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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 gennaio 2020, n. 1388 – Mancata prova del nesso di causalità tra il comportamento del datore e lo stato di prostrazione del lavoratore

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 22 gennaio 2020, n. 1388 Dimissioni - Accertamento condotta vessatoria del datore di lavoro - Demansionamento - Mancata prova del nesso di causalità tra il comportamento del datore e lo stato di prostrazione del lavoratore Fatti di causa Con sentenza del 9 febbraio 2015, la Corte d'Appello di Bologna confermava [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 gennaio 2020, n. 1801 – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo per riduzione del personale e ricorso ai criteri dei carichi di famiglia e di anzianità

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 27 gennaio 2020, n. 1801 Licenziamento per giustificato motivo oggettivo - Drastica riduzione delle commesse - Crisi generale dell’economia - Ricorso ai criteri dei carichi di famiglia e di anzianità - Mansioni omogenee e fungibili rispetto a quelle dei propri colleghi Ritenuto in fatto 1. Con sentenza n. 541 del [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 gennaio 2020, n. 1687 – Erogazione importi impropriamente qualificati ed in tal modo indebitamente fruendo di esenzioni contributive previste dalla legge

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 24 gennaio 2020, n. 1687 Erogazione importi impropriamente qualificati - Indennità di trasferta ed indennità chilometrica - Fruizione indebita di esenzioni contributive - Art. 29, d.lgs. 276/2003 - Responsabilità solidale Rilevato che la Corte d'appello di Trieste con sentenza del 30.6.2018 ha accolto i gravami dell'Inps e dell'Inail avverso la [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 gennaio 2020, n. 1661 – La manifestazione della malattia professionale, rilevante quale dies a quo per la decorrenza del termine prescrizionale di cui al D.P.R. n. 1124 del 1965, art. 112, può ritenersi verificata, quando la consapevolezza circa l’esistenza della malattia, la sua origine professionale e il suo grado invalidante siano desumibili da eventi oggettivi ed esterni alla persona dell’assicurato

La manifestazione della malattia professionale, rilevante quale dies a quo per la decorrenza del termine prescrizionale di cui al D.P.R. n. 1124 del 1965, art. 112, può ritenersi verificata, quando la consapevolezza circa l'esistenza della malattia, la sua origine professionale e il suo grado invalidante siano desumibili da eventi oggettivi ed esterni alla persona dell'assicurato

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 gennaio 2020, n. 1395 – In materia di appalti pubblici, ai sensi dell’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 276 del 2003, non è applicabile alle pubbliche amministrazioni la responsabilità solidale prevista dall’art. 29, comma 2, del richiamato decreto legislativo

In materia di appalti pubblici, ai sensi dell'art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 276 del 2003, non è applicabile alle pubbliche amministrazioni la responsabilità solidale prevista dall'art. 29, comma 2, del richiamato decreto legislativo

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 gennaio 2020, n. 837 – Riqualificazione legale dei rapporti di collaboarzione a progetto in rapporti di lavoro subordinato e conseguente legittimità dell’addebito contributivo

la definizione legale del contratto a progetto è fornita dall'art. 61 D.Lgs. 276/2003 ed ai fini della legittima configurazione della fattispecie è necessaria, anzitutto, la ricorrenza di un rapporto di lavoro autonomo con i caratteri della collaborazione coordinata e continuativa

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 gennaio 2020, n. 1534 – La maturazione del TFR e delle ultime retribuzioni mensili, il cui riconoscimento si fonda sui medesimi presupposti della concreta insolvenza dell’originario datore di lavoro, e della eventuale prosecuzione del rapporto di lavoro presso il cessionario senza soluzione di continuità

La maturazione del TFR e delle ultime retribuzioni mensili, il cui riconoscimento si fonda sui medesimi presupposti della concreta insolvenza dell’originario datore di lavoro, e della eventuale prosecuzione del rapporto di lavoro presso il cessionario senza soluzione di continuità

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 gennaio 2020, n. 1555 – Ai fini della qualificazione del rapporto di lavoro come subordinato oppure autonomo, il primario parametro distintivo della subordinazione, intesa come assoggettamento del lavoratore al potere organizzativo del datore di lavoro, deve essere accertato o escluso mediante il ricorso agli elementi che il giudice deve concretamente individuare dando prevalenza ai dati fattuali emergenti dalle modalità di svolgimento del rapporto

Ai fini della qualificazione del rapporto di lavoro come subordinato oppure autonomo, il primario parametro distintivo della subordinazione, intesa come assoggettamento del lavoratore al potere organizzativo del datore di lavoro, deve essere accertato o escluso mediante il ricorso agli elementi che il giudice deve concretamente individuare dando prevalenza ai dati fattuali emergenti dalle modalità di svolgimento del rapporto

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