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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 13525 depositata il 20 maggio 2025 – Le condizioni di maggior favore cui si riferisce l’ultimo comma dell’art.2120 c.c. devono intendersi volte ad ampliare i limiti fissati dai commi precedenti ai presupposti dell’anticipazione, non anche a snaturare il meccanismo dell’anticipazione e, correlativamente, del t.f.r.

Le condizioni di maggior favore cui si riferisce l’ultimo comma dell’art.2120 c.c. devono intendersi volte ad ampliare i limiti fissati dai commi precedenti ai presupposti dell’anticipazione, non anche a snaturare il meccanismo dell’anticipazione e, correlativamente, del t.f.r.

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 12972 depositata il 14 maggio 2025 – In caso di malattie multifattoriali occorre una probabilità qualificata di una diversa fonte di rischio; in ordine ai criteri di riparto dell’onere probatorio, nel caso di malattia ad eziologia multifattoriale “il nesso di causalità relativo all’origine professionale della malattia non può essere oggetto di semplici presunzioni tratte da ipotesi tecniche teoricamente possibili, ma necessita di una concreta e specifica dimostrazione e, se questa può essere data anche in termini di probabilità sulla base delle particolarità della fattispecie

In caso di malattie multifattoriali occorre una probabilità qualificata di una diversa fonte di rischio; in ordine ai criteri di riparto dell’onere probatorio, nel caso di malattia ad eziologia multifattoriale “il nesso di causalità relativo all'origine professionale della malattia non può essere oggetto di semplici presunzioni tratte da ipotesi tecniche teoricamente possibili, ma necessita di una concreta e specifica dimostrazione e, se questa può essere data anche in termini di probabilità sulla base delle particolarità della fattispecie

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 12507 depositata l’ 11 maggio 2025 – Quando col ricorso per cassazione venga denunciato un vizio che comporti la nullità del procedimento o della sentenza impugnata, sostanziandosi nel compimento di un’attività deviante rispetto ad un modello legale rigorosamente prescritto dal legislatore, ed in particolare un vizio afferente alla nullità dell’atto introduttivo del giudizio per indeterminatezza dell’oggetto della domanda o delle ragioni poste a suo fondamento, il giudice di legittimità non deve limitare la propria cognizione all’esame della sufficienza e logicità della motivazione con cui il giudice di merito ha vagliato la questione, ma è investito del potere di esaminare direttamente gli atti ed i documenti sui quali il ricorso si fonda

Quando col ricorso per cassazione venga denunciato un vizio che comporti la nullità del procedimento o della sentenza impugnata, sostanziandosi nel compimento di un'attività deviante rispetto ad un modello legale rigorosamente prescritto dal legislatore, ed in particolare un vizio afferente alla nullità dell'atto introduttivo del giudizio per indeterminatezza dell'oggetto della domanda o delle ragioni poste a suo fondamento, il giudice di legittimità non deve limitare la propria cognizione all'esame della sufficienza e logicità della motivazione con cui il giudice di merito ha vagliato la questione, ma è investito del potere di esaminare direttamente gli atti ed i documenti sui quali il ricorso si fonda

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 12876 depositata il 14 maggio 2025 – Riqualificazione dell’atto di cessione di cui all’art. 20 D.P.R. 131/1986

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 12876 depositata il 14 maggio 2025 Imposta di registro - Avviso di liquidazione - Cessione di azienda - Riqualificazione - Art. 20 D.P.R. 131/1986 - Effetti giuridici - Contraddittorio endoprocedimentale - Rigetto In fatto Rilevato che 1. - con sentenza n. 2092/2021, depositata il 22 aprile 2021, la [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 12748 depositata il 13 maggio 2025 – Per effetto dell’art. 1, comma 199, della legge 197/2022 che ha disposta la sospensione, i termini d’impugnazione che, per effetto della disciplina ordinaria, venivano a scadere nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2023 ed il 31 ottobre 2023, sono stati sospesi ope legis per undici mesi , che opera a prescindere dal concreto intento della parte privata di avvalersi della procedura di definizione agevolata

Per effetto dell'art. 1, comma 199, della legge 197/2022 che ha disposta la sospensione, i termini d'impugnazione che, per effetto della disciplina ordinaria, venivano a scadere nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2023 ed il 31 ottobre 2023, sono stati sospesi ope legis per undici mesi , che opera a prescindere dal concreto intento della parte privata di avvalersi della procedura di definizione agevolata

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 13048 depositata il 16 maggio 2025 – Al fine di valutare la validità del patto di non concorrenza, in riferimento al corrispettivo dovuto, si richiede innanzi tutto che, in quanto elemento distinto dalla retribuzione, lo stesso possieda i requisiti previsti in generale per l’oggetto della prestazione dall’art. 1346 cc; se, poi, determinato o determinabile, va verificato, ai sensi dell’art. 2125 cc, che il compenso pattuito non sia meramente simbolico o manifestamente iniquo o sproporzionato, in rapporto al sacrificio richiesto al lavoratore e alla riduzione delle sue capacità di guadagno

Al fine di valutare la validità del patto di non concorrenza, in riferimento al corrispettivo dovuto, si richiede innanzi tutto che, in quanto elemento distinto dalla retribuzione, lo stesso possieda i requisiti previsti in generale per l’oggetto della prestazione dall’art. 1346 cc; se, poi, determinato o determinabile, va verificato, ai sensi dell’art. 2125 cc, che il compenso pattuito non sia meramente simbolico o manifestamente iniquo o sproporzionato, in rapporto al sacrificio richiesto al lavoratore e alla riduzione delle sue capacità di guadagno

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 13042 depositata il 16 maggio 2025 – La determinazione della retribuzione dovuta nel periodo di godimento delle ferie annuali, in assenza di apposite previsioni di fonte legale, è rimessa alla contrattazione collettiva, che ben può escludere alcune voci ed includerne altre, senza che tali clausole siano in contrasto con l’art. 36 Cost.

La determinazione della retribuzione dovuta nel periodo di godimento delle ferie annuali, in assenza di apposite previsioni di fonte legale, è rimessa alla contrattazione collettiva, che ben può escludere alcune voci ed includerne altre, senza che tali clausole siano in contrasto con l’art. 36 Cost.

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 13039 depositata il 16 maggio 2025 – Il principio dell’efficacia recuperatoria dell’opposizione si riferisce all’opposizione a cartella di pagamento emessa a seguito di ordinanza ingiunzione notificata in modo nullo oppure non notificata, ma pur sempre sul presupposto dell’avvenuta notifica del verbale di accertamento, che mette in condizione l’interessato di conoscere il merito della pretesa

Il principio dell’efficacia recuperatoria dell’opposizione si riferisce all’opposizione a cartella di pagamento emessa a seguito di ordinanza ingiunzione notificata in modo nullo oppure non notificata, ma pur sempre sul presupposto dell’avvenuta notifica del verbale di accertamento, che mette in condizione l’interessato di conoscere il merito della pretesa

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