Archivi annuali: 2018

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 novembre 2018, n. 28471 – Licenziamento disciplinare per svolgimento di altra attività lavorativa durante fruizione di congedo per malattia

lo svolgimento di altra attività lavorativa da parte del dipendente durante lo stato di malattia configura la violazione degli specifici obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà, nonché dei doveri generali di correttezza e buona fede, sia nell'ipotesi in cui tale attività esterna sia, di per sé, sufficiente a far presumere l'inesistenza della malattia, sia nel caso in cui la medesima attività possa pregiudicare o ritardare la guarigione o il rientro in servizio, valutata con giudizio ex ante in relazione alla natura della patologia e delle mansioni svolte

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 novembre 2018, n. 28448 – Per poter qualificare come atto di transazione l’accordo tra lavoratore e datore è necessario che contenga lo scambio di reciproche concessioni

per poter qualificare come atto di transazione l'accordo tra lavoratore e datore è necessario che contenga lo scambio di reciproche concessioni, sicché, ove manchi l’elemento dell' "aliquid datum, aliquid retentum", essenziale ad integrare lo schema della transazione, questa non è configurabile. Nel caso in esame la lavoratrice a seguito della sua rinuncia a qualsiasi ulteriore pretesa derivante dal pregresso rapporto di lavoro , non ha ottenuto null'altro che il TFR , diritto che le era già riconosciuto per legge.

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 30 ottobre 2018, n. 27579 – Nel processo tributario ove l’Amministrazione finanziaria ribadisca e riproponga in appello le stesse ragioni ed argomentazioni poste a sostegno della legittimità del proprio operato, come già dedotto in primo grado, in quanto considerate dalla stessa idonee a sostenere la legittimità dell’avviso di accertamento annullato, è da ritenersi assolto l’onere d’impugnazione specifica previsto dall’art. 53 cit.

Nel processo tributario, tuttavia, ove l'Amministrazione finanziaria ribadisca e riproponga in appello le stesse ragioni ed argomentazioni poste a sostegno della legittimità del proprio operato, come già dedotto in primo grado, in quanto considerate dalla stessa idonee a sostenere la legittimità dell'avviso di accertamento annullato, è da ritenersi assolto l'onere d'impugnazione specifica previsto dall'art. 53 cit. (Cass. n. 7369/2017), atteso il carattere devolutivo pieno dell'appello, mezzo quest'ultimo non limitato al controllo di vizi specifici, ma rivolto ad ottenere il riesame della causa nel merito (Cass. n. 12826/2017 e giur. ivi cit.).

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 07 novembre 2018, n. 28335 – La normativa in esame, infatti, non integra una disciplina antielusiva in senso proprio, ma è finalizzata alla repressione del fenomeno economico del transfer pricing in sé considerato, sicché la prova gravante sull’Amministrazione finanziaria riguarda solo l’esistenza di transazioni, tra imprese collegate, ad un prezzo apparentemente inferiore a quello normale

La normativa in esame, infatti, non integra una disciplina antielusiva in senso proprio, ma è finalizzata alla repressione del fenomeno economico del transfer pricing (spostamento d'imponibile fiscale a seguito di operazioni tra società appartenenti al medesimo gruppo e soggette a normative nazionali differenti) in sé considerato, sicché la prova gravante sull'Amministrazione finanziaria non riguarda la maggiore fiscalità nazionale o il concreto vantaggio fiscale conseguito dal contribuente, ma solo l'esistenza di transazioni, tra imprese collegate, ad un prezzo apparentemente inferiore a quello normale, incombendo, invece, sul contribuente, giusta le regole ordinarie di vicinanza della prova ex art. 2697 c.c. ed in materia di deduzioni fiscali, l'onere di dimostrare che tali transazioni siano intervenute per valori di mercato da considerarsi normali alla stregua di quanto specificamente previsto dall'art. 9, comma 3, tuir

CORTE COSTITUZIONALE – Sentenza 08 novembre 2018, n. 194 – Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (contratti a tutele crescenti) per ritenuta inadeguatezza del ristoro con preclusione di discrezionalità valutativa da parte del giudice

Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (contratti a tutele crescenti) per ritenuta inadeguatezza del ristoro con preclusione di discrezionalità valutativa da parte del giudice

Incorporazione di un soggetto sottoposto alle ordinarie regole di deducibilità degli interessi passivi – Risposta 05 novembre 2018, n. 62 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 05 novembre 2018, n. 62 Articolo 96, comma 5, del D.P.R. n. 917 del 1986 ("Tuir") - Incorporazione di un soggetto sottoposto alle ordinarie regole di deducibilità degli interessi passivi Quesito La società ALFA S.p.A. (di seguito, anche "società istante") è stata costituita per la costruzione, la realizzazione e la [...]

AGENZIA DELLE DOGANE – Nota 05 novembre 2018, n. 120406 – Comunicazione relativa alla fissazione semestrale del tasso di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali (periodo dal 13-07-2018 al 12-01-2019)

AGENZIA DELLE DOGANE - Nota 05 novembre 2018, n. 120406 Comunicazione relativa alla fissazione semestrale del tasso di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali (periodo dal 13-07-2018 al 12-01-2019) Con riferimento all’oggetto, si comunica, per i successivi adempimenti di competenza, che il Ministero dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, con decreto [...]

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