Archivi mensili: Marzo 2021

DECRETO LEGISLATIVO 28 febbraio 2021, n. 37 – Attuazione dell’articolo 6 della legge 8 agosto 2019, n. 86, recante misure in materia di rapporti di rappresentanza degli atleti e delle società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo

DECRETO LEGISLATIVO 28 febbraio 2021, n. 37 Attuazione dell'articolo 6 della legge 8 agosto 2019, n. 86, recante misure in materia di rapporti di rappresentanza degli atleti e delle società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo Art. 1 Finalità e ambito di applicazione 1. Il presente decreto, in attuazione delle [...]

DECRETO LEGISLATIVO 28 febbraio 2021, n. 36 – Attuazione dell’articolo 5 della legge 8 agosto 2019, n. 86, recante riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché di lavoro sportivo

DECRETO LEGISLATIVO 28 febbraio 2021, n. 36 Attuazione dell'articolo 5 della legge 8 agosto 2019, n. 86, recante riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché di lavoro sportivo Titolo I DISPOSIZIONI COMUNI E PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto 1. Il presente decreto, in attuazione della delega di cui [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 17 marzo 2021, n. 7407 – Ai fini dell’applicazione della ritenuta di acconto alle società tra professionisti, la qualificazione come reddito di impresa, del reddito dalle stesse prodotte, presuppone che le prestazioni di lavoro autonomo costituiscano elemento di un’attività organizzata in forma d’impresa, risultando, così, inserite in strutture che sono frutto dell’impiego del capitale, ovvero che il lavoro del professionista ed il capitale concorrano entrambi nella produzione del reddito, sicché quest’ultimo non potrà ritenersi derivante dal – solo lavoro, ma dall’intera struttura imprenditoriale

Ai fini dell'applicazione della ritenuta di acconto alle società tra professionisti, la qualificazione come reddito di impresa, del reddito dalle stesse prodotte, presuppone che le prestazioni di lavoro autonomo costituiscano elemento di un'attività organizzata in forma d'impresa, risultando, così, inserite in strutture che sono frutto dell'impiego del capitale, ovvero che il lavoro del professionista ed il capitale concorrano entrambi nella produzione del reddito, sicché quest'ultimo non potrà ritenersi derivante dal - solo lavoro, ma dall'intera struttura imprenditoriale

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 15 marzo 2021, n. 7232 – Reddito inferiore ai minimi previsti per l’obbligatorietà dell’iscrizione presso la Cassa Nazionale Forense

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 15 marzo 2021, n. 7232 Professionista - Avvocato - Reddito inferiore ai minimi previsti per l'obbligatorietà dell'iscrizione presso la Cassa Nazionale Forense - Natura occasionale dell'attività svolta - Prova Fatti di causa Con sentenza depositata il 28.5.2019, la Corte d'appello di Catanzaro, riformando la pronuncia di primo grado, ha dichiarato [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 15 marzo 2021, n. 7228 – Iscrizione obbligatoria presso la Gestione separata da parte di un professionista iscritto ad albo o elenco collegata all’esercizio abituale, ancorché non esclusivo, di una professione che dia luogo ad un reddito non assoggettato a contribuzione da parte della cassa di riferimento; la produzione di un reddito superiore alla soglia di euro 5.000,00 costituisce invece il presupposto affinché anche un’attività di lavoro autonomo occasionale possa mettere capo all’iscrizione presso la medesima Gestione

Iscrizione obbligatoria presso la Gestione separata da parte di un professionista iscritto ad albo o elenco collegata all'esercizio abituale, ancorché non esclusivo, di una professione che dia luogo ad un reddito non assoggettato a contribuzione da parte della cassa di riferimento; la produzione di un reddito superiore alla soglia di euro 5.000,00 costituisce invece il presupposto affinché anche un'attività di lavoro autonomo occasionale possa mettere capo all'iscrizione presso la medesima Gestione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 08 marzo 2021, n. 6380 – L’ esattore può, iscrivere ipoteca su beni appartenenti al coniuge o al terzo, conferiti nel fondo, qualora il debito facente capo a costoro sia stato contratto per uno scopo non estraneo ai bisogni familiari, ovvero quando – nell’ipotesi contraria – il titolare del credito, per il quale l’esattore procede alla riscossione, non conosceva l’estraneità ai bisogni della famiglia

L' esattore può, iscrivere ipoteca su beni appartenenti al coniuge o al terzo, conferiti nel fondo, qualora il debito facente capo a costoro sia stato contratto per uno scopo non estraneo ai bisogni familiari, ovvero quando - nell'ipotesi contraria - il titolare del credito, per il quale l'esattore procede alla riscossione, non conosceva l'estraneità ai bisogni della famiglia

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 17 marzo 2021, n. 7515 – Risarcimento del cd. danno morale – Decesso del lavoratore dovuto a patologia contratta durante il periodo lavorativo e riconosciuta dall’INAIL – Necessario nesso di causalità tra malattia del lavoratore ed eventuale mancata adozione di misure atte a prevenire l’insorgere della patologia

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 17 marzo 2021, n. 7515 Risarcimento del cd. danno morale - Decesso del lavoratore dovuto a patologia contratta durante il periodo lavorativo e riconosciuta dall'INAIL - Necessario nesso di causalità tra malattia del lavoratore ed eventuale mancata adozione di misure atte a prevenire l'insorgere della patologia - Nessuna valenza indiziaria [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 marzo 2021, n. 7363 – Nella materia dei licenziamenti regolati dalla legge 23 luglio 1991 n. 223, finalizzata alla tutela, oltre che degli interessi pubblici e collettivi, soprattutto degli interessi dei singoli lavoratori coinvolti nella procedura, la sanzione dell’inefficacia del licenziamento, ai sensi dell’art. 5, terzo comma, ricorre anche in caso di violazione della norma di cui al nono comma dell’art. 4, che impone al datore di lavoro di dare comunicazione, ai competenti uffici del lavoro e alle organizzazioni sindacali, delle specifiche modalità di applicazione dei criteri di scelta dei lavoratori da licenziare

Nella materia dei licenziamenti regolati dalla legge 23 luglio 1991 n. 223, finalizzata alla tutela, oltre che degli interessi pubblici e collettivi, soprattutto degli interessi dei singoli lavoratori coinvolti nella procedura, la sanzione dell'inefficacia del licenziamento, ai sensi dell'art. 5, terzo comma, ricorre anche in caso di violazione della norma di cui al nono comma dell'art. 4, che impone al datore di lavoro di dare comunicazione, ai competenti uffici del lavoro e alle organizzazioni sindacali, delle specifiche modalità di applicazione dei criteri di scelta dei lavoratori da licenziare

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