Pasquale Cerbone

Circa Pasquale Cerbone

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 23 gennaio 2020, n. 1468 – Le prestazioni di servizi sono soggette all’ IVA, ai sensi del terzo comma dell’art. 3 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, soltanto se rese verso corrispettivo, e si considerano effettuate all’atto del relativo pagamento, cosicché prima di tale momento non sussiste alcun obbligo (ma solo la facoltà) di emettere fattura o di pagare l’imposta

Le prestazioni di servizi sono soggette all' IVA, ai sensi del terzo comma dell'art. 3 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, soltanto se rese verso corrispettivo, e si considerano effettuate all'atto del relativo pagamento, cosicché prima di tale momento non sussiste alcun obbligo (ma solo la facoltà) di emettere fattura o di pagare l'imposta. In tema di deducibilità di costi risultanti da fatture generiche, effettivamente l'onere della prova va posto a carico del contribuente

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 gennaio 2020, n. 1299 – In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l’inosservanza del primo e terzo comma dell’art. 12 della legge 20 luglio 2000, n. 212 possa determinare, pur in assenza di espressa previsione, la nullità del provvedimento impositivo solo qualora i verbalizzanti abbiano eseguito un accesso nei locali della impresa in difetto delle indicate esigenze di ricerca e rilevazione in loco e, dunque, non anche nell’ipotesi di verifica condotta in luoghi diversi

In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l'inosservanza del primo e terzo comma dell'art. 12 della legge 20 luglio 2000, n. 212 possa determinare, pur in assenza di espressa previsione, la nullità del provvedimento impositivo solo qualora i verbalizzanti abbiano eseguito un accesso nei locali della impresa in difetto delle indicate esigenze di ricerca e rilevazione in loco e, dunque, non anche nell'ipotesi di verifica condotta in luoghi diversi. n tema di accertamento delle imposte sui redditi, la "contabilità in nero" rappresenta un valido elemento indiziario, dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza prescritti dall'art. 39 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 gennaio 2020, n. 1500 – In tema di IVA ed imposte dirette, in mancanza della denunzia di variazione ex art. 35, d.P.R. n. 633/1972, ogni trasferimento del luogo di esercizio dell’attività è inopponibile all’Amministrazione finanziaria, sicché la presunzione di cessione dei beni acquistati, importati o prodotti che non si trovino nei locali in cui il contribuente eserciti la sua attività

In tema di IVA ed imposte dirette, in mancanza della denunzia di variazione ex art. 35, d.P.R. n. 633/1972, ogni trasferimento del luogo di esercizio dell'attività è inopponibile all'Amministrazione finanziaria, sicché la presunzione di cessione dei beni acquistati, importati o prodotti che non si trovino nei locali in cui il contribuente eserciti la sua attività

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 gennaio 2020, n. 1495 – Nullità della sentenza per mancata illustrazione della decisione sulle motivazione e documentazione giustificativa dei minori ricavi ritenuta inadeguata dal giudice

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 23 gennaio 2020, n. 1495 Tributi - Accertamento - Scostamento tra reddito dichiarato e risultato degli studi di settore - Motivazione e documentazione giustificativa dei minori ricavi ritenuta inadeguata dal giudice - Mancata illustrazione della decisione - Nullità della sentenza Fatti di causa La società S.O. e S. Snc ed [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 gennaio 2020, n. 1298 – L’art. 32 del d.P.R. n. 600/1973 e l’art. 51 del d.P.R. n. 633/1972 autorizzano l’Ufficio finanziario a procedere all’accertamento fiscale anche attraverso indagini su conti correnti intestati a terzi, purché si abbia motivo di ritenere connessi ed inerenti al reddito della parte contribuente

L'art. 32 del d.P.R. n. 600/1973 e l'art. 51 del d.P.R. n. 633/1972 autorizzano l'Ufficio finanziario a procedere all'accertamento fiscale anche attraverso indagini su conti correnti intestati a terzi, purché si abbia motivo di ritenere connessi ed inerenti al reddito della parte contribuente

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 gennaio 2020, n. 1283 – Legittimo l’avviso di accertamento emesso per rettifica della quota di ammortamento dedotta dell’acquisto del marchio determinata in misura superiore rispetto a quella ritenuta corretta

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 22 gennaio 2020, n. 1283 Tributi - Reddito d’impresa - Costi deducibili - Marchio - Ammortamento - Valore deducibile - Determinazione Fatti di causa 1. L.G.C. s.p.a. propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Liguria, depositata il 22 febbraio 2016, che, in accoglimento dell'appello dell'Ufficio, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 gennaio 2020, n. 1329 – Accertamento nei confronti di soggetti aderenti al consolidato nazionale – Litisconsorzio necessario tra consolidata e consolidante

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 22 gennaio 2020, n. 1329 Tributi - Accertamento nei confronti di soggetti aderenti al consolidato nazionale - Litisconsorzio necessario tra consolidata e consolidante - Mancata attivazione - Nullità dell’intero giudizio Rilevato che Con sentenza n. 1487/36/2014, depositata il 21 marzo 2014, non notificata, la Commissione tributaria regionale (CTR) della Lombardia [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 gennaio 2020, n. 1250 – La procedura di accertamento standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici il cui scostamento dal reddito dichiarato deriva solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente con il contribuente e qualora il contribuente ometta di parteciparvi ovvero si astenga da qualsivoglia attività di allegazione, l’Ufficio non è tenuto ad offrire alcuna ulteriore dimostrazione della pretesa

La procedura di accertamento standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici il cui scostamento dal reddito dichiarato deriva solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente con il contribuente e qualora il contribuente ometta di parteciparvi ovvero si astenga da qualsivoglia attività di allegazione, l'Ufficio non è tenuto ad offrire alcuna ulteriore dimostrazione della pretesa

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