Archivi annuali: 2019

Commissione Tributaria Regionale per l’Emilia Romagna, sezione 3, sentenza n. 170 depositata il 21 gennaio 2019 – L’esecutività immediata delle sentenze di cui all’art. 69 D. Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 non può essere applicabile anche alla condanna alle spese di lite in favore del contribuente.

Commissione Tributaria Regionale per l'Emilia Romagna, sezione 3, sentenza n. 170 depositata il 21 gennaio 2019 Testo:  H. S.p.A. (in seguito H.) ha proposto ricorso ex artt. 69 e 70 d.lgs. n. 546/1992 per l'ottemperanza alla sentenza n. XXXX pronunciata dalla Sezione 3 di questa Commissione Tributaria Regionale XX 12 luglio 2017, depositata il YY luglio 2017, chiedendo l'emanazione dei [...]

Commissione Tributaria Regionale per il Lazio, sezione 16, sentenza n. 678 depositata il 12 febbraio 2019 – Il contribuente può chiedere al giudice l’estinzione del credito per intervenuta prescrizione breve non soltanto nei casi di notifica di cartella esattiva, ma anche nelle fattispecie riguardanti qualsiasi atto amministrativo di natura accertativa

La Cassazione, invero, ha da tempo affermato (SS.UU. n. 23379 del 17/11/2016) e successivamente riconfermato, richiamando la sua precedente giurisprudenza, che la mancata impugnazione di un avviso di accertamento della Pubblica Amministrazione o di un provvedimento esattoriale dell'Ente della Riscossione produce unicamente la definitività del credito (non più confutabile in futuro, eccetto le ipotesi di vizio di notifica dell'atto originario, ma tale circostanza non determina anche l'effetto della cd conversione del termine di prescrizione breve in quello ordinario decennale, ai sensi dell'art. 2935 c.c.La trasformazione della prescrizione quinquennale in decennale si perfeziona soltanto con l'intervento del "titolo giudiziale divenuto definitivo" (sentenza o decreto ingiuntivo).

Commissione Tributaria Regionale per la Lombardia, sezione 19, sentenza n. 572 depositata il 6 febbraio 2019 – Illegittima la rettifica di valore se la determinazione del prezzo è avvenuta a seguito di pubblico incanto

Non è consentita la rettifica, da parte dell’ente impositore, del prezzo di vendita del bene ceduto da società in fallimento quando la determinazione dello stesso sia avvenuta attraverso il pubblico incanto. A questa conclusione sono giunti i giudici milanesi decidendo sul ricorso in appello proposto dall’Agenzia delle Dogane. Quest’ultima, in seguito a verifiche fiscali aveva rettificato in aumento il valore di alcuni beni ceduti da una SPA in fallimento sostenendo l’applicabilità della regola generale di cui all’art. 43 del Testo Unico secondo la quale ai fini della determinazione dell’imposta di registro, si fa riferimento al valore del bene trasferito. Sia i giudici di primo che di secondo grado hanno, invece, ritenuto applicabile l’eccezione contenuta nell’art. 44 del Testo Unico, che riferisce l’imposta al prezzo di aggiudicazione, poiché, nel caso in esame il trasferimento, pur se avvenuto con le forme proprie di una vendita privata è stato caratterizzato dalla formalizzazione di un procedimento che ha portato alla determinazione del prezzo attraverso il pubblico incanto.

Commissione Tributaria Regionale per la Toscana, sezione 1, sentenza n. 164 depositata il 4 febbraio 2019 – L’emendabilità della dichiarazione dei redditi del contribuente non può ritenersi sottoposta al limite temporale di cui all’art. 37, commi 5 e 6, del D.P.R. n. 633/72. Il predetto limite riguarda la rimozione di omissioni o la eliminazione di errori suscettibili di comportare un pregiudizio per l’Erario, ma non la rettifica di dichiarazioni oggettivamente errate e quindi idonee a pregiudicare il dichiarante

Commissione Tributaria Regionale per la Toscana, sezione 1, sentenza n. 164 depositata il 4 febbraio 2019 L’emendabilità della dichiarazione dei redditi del contribuente non può ritenersi sottoposta al limite temporale di cui all’art. 37, commi 5 e 6, del D.P.R. n. 633/72. Tale limite riguarda, invero, la rimozione di omissioni o la eliminazione di errori [...]

