Archivi annuali: 2018

DECRETO PRESIDENTE REPUBBLICA 09 agosto 2018, n. 118 – Regolamento recante la disciplina sull’organizzazione e la dotazione delle risorse umane e strumentali per il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ai sensi dell’articolo 113, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159

DECRETO PRESIDENTE REPUBBLICA 09 agosto 2018, n. 118 Regolamento recante la disciplina sull'organizzazione e la dotazione delle risorse umane e strumentali per il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ai sensi dell'articolo 113, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 [...]

ANAC – AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE – Delibera 04 luglio 2018, n. 803 – Regolamento sull’esercizio dell’attività di vigilanza in materia di contratti pubblici

AUTORITA' NAZIONALE ANTICORRUZIONE - Delibera 04 luglio 2018, n. 803 Regolamento sull'esercizio dell'attività di vigilanza in materia di contratti pubblici Art. 1 Definizioni 1. Ai fini del presente regolamento, si intende per: a) «codice», il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 e successive modificazioni e integrazioni; b) «Autorità», l'Autorità nazionale anticorruzione; c) «presidente», il [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 15 ottobre 2018, n. 25739 – Contratti di apprendistato irregolari e prescrizione dei crediti contributivi

ripartizione dell'onere probatorio si pongono le singole questioni riguardanti l'efficacia probatoria degli atti prodotti dalle parti, del comportamento dalle stesse tenute fuori dal processo e nel processo medesimo e resta fermo che spetta in via esclusiva al giudice di merito il compito di individuare le fonti del proprio convincimento, di assumere e valutare le prove, di controllarne l'attendibilità e la concludenza, di scegliere tra le complessive risultanze istruttorie quelle ritenute maggiormente idonee a dimostrare la veridicità dei fatti ad esse sottesi, assegnando prevalenza all'uno o all'altro dei mezzi di prova acquisiti, nonché di escludere anche attraverso un giudizio implicito la rilevanza di una prova

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 15 ottobre 2018, n. 25711 – La formale qualificazione delle parti in sede di conclusione del contratto individuale non impedisce di accertare il comportamento tenuto dalle parti nell’attuazione del rapporto di lavoro, al fine della conseguente qualificazione giuridica dello stesso come lavoro autonomo ovvero lavoro subordinato

distinzione tra lavoro autonomo e subordinato, quando l'elemento dell'assoggettamento del lavoratore alle direttive altrui non sia agevolmente apprezzabile a causa della peculiarità delle mansioni (e, in particolare, della loro natura intellettuale o professionale) e del relativo atteggiarsi del rapporto, occorre fare riferimento a criteri complementari e sussidiari - come quelli della collaborazione, della continuità delle prestazioni, dell'osservanza di un orario determinato, del versamento a cadenze fisse di una retribuzione prestabilita, del coordinamento dell'attività lavorativa all'assetto organizzativo dato dal datore di lavoro, dell'assenza in capo al lavoratore di una sia pur minima struttura imprenditoriale - che, privi ciascuno di valore decisivo, possono essere valutati globalmente come indizi probatori della subordinazione

INPS – Circolare 16 ottobre 2018, n. 102 – Legislazione applicabile ai soggetti iscritti alla Gestione separata. Precisazioni in merito agli obblighi contributivi per le attività di collaborazione coordinata e continuativa svolte da soggetti non residenti

INPS - Circolare 16 ottobre 2018, n. 102 Regolamentazione comunitaria. Legislazione applicabile ai soggetti iscritti alla Gestione separata. Precisazioni in merito agli obblighi contributivi per le attività di collaborazione coordinata e continuativa svolte da soggetti non residenti Con la presente circolare, tenuto conto dei recenti interventi legislativi in materia di Gestione separata, vengono fornite indicazioni [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 12 ottobre 2018, n. 25544 – Il diritto all’indennità sorge con la cessazione del rapporto di agenzia unitamente alle condizioni previste dal comma 1° art. 1751 c.c.

Il fatto costitutivo del diritto all'indennità è la cessazione del rapporto prevista dal primo comma dell'art. 1751 cod. civ. unitamente alle condizioni previste dalle successive due articolazioni dello stesso comma, che devono ricorrere, a seguito della modifica attuata dall'art. 5 del d.lgs. n. 65/1999, in via cumulativa (Cass. n. 4708/2011; Cass. n. 20047/2016). L'agente è, quindi, tenuto a provare di avere procurato nuovi clienti o di avere sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esistenti, nonché il vantaggio che il preponente continua a trarre dall'attività di promozione

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 12 ottobre 2018, n. 25532 – Licenziamento per riduzione del personale, violazione dei principi di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto

"ai fini del licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, l'art. 3 della I. n. 604 del 1966 richiede: a) la soppressione del settore lavorativo o del reparto o del posto cui era addetto il dipendente, senza che sia necessaria la soppressione di tutte le mansioni in precedenza attribuite allo stesso; b) la riferibilità della soppressione a progetti o scelte datoriali - insindacabili dal giudice quanto ai profili di congruità e opportunità, purché effettivi e non simulati - diretti ad incidere sulla struttura e sull'organizzazione dell'impresa, ovvero sui suoi processi produttivi, compresi quelli finalizzati ad una migliore efficienza ovvero ad incremento di redditività; c) l'impossibilità di reimpiego del lavoratore in mansioni diverse, elemento che, inespresso a livello normativo, trova giustificazione sia nella tutela costituzionale del lavoro che nel carattere necessariamente effettivo e non pretestuoso della scelta datoriale, che non può essere condizionata da finalità espulsive legate alla persona del lavoratore. L'onere probatorio in ordine alla sussistenza di questi presupposti è a carico del datore di lavoro, che può assolverlo anche mediante ricorso a presunzioni, restando escluso che sul lavoratore incomba un onere di allegazione dei posti assegnabili"

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