Archivi annuali: 2021

MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI – Nota 03 agosto 2021, n. 11029 – Approvazione del bilancio sociale 2020 da parte di Fondazioni /Onlus non ancora trasformate in ETS. Richiesta chiarimenti. Riscontro

MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI - Nota 03 agosto 2021, n. 11029 Approvazione del bilancio sociale 2020 da parte di Fondazioni /Onlus non ancora trasformate in ETS. Richiesta chiarimenti. Riscontro Con nota del 7 giugno c.a. codesta Associazione chiede un chiarimento sui soggetti tenuti alla redazione del bilancio sociale di cui all’art. 14, comma 1, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 02 agosto 2021, n. 22081 – Ai fini dell’identificazione del dolo dell’assicurato che consente la incondizionata ripetibilità dell’indebito pur nel contesto della disciplina di favore propria dell’ordinamento previdenziale le dichiarazioni non conformi al vero, i fatti e comportamenti dell’interessato positivamente indirizzati ad indurre in errore l’ente erogatore, ingenerano una rappresentazione alterata della realtà tale da incidere sulla determinazione volitiva di esso e, quindi, sull’attribuzione della prestazione, e integrano gli elementi costitutivi del dolo causam dans, elemento soggettivo che rileva, nelle varie norme limitative della ripetibilità, ad escluderne l’applicazione e a consentire, per l’effetto, l’incondizionato recupero delle somme indebitamente erogate

Ai fini dell'identificazione del dolo dell'assicurato che consente la incondizionata ripetibilità dell'indebito pur nel contesto della disciplina di favore propria dell'ordinamento previdenziale le dichiarazioni non conformi al vero, i fatti e comportamenti dell'interessato positivamente indirizzati ad indurre in errore l'ente erogatore, ingenerano una rappresentazione alterata della realtà tale da incidere sulla determinazione volitiva di esso e, quindi, sull'attribuzione della prestazione, e integrano gli elementi costitutivi del dolo causam dans, elemento soggettivo che rileva, nelle varie norme limitative della ripetibilità, ad escluderne l'applicazione e a consentire, per l'effetto, l'incondizionato recupero delle somme indebitamente erogate

MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI – Comunicato 03 agosto 2021 – Approvazione della delibera adottata dal consiglio di amministrazione della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza dei ragionieri e periti commerciali in data 9 giugno 2021

MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI - Comunicato 03 agosto 2021 Approvazione della delibera adottata dal consiglio di amministrazione della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza dei ragionieri e periti commerciali in data 9 giugno 2021  Con nota del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 36/0007670/RAG-L-118 del 2 luglio 2021 è stata approvata, ai [...]

Regime IVA dei servizi di formazione professionali erogati da società accreditate presso fondo soggetto a vigilanza ministeriale. Articolo 10, primo comma, n. 20) d.P.R. n. 633 del 1972 – Risoluzione 03 agosto 2021, n. 52/E dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risoluzione 03 agosto 2021, n. 52/E Regime IVA dei servizi di formazione professionali erogati da società accreditate presso fondo soggetto a vigilanza ministeriale. Articolo 10, primo comma, n. 20) d.P.R. n. 633 del 1972 Sono stati chiesti chiarimenti alla scrivente in merito al regime IVA applicabile ai servizi di formazione professionale [...]

Ambito applicativo articolo 6, comma 6, decreto legislativo n. 471 del 1997 – Risoluzione 03 agosto 2021, n. 51/E dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risoluzione 03 agosto 2021, n. 51/E Ambito applicativo articolo 6, comma 6, decreto legislativo n. 471 del 1997 Sono stati chiesti chiarimenti alla scrivente in merito all’ambito applicativo dell’art. 6, comma 6, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, in base al quale «Chi computa illegittimamente in detrazione l'imposta assolta, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 luglio 2021, n. 21765 – In tema di rimborso dell’eccedenza detraibile di iva, l’amministrazione finanziaria può contestare il credito esposto dal contribuente in dichiarazione, che non derivi dalla sottostima dell’imposta dovuta, anche qualora siano scaduti i termini per l’esercizio del potere di accertamento o di rettifica dell’imponibile e dell’imposta dovuta, senza che abbia adottato alcun provvedimento

In tema di rimborso dell'eccedenza detraibile di iva, l'amministrazione finanziaria può contestare il credito esposto dal contribuente in dichiarazione, che non derivi dalla sottostima dell'imposta dovuta, anche qualora siano scaduti i termini per l'esercizio del potere di accertamento o di rettifica dell'imponibile e dell'imposta dovuta, senza che abbia adottato alcun provvedimento

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 30032 depositata il 2 agosto 2021 – Anche ai reati di cui all’art. 10-quater del d.lgs. n. 74 del 2000 è configurabile il concorso tra il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2 del d.lgs. n. 74 del 2000) e quello di bancarotta impropria mediante operazioni dolose previsto dall’art. 223, secondo comma, n. 2), l. fall., quando l’evasione dell’imposta abbia determinato l’insorgenza di consistenti debiti a carico della società, dovuti a sanzioni, interessi ed oneri accessori, oltre all’IVA, con conseguente incapacità della stessa società di fare fronte alle proprie obbligazioni e conseguente fallimento

Anche ai reati di cui all'art. 10-quater del d.lgs. n. 74 del 2000 è configurabile il concorso tra il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2 del d.lgs. n. 74 del 2000) e quello di bancarotta impropria mediante operazioni dolose previsto dall'art. 223, secondo comma, n. 2), l. fall., quando l'evasione dell'imposta abbia determinato l'insorgenza di consistenti debiti a carico della società, dovuti a sanzioni, interessi ed oneri accessori, oltre all'IVA, con conseguente incapacità della stessa società di fare fronte alle proprie obbligazioni e conseguente fallimento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 luglio 2021, n. 21451 – La sentenza d’appello può essere motivata per relationem, purché il giudice del gravame dia conto, sia pur sinteticamente, delle ragioni della conferma in relazione ai motivi di impugnazione ovvero della identità delle questioni prospettate in appello rispetto a quelle già esaminate in primo grado, sicché dalla lettura della parte motiva di entrambe le sentenze possa ricavarsi un percorso argomentativo esaustivo e coerente, mentre va cassata la decisione con cui la corte territoriale si sia limitata ad aderire alla pronunzia di primo grado in modo acritico senza alcuna valutazione di infondatezza dei motivi di gravame

La sentenza d'appello può essere motivata per relationem, purché il giudice del gravame dia conto, sia pur sinteticamente, delle ragioni della conferma in relazione ai motivi di impugnazione ovvero della identità delle questioni prospettate in appello rispetto a quelle già esaminate in primo grado, sicché dalla lettura della parte motiva di entrambe le sentenze possa ricavarsi un percorso argomentativo esaustivo e coerente, mentre va cassata la decisione con cui la corte territoriale si sia limitata ad aderire alla pronunzia di primo grado in modo acritico senza alcuna valutazione di infondatezza dei motivi di gravame

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