lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 giugno 2020, n. 12499 – Nel lavoro pubblico contrattualizzato il ricorso alla disciplina di cui all’art. 32, comma 5, della l. n. 183 del 2010, al fine di agevolare l’onere probatorio del danno conseguente all’illegittima reiterazione di rapporti a termine, si giustifica con la necessità di garantire efficacia dissuasiva alla clausola 5 dell’Accordo quadro, allegato alla direttiva 1999/70/CE

Nel lavoro pubblico contrattualizzato il ricorso alla disciplina di cui all’art. 32, comma 5, della l. n. 183 del 2010, al fine di agevolare l'onere probatorio del danno conseguente all'illegittima reiterazione di rapporti a termine, si giustifica con la necessità di garantire efficacia dissuasiva alla clausola 5 dell'Accordo quadro, allegato alla direttiva 1999/70/CE

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 giugno 2020, n. 12485 – Ai sensi dell’articolo 2103 c..c. il dipendente ha il diritto a svolgere le mansioni per le quali è stato assunto ovvero quelle equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza diminuzione della retribuzione ed ha il diritto all’esecuzione della prestazione lavorativa, e che la violazione di tale diritto all’esecuzione della prestazione è fonte di responsabilità risarcitoria del datore di lavoro

Ai sensi dell'articolo 2103 c..c. il dipendente ha il diritto a svolgere le mansioni per le quali è stato assunto ovvero quelle equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza diminuzione della retribuzione ed ha il diritto all'esecuzione della prestazione lavorativa, e che la violazione di tale diritto all'esecuzione della prestazione è fonte di responsabilità risarcitoria del datore di lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 giugno 2020, n. 12707 – Ai fini della qualificazione del rapporto di lavoro come subordinato oppure autonomo, il primario parametro distintivo della subordinazione, intesa come assoggettamento del lavoratore al potere organizzativo del datore di lavoro, deve essere accertato o escluso mediante il ricorso agli elementi che il giudice deve concretamente individuare dando prevalenza ai dati fattuali emergenti dalle modalità di svolgimento del rapporto

Ai fini della qualificazione del rapporto di lavoro come subordinato oppure autonomo, il primario parametro distintivo della subordinazione, intesa come assoggettamento del lavoratore al potere organizzativo del datore di lavoro, deve essere accertato o escluso mediante il ricorso agli elementi che il giudice deve concretamente individuare dando prevalenza ai dati fattuali emergenti dalle modalità di svolgimento del rapporto

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 giugno 2020, n. 12502 – Illegittimità di rapporti di lavoro part-time con i dipendenti a seguito di contratti nulli per difetto di forma scritta e per indeterminatezza della collocazione temporale della prestazione

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 24 giugno 2020, n. 12502 Opposizione a cartelle per omissioni contributive - Illegittimità di rapporti di lavoro part-time con i dipendenti - Contratti nulli per difetto di forma scritta e per indeterminatezza della collocazione temporale della prestazione - Disciplina ex L. n. 863/1984 - Asserita predeterminazione dell'orario giornaliero evinta dal [...]

Sospensione procedure di licenziamento ex art. 46 D.L. n. 18 del 17 marzo 2020 – ambito applicativo – licenziamento per inidoneità sopravvenuta alla mansione – ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO – Nota 24 giugno 2020, n. 298

ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO - Nota 24 giugno 2020, n. 298 Sospensione procedure di licenziamento ex art. 46 D.L. n. 18 del 17 marzo 2020 - ambito applicativo - licenziamento per inidoneità sopravvenuta alla mansione In ordine alla richiesta concernente l’oggetto, acquisito il parere dell’Ufficio legislativo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si [...]

Registro nazionale degli aiuti di Stato – Sgravi sui premi assicurativi costituenti aiuti di Stato soggetti a registrazione ai sensi dell’articolo 10, decreto ministeriale 31 maggio 2017, n. 115 – INAIL – Circolare 25 giugno 2020, n. 26

INAIL - Circolare 25 giugno 2020, n. 26 Registro nazionale degli aiuti di Stato - Sgravi sui premi assicurativi costituenti aiuti di Stato soggetti a registrazione ai sensi dell’articolo 10, decreto ministeriale 31 maggio 2017, n. 115 Quadro normativo - Legge 24 dicembre 2012, n. 234: "Norme generali sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 25 giugno 2020, n. C-762/18 e C-37/19 – L’articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio osta a una giurisprudenza nazionale in forza della quale un lavoratore illegittimamente licenziato e successivamente reintegrato nel suo posto di lavoro, conformemente al diritto nazionale, a seguito dell’annullamento del suo licenziamento mediante una decisione giudiziaria, non ha diritto a ferie annuali retribuite per il periodo compreso tra la data del licenziamento e la data della sua reintegrazione nel posto di lavoro, per il fatto che, nel corso di detto periodo, tale lavoratore non ha svolto un lavoro effettivo al servizio del datore di lavoro

L’articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio osta a una giurisprudenza nazionale in forza della quale un lavoratore illegittimamente licenziato e successivamente reintegrato nel suo posto di lavoro, conformemente al diritto nazionale, a seguito dell’annullamento del suo licenziamento mediante una decisione giudiziaria, non ha diritto a ferie annuali retribuite per il periodo compreso tra la data del licenziamento e la data della sua reintegrazione nel posto di lavoro, per il fatto che, nel corso di detto periodo, tale lavoratore non ha svolto un lavoro effettivo al servizio del datore di lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 19 giugno 2020, n. 12031 – Per stabilire se sussiste la giusta causa di licenziamento, con specifico riferimento al requisito della proporzionalità della sanzione, occorre accertare in concreto se la specifica mancanza commessa dal dipendente, considerata e valutata non solo nel suo contenuto obiettivo, ma anche nella sua portata soggettiva, risulti obiettivamente e soggettivamente idonea a ledere in modo irreparabile la fiducia del datore di lavoro

Per stabilire se sussiste la giusta causa di licenziamento, con specifico riferimento al requisito della proporzionalità della sanzione, occorre accertare in concreto se la specifica mancanza commessa dal dipendente, considerata e valutata non solo nel suo contenuto obiettivo, ma anche nella sua portata soggettiva, risulti obiettivamente e soggettivamente idonea a ledere in modo irreparabile la fiducia del datore di lavoro

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