TRIBUTI

Ritenuta d’acconto sulle provvigioni corrisposte agli agenti e ai mediatori di assicurazione, articolo 25-bis d.P.R. 600 del 1973, come modificato dall’articolo 1, commi 89 e 90, legge 30 dicembre 2023, n. 213 – Risposta n. 269 del 23 dicembre 2024 dell’Agenzia delle entrate

AGENZIA delle ENTRATE - Risposta n. 269 del 23 dicembre 2024 Ritenuta d'acconto sulle provvigioni corrisposte agli agenti e ai mediatori di assicurazione, articolo 25-bis d.P.R. 600 del 1973, come modificato dall'articolo 1, commi 89 e 90, legge 30 dicembre 2023, n. 213 Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è stato esposto il seguente [...]

Quando un soggetto passivo cessa la propria attività economica, tale soggetto passivo non può riportare ad un periodo successivo un’eccedenza di imposta sul valore aggiunto dichiarata al momento di tale cessazione di attività e possa recuperare tale importo solo chiedendone il rimborso

Quando un soggetto passivo cessa la propria attività economica, tale soggetto passivo non può riportare ad un periodo successivo un’eccedenza di imposta sul valore aggiunto dichiarata al momento di tale cessazione di attività e possa recuperare tale importo solo chiedendone il rimborso

Corte di Giustizia dell’ Unione Europea, ottava Sezione, sentenza depositata il 5 dicembre 2024, Causa C‑680/23 – Non osta a una normativa nazionale la quale prevede che, quando un soggetto passivo cessa la propria attività economica, tale soggetto passivo non possa riportare ad un periodo successivo un’eccedenza di imposta sul valore aggiunto dichiarata al momento di tale cessazione di attività e possa recuperare tale importo solo chiedendone il rimborso entro un termine di dodici mesi a decorrere dalla data di detta cessazione dell’attività, purché siano rispettati i principi di equivalenza e di effettività

Non osta a una normativa nazionale la quale prevede che, quando un soggetto passivo cessa la propria attività economica, tale soggetto passivo non possa riportare ad un periodo successivo un’eccedenza di imposta sul valore aggiunto dichiarata al momento di tale cessazione di attività e possa recuperare tale importo solo chiedendone il rimborso entro un termine di dodici mesi a decorrere dalla data di detta cessazione dell’attività, purché siano rispettati i principi di equivalenza e di effettività

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Sentenza n. 30833 depositata il 2 dicembre 2024 – Le maggiori imposte pretese dall’erario in seguito ad una riqualificazione degli atti posti in essere dai contribuenti e ad una loro diversa imputazione soggettiva (nel caso di specie, ad una società di fatto) ed oggettiva (nel caso di specie, ad un’attività commerciale esercitata nelle forme di una società di fatto) siano determinate al netto delle imposte già versate dai contribuenti in relazione alla qualificazione giuridica originaria che di quegli atti i contribuenti avevano dato

Le maggiori imposte pretese dall'erario in seguito ad una riqualificazione degli atti posti in essere dai contribuenti e ad una loro diversa imputazione soggettiva (nel caso di specie, ad una società di fatto) ed oggettiva (nel caso di specie, ad un'attività commerciale esercitata nelle forme di una società di fatto) siano determinate al netto delle imposte già versate dai contribuenti in relazione alla qualificazione giuridica originaria che di quegli atti i contribuenti avevano dato

Articolo 119, comma 8-quinquies, del TUIR e cessione a Poste Italiane S.p.A. della seconda, terza e quarta rata della detrazione spettante – Risposta n. 262 del 17 dicembre 2024 dell’Agenzia delle entrate

AGENZIA delle ENTRATE - Risposta n. 262 del 17 dicembre 2024 Articolo 119, comma 8-quinquies, del TUIR e cessione a Poste Italiane S.p.A. della seconda, terza e quarta rata della detrazione spettante Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è stato esposto il seguente Quesito L'Istante dichiara: di aver effettuato, nel corso dell'anno 2022, «alcuni [...]

IVA – Trattamento applicabile alla realizzazione di alcuni lavori di messa in sicurezza e alla fornitura di beni acquistati per detti lavori, effettuati da una società nei confronti di un’associazione avente in gestione il sito su cui verranno realizzati – Risposta n. 261 del 17 dicembre 2024 dell’Agenzia delle entrate

AGENZIA delle ENTRATE - Risposta n. 261 del 17 dicembre 2024 IVA - Trattamento applicabile alla realizzazione di alcuni lavori di messa in sicurezza e alla fornitura di beni acquistati per detti lavori, effettuati da una società nei confronti di un'associazione avente in gestione il sito su cui verranno realizzati Con l'istanza di interpello specificata [...]

AGENZIA delle DOGANE – Circolare n. 777483 del 17 dicembre 2024 – Circolare n. 16/2024 del 29/05/2024 “Modalità di compilazione della dichiarazione di transito e corretta gestione della procedura doganale” – Indicazioni integrative

AGENZIA delle DOGANE - Circolare n. 777483 del 17 dicembre 2024 Circolare n. 16/2024 del 29/05/2024 “Modalità di compilazione della dichiarazione di transito e corretta gestione della procedura doganale” - Indicazioni integrative Con la Circolare n. 16/2024 sono state fornite istruzioni operative, in conformità alla normativa unionale, per la corretta gestione degli adempimenti dichiarativi e [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 30827 depositata il 2 dicembre 2024 – In tema di accertamento induttivo del reddito di impresa, giustificato, ai sensi dell’art. 39, comma 2, del D.P.R. n. 600 del 1973, dall’omessa istituzione o dall’irregolare tenuta delle scritture ausiliarie di magazzino, l’Amministrazione finanziaria, ai fini della ricostruzione presuntiva dei ricavi non dichiarati, può fare riferimento al margine di ricarico (cd. “mark up”) di altre imprese assunte a campione, sempreché si tratti di imprese omogenee e perciò paragonabili, per specifico settore merceologico, a quella sottoposta a verifica, salva la possibilità di quest’ultima di fornire la prova contraria, che deve essere presa in considerazione dal giudice tributario di merito

In tema di accertamento induttivo del reddito di impresa, giustificato, ai sensi dell'art. 39, comma 2, del D.P.R. n. 600 del 1973, dall'omessa istituzione o dall'irregolare tenuta delle scritture ausiliarie di magazzino, l'Amministrazione finanziaria, ai fini della ricostruzione presuntiva dei ricavi non dichiarati, può fare riferimento al margine di ricarico (cd. "mark up") di altre imprese assunte a campione, sempreché si tratti di imprese omogenee e perciò paragonabili, per specifico settore merceologico, a quella sottoposta a verifica, salva la possibilità di quest'ultima di fornire la prova contraria, che deve essere presa in considerazione dal giudice tributario di merito

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