lavoro

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 24850 depositata il 9 settembre 2025 – L’interpretazione degli atti negoziali è riservata al giudice del merito ed è incensurabile in sede di legittimità ove rispettosa dei criteri legali di ermeneutica contrattuale e sorretta da motivazione immune da vizi

L'interpretazione degli atti negoziali è riservata al giudice del merito ed è incensurabile in sede di legittimità ove rispettosa dei criteri legali di ermeneutica contrattuale e sorretta da motivazione immune da vizi

Parità di trattamento esteso oltre la disabilità diretta: estensione del divieto di discriminazione indiretta per chi assiste un familiare disabile

Con la sentenza nella causa C‑38/24, depositata l’11 settembre 2025, la Corte di giustizia dell’Unione Europea (CGUE), prima sezione, ha affrontato una questione di rilievo per il diritto antidiscriminatorio: se e in che misura il divieto di discriminazione fondata sulla disabilità (diretta o indiretta) riguardi anche lavoratori che non sono disabili ma che assistono un [...]

Corte di Giustizia dell’Unione Europea, prima sezione, sentenza depositata l’11 settembre 2025, nella causa C‑38/24 – Il divieto di discriminazione indiretta fondata sulla disabilità si applica a un lavoratore che non sia egli stesso disabile, ma che sia oggetto di una siffatta discriminazione a causa dell’assistenza che fornisce al figlio affetto da una disabilità, assistenza che consente a quest’ultimo di ricevere la parte essenziale delle cure che le sue condizioni richiedono. Il datore di lavoro è tenuto, per garantire il rispetto del principio di uguaglianza dei lavoratori e del divieto di discriminazione indiretta di cui all’articolo 2, paragrafo 2, lettera b) purché tali soluzioni non impongano a detto datore di lavoro un onere sproporzionato.

Il divieto di discriminazione indiretta fondata sulla disabilità si applica a un lavoratore che non sia egli stesso disabile, ma che sia oggetto di una siffatta discriminazione a causa dell’assistenza che fornisce al figlio affetto da una disabilità, assistenza che consente a quest’ultimo di ricevere la parte essenziale delle cure che le sue condizioni richiedono. Il datore di lavoro è tenuto, per garantire il rispetto del principio di uguaglianza dei lavoratori e del divieto di discriminazione indiretta di cui all’articolo 2, paragrafo 2, lettera b) purché tali soluzioni non impongano a detto datore di lavoro un onere sproporzionato.

Il licenziamento per mancato superamento della prova in presenza di patto nullo: l’insussistenza del fatto materiale come causa di reintegra attenuata

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 24201 depositata il 29 agosto 2025 ha affrontato una questione di crescente rilevanza pratica e teorica: il licenziamento intimato per mancato superamento del periodo di prova in presenza di un patto nullo. Il Collegio ha confermato il principio secondo cui, in tale ipotesi, il recesso [...]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 24201 depositata il 29 agosto 2025 – Il mancato superamento di una prova che non esiste è, in sostanza, una chiara ipotesi di insussistenza del fatto materiale, perché manca l’esistenza del fatto posto a fondamento della ragione giustificatrice e, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 128 del 2024, la tutela in tale ipotesi applicabile non potrà che essere quella della reintegrazione cd. attenuata, così come era stato ritenuto dopo l’entrata in vigore della cd. legge Fornero ai sensi dell’art. 18 co. 4 legge n. 300 del 1970

Il mancato superamento di una prova che non esiste è, in sostanza, una chiara ipotesi di insussistenza del fatto materiale, perché manca l’esistenza del fatto posto a fondamento della ragione giustificatrice e, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 128 del 2024, la tutela in tale ipotesi applicabile non potrà che essere quella della reintegrazione cd. attenuata, così come era stato ritenuto dopo l’entrata in vigore della cd. legge Fornero ai sensi dell’art. 18 co. 4 legge n. 300 del 1970

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 24975 depositata il 10 settembre 2025 – Ai fini del riconoscimento del diritto alla retribuzione, pur in assenza di attività lavorativa, occorre un atto di costituzione in mora successivo all’ordine giudiziale di ripristino del rapporto

Ai fini del riconoscimento del diritto alla retribuzione, pur in assenza di attività lavorativa, occorre un atto di costituzione in mora successivo all’ordine giudiziale di ripristino del rapporto

INPS – Messaggio n. 2669 del 15 settembre 2025 – Lavoratori marittimi – Prestazioni a tutela dello stato di malattia – Rapporto di lavoro e relative vicende – Comunicazioni Obbligatorie UniMare

INPS - Messaggio n. 2669 del 15 settembre 2025 Lavoratori marittimi - Prestazioni a tutela dello stato di malattia - Rapporto di lavoro e relative vicende - Comunicazioni Obbligatorie UniMare L’articolo 1, comma 156, della legge 30 dicembre 2023, n. 213 (legge di Bilancio 2024), ha novellato gli articoli 6 e 10 del regio decreto-legge [...]

INPS – Circolare n. 126 del 15 settembre 2025, n. 126 – Dipendenti pubblici in regime di TFS/TFR ai sensi del D.P.C.M. 20 dicembre 1999 interessati da processi di mobilità o altre fattispecie di transito tra Amministrazioni pubbliche diverse – Ricognizione delle norme e delle principali casistiche

INPS - Circolare n. 126 del 15 settembre 2025, n. 126 Dipendenti pubblici in regime di TFS/TFR ai sensi del D.P.C.M. 20 dicembre 1999 interessati da processi di mobilità o altre fattispecie di transito tra Amministrazioni pubbliche diverse - Ricognizione delle norme e delle principali casistiche SOMMARIO: Con la presente circolare si fornisce una ricognizione [...]

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