cassazione sez. lavoro

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 26545 depositata l’ 11 ottobre 2024 – L’evoluzione della giurisprudenza di legittimità successiva alla pronuncia rescindente in materia di tutela del lavoratore in caso di violazione del principio di proporzionalità del licenziamento disciplinare si pone come fattore esterno rispetto alla struttura del giudizio di rinvio e non come fatto (storico) nuovo non allegabile in precedenza, ovvero modifica o sopravvenuta illegittimità normativa

L’evoluzione della giurisprudenza di legittimità successiva alla pronuncia rescindente in materia di tutela del lavoratore in caso di violazione del principio di proporzionalità del licenziamento disciplinare si pone come fattore esterno rispetto alla struttura del giudizio di rinvio e non come fatto (storico) nuovo non allegabile in precedenza, ovvero modifica o sopravvenuta illegittimità normativa

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 26322 depositata il 9 ottobre 2024 – Prescrizione dei crediti retributivi 

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 26322 depositata il 9 ottobre 2024 Lavoro - Recesso - Norme di diritto sulle pronunce cautelari e di merito - Prescrizione dei crediti retributivi  Rilevato che 1. con sentenza 11 giugno 2020, la Corte d’appello di Campobasso, previa riunione dei due appelli delle parti, ha condannato la Provincia [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 26208 depositata il 7 ottobre 2024 – La sottoposizione del lavoratore a carcerazione preventiva (anche per fatti estranei al rapporto di lavoro) non costituisce inadempimento degli obblighi contrattuali, ma consente il licenziamento per giustificato motivo oggettivo ove, in base ad un giudizio ex ante, tenuto conto di ogni circostanza rilevante ai fini della determinazione della tollerabilità dell’assenza (tra cui le dimensioni dell’impresa, il tipo di organizzazione tecnico-produttiva, le mansioni del dipendente, il già maturato periodo di sua assenza, la ragionevolmente prevedibile ulteriore durata dell’impedimento, la possibilità di affidare temporaneamente ad altri le mansioni senza necessità di nuove assunzioni), non persista l’interesse del datore di lavoro a ricevere le ulteriori prestazioni del dipendente

La sottoposizione del lavoratore a carcerazione preventiva (anche per fatti estranei al rapporto di lavoro) non costituisce inadempimento degli obblighi contrattuali, ma consente il licenziamento per giustificato motivo oggettivo ove, in base ad un giudizio ex ante, tenuto conto di ogni circostanza rilevante ai fini della determinazione della tollerabilità dell'assenza (tra cui le dimensioni dell'impresa, il tipo di organizzazione tecnico-produttiva, le mansioni del dipendente, il già maturato periodo di sua assenza, la ragionevolmente prevedibile ulteriore durata dell'impedimento, la possibilità di affidare temporaneamente ad altri le mansioni senza necessità di nuove assunzioni), non persista l'interesse del datore di lavoro a ricevere le ulteriori prestazioni del dipendente

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 26440 depositata il 10 ottobre 2024 – L’attività di integrazione del precetto normativo di cui all’art. 2119 c.c. compiuta dal giudice di merito è sindacabile in cassazione a condizione che la contestazione del giudizio valutativo operato in sede di merito non si limiti ad una censura generica e meramente contrappositiva, ma contenga una specifica denuncia di non coerenza del predetto giudizio rispetto agli “standards”, conformi ai valori dell’ordinamento, esistenti nella realtà sociale

L'attività di integrazione del precetto normativo di cui all'art. 2119 c.c. compiuta dal giudice di merito è sindacabile in cassazione a condizione che la contestazione del giudizio valutativo operato in sede di merito non si limiti ad una censura generica e meramente contrappositiva, ma contenga una specifica denuncia di non coerenza del predetto giudizio rispetto agli "standards", conformi ai valori dell'ordinamento, esistenti nella realtà sociale

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 26192 depositata il 7 ottobre 2024 – In tema di pubblico impiego privatizzato, il diritto del candidato vincitore ad assumere l’inquadramento previsto dal bando di concorso, espletato dalla P.A. per il reclutamento dei propri dipendenti, è subordinato alla permanenza, al momento dell’adozione del provvedimento di nomina, dell’assetto organizzativo degli uffici in forza del quale il bando era stato emesso

In tema di pubblico impiego privatizzato, il diritto del candidato vincitore ad assumere l’inquadramento previsto dal bando di concorso, espletato dalla P.A. per il reclutamento dei propri dipendenti, è subordinato alla permanenza, al momento dell’adozione del provvedimento di nomina, dell’assetto organizzativo degli uffici in forza del quale il bando era stato emesso

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 26190 depositata il 7 ottobre 2024 – Ai sensi dell’art. 44, comma 3, del c.c.n.l. Comparto Sanità del 1°.9.1995, per il quadriennio 1994/1997, l’indennità giornaliera, prevista a favore del personale del ruolo sanitario con orario di lavoro settimanale ripartito su 5 giorni lavorativi, con servizio articolato sui 3 turni, compete ogni qual volta il riposo sia chiaramente volto a consentire al lavoratore di recuperare il maggior stress psico-fisico legato a un turno di servizio che si esplica con modalità di particolare intensità e gravosità, e tanto non è impedito da una prestazione lavorativa che nel suo complesso non venga svolta in eccedenza rispetto all’orario contrattuale settimanale

Ai sensi dell’art. 44, comma 3, del c.c.n.l. Comparto Sanità del 1°.9.1995, per il quadriennio 1994/1997, l’indennità giornaliera, prevista a favore del personale del ruolo sanitario con orario di lavoro settimanale ripartito su 5 giorni lavorativi, con servizio articolato sui 3 turni, compete ogni qual volta il riposo sia chiaramente volto a consentire al lavoratore di recuperare il maggior stress psico-fisico legato a un turno di servizio che si esplica con modalità di particolare intensità e gravosità, e tanto non è impedito da una prestazione lavorativa che nel suo complesso non venga svolta in eccedenza rispetto all’orario contrattuale settimanale

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 26449 depositata il 10 ottobre 2024 – Esternalizzazione ad un subappaltore

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 26449 depositata il 10 ottobre 2024 Lavoro - Licenziamento - Reclamo - Appalto - Esternalizzazione ad un subappaltore - Trasporto pasti - CCNL pubblici esercizi - Nessun rapporto tra subappaltatore e committente - Cessione del contratto richiede il consenso del lavoratore ceduto - Rigetto Fatti di causa La [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 26328 depositata il 9 ottobre 2024 – Il vizio di motivazione può essere censurato in Cassazione ai sensi dell’art. 360 n. 4 in relazione all’art. 132, comma 2, n. 4 cpc solo nel caso in cui la motivazione sia totalmente mancante o meramente apparente o manifestamente contraddittoria ed incomprensibile

Il vizio di motivazione può essere censurato in Cassazione ai sensi dell’art. 360 n. 4 in relazione all’art. 132, comma 2, n. 4 cpc solo nel caso in cui la motivazione sia totalmente mancante o meramente apparente o manifestamente contraddittoria ed incomprensibile

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