AGENZIA DELLE DOGANE – Nota 09 aprile 2019 – Comunicazione relativa alla fissazione semestrale del tasso di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali (periodo dal 13-01-2019 al 12-07-2019)

AGENZIA DELLE DOGANE - Nota 09 aprile 2019 Comunicazione relativa alla fissazione semestrale del tasso di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali (periodo dal 13-01-2019 al 12-07-2019) Con riferimento all’oggetto, si comunica, per i successivi adempimenti di competenza, che il Ministero dell’Economia e delle Finanze, sentita la Banca d’Italia, con decreto pubblicato sulla [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 aprile 2019, n. 10156 – TARI, nel caso di esercizi alberghieri dotati di licenza annuale, essendo il presupposto del tributo costituito dalla occupazione o conduzione di locali a qualsiasi uso adibiti, ai fini della esenzione dalla tassa non è sufficiente la sola denuncia di chiusura invernale ma occorre allegare e provare la concreta inutilizzabilità della struttura

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 11 aprile 2019, n. 10156 Tributi - TARI - Esercizi alberghieri - Attività stagionale - Pagamento durante il periodo di chiusura - Legittimità - Presupposto - Possesso o detenzione di locali suscettibili di produrre rifiuti Ritenuto che Con sentenza n. 11463/32/16, depositata il 16/12/2016, la Commissione Tributaria Regionale della Campania [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 aprile 2019, n. 10126 – In tema di ICI, il metodo di determinazione della base imponibile collegato alle iscrizioni contabili per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, fino all’anno nel quale i medesimi sono iscritti in catasto con attribuzione di rendita, vale sino a che la richiesta di attribuzione della rendita non viene formulata, mentre, dal momento in cui fa la richiesta, il proprietario, pur applicando ormai in via precaria il metodo contabile, diventa titolare di una situazione giuridica nuova derivante dall’adesione al sistema generale della rendita catastale, sicché può essere tenuto a pagare una somma maggiore (ove intervenga un accertamento in tali sensi), o avere diritto di pagare una somma minore, potendo, quindi, chiedere il relativo rimborso nei termini di legge

«l'incertezza normativa oggettiva tributaria», che consente di non applicare le sanzioni, «è la situazione giuridica oggettiva, che si crea nella normazione per effetto dell'azione di tutti i formanti del diritto, tra cui in primo luogo, ma non esclusivamente, la produzione normativa, e che è caratterizzata dall'impossibilità, esistente in sé ed accertala dal giudice, d'individuare con sicurezza ed univocamente, al termine di un procedimento interpretativo metodicamente corretto, la norma giuridica sotto la quale effettuare la sussunzione di un caso di specie ultima o, se si tratta del giudice di legittimità, del fatto di genere già categorizzato dal giudice di merito», quindi in «senso oggettivo» (con conseguente esclusione di «qualsiasi rilevanza sia delle condizioni soggettive individuali sia delle condizioni soggettive categoriali» atteso che «l'incertezza normativa, in quanto esiste in sé, opera nei confronti di tutti»): «l'incertezza normativa oggettiva», pertanto, «non ha il suo fondamento nell'ignoranza giustificata, ma nell'impossibilità, abbandonato lo stato d'ignoranza, di pervenire comunque allo stato di conoscenza sicura della norma giuridica tributaria» (Cass. 11/09/2009, n. 19638).

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 aprile 2019, n. 10123 – ICI – Unità immobiliare destinata a casa di cura in regime di convenzione per lo svolgimento di attività sanitaria sono da assoggettare ad imposta

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 11 aprile 2019, n. 10123 Tributi - ICI - Unità immobiliare destinata a casa di cura in regime di convenzione per lo svolgimento di attività sanitaria - Qualificazione di attività economica - Assoggettamento ad imposta Fatto e diritto Con sentenza nr. 13 depositata in data 27.2.2012 e non notificata la [...]

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