertamento, resta invariata la presunzione legale posta dall’art. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973 con riferimento ai versamenti effettuati su un conto corrente dal professionista o lavoratore autonomo, sicché questi è onerato di provare in modo analitico l’estraneità di tali movimenti ai fatti imponibili

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 15 maggio 2018, n. 11859 Tributi - Imposte sui redditi - Accertamenti bancari - Professionista o lavoratore autonomo - Presunzione ex art. 32, DPR n. 600 del 1973 - Sentenza della Corte costituzionale n. 228 del 2014 - Esclusione della presunzione limitatamente ai prelevamenti sui conti correnti Fatti e ragioni [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 15 maggio 2018, n. 11848 – Licenziamento illegittimo per superamento di comporto sia per la protratta assenza della lavoratrice dal posto di lavoro in considerazione sia della richiesta di fruire di aspettativa non retribuita, sia della imputabilità al datore di lavoro dell’assenza per malattia

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 15 maggio 2018, n. 11848 Licenziamento - Richiesta di fruire di aspettativa non retribuita - Assenza dal posto di lavoro - Colpa del datore di lavoro Rilevato che con sentenza depositata l'11.4.2016 la Corte di Appello di Bologna, confermando la decisione del Tribunale della medesima sede, ha dichiarato illegittimo il [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 15 maggio 2018, n. 11800 – La scadenza del termine perentorio stabilito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito ma non determina anche l’effetto della c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 15 maggio 2018, n. 11800 Prescrizione dei crediti iscritti a ruolo - Notifica della cartella di pagamento - Mancata impugnazione nel termine per proporre l'opposizione - Trasformazione del termine di prescrizione breve in quello ordinario decennale - Esclusione Rilevato che A.L. convenne in giudizio innanzi al Giudice di Pace di [...]

Torna in cima