La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 25991 depositata il 15 settembre 2020 intervenendo in tema sequestro preventivo ha affermato che è “legittimo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di beni conferiti in un “trust” dall’indagato, ove sussistano elementi presuntivi tali da far ritenere che questo sia stato costituito a fini meramente simulatori”
La vicenda ha riguardato una società immobiliare a responsabilità limitata che sulla base delle verifiche fiscali il G.I.P. disponeva un decreto di sequestro preventivo per la confisca diretta di somme sui conti corrente e, in via sussidiaria – nell’ipotesi di mancanza di liquidità del patrimonio delle persone giuridiche -, il sequestro finalizzato ala conquista per equivalente delle somme o dei beni comunque rinvenuti nella disponibilità dei singoli indagati. In esecuzione del provvedimento di sequestro preventivo veniva sottoposto a sequestro il patrimonio di un Trustee. Avverso questo sequestro il socio, quale terzo sequestratario, tramite il Trustee T. s.r.l., proponeva richiesta di riesame rappresentando le proprie ragioni, con produzioni documentali e memoria scritta. Il Tribunale del riesame con ordinanza rigettava l’istanza. Avverso tale decisione veniva proposto ricorso in cassazione.
Gli Ermellini hanno dichiarato inammissibile il ricorso. In particolare, i giudici di legittimità richiamando i propri precedenti, hanno valorizzato i seguenti elementi:
- l’iniziale soggetto incaricato della gestione del trust, poi sostituito, era molto vicino all’indagato;
- la sproporzione dell’entità dei conferimenti rispetto alle finalità familiari e i movimenti di denaro e dei beni erano a beneficio della propria famiglia;
- il un nesso tra oggetto del Trust e l’ipotizzata attività illecita, come emergente dai flussi di uscita dei conti correnti del Trust, per le numerose operazioni verso la società immobiliare;
- la presenza tra i beni del trust delle quote di una società che costituiva la cassaforte immobiliare dell’indagato, amministrata però da un prestanome privo di capacità manageriali.