lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 18 dicembre 2018, n. 32714 – Il lavoratore che agisce nei confronti del proprio datore di lavoro, a seguito di infortunio, deve fornire una descrizione del fatto materiale che consenta di evincere una condotta del datore contraria o a misure di sicurezza espressamente imposte da una disposizione normativa o a misure di sicurezza

Il lavoratore che agisce nei confronti del proprio datore di lavoro, a seguito di infortunio, deve fornire una descrizione del fatto materiale che consenta di evincere una condotta del datore contraria o a misure di sicurezza espressamente imposte da una disposizione normativa o a misure di sicurezza

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 17 dicembre 2018, n. 32607 – In tema di procedimento disciplinare, il termine per la contestazione della mancanza è volto a garantire la tempestività dell’esercizio del potere, in funzione della necessaria tutela del diritto di difesa del lavoratore ed in considerazione del principio del legittimo affidamento sulla irrilevanza disciplinare della condotta

in tema di procedimento disciplinare, il termine per la contestazione della mancanza è volto a garantire la tempestività dell'esercizio del potere, in funzione della necessaria tutela del diritto di difesa del lavoratore ed in considerazione del principio del legittimo affidamento sulla irrilevanza disciplinare della condotta

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 18 dicembre 2018, n. 32759 – Licenziamento – Accertamento della natura subordinata del rapporto di lavoro

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 18 dicembre 2018, n. 32759 Licenziamento - Accertamento della natura subordinata del rapporto di lavoro - Collaboratori esterni - Divieto di accesso alla sede aziendale - Politica aziendale - Autorizzazione Rilevato che con sentenza in data 11 - 14 giugno 2017 numero 1342 la Corte d'appello di Milano - giudice [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 18 dicembre 2018, n. 32712 – In tema di riscossione di contributi e di premi assicurativi, il giudice dell’opposizione alla cartella esattoriale che ritenga illegittima l’iscrizione a ruolo non può limitarsi a dichiarare tale illegittimità

«in tema di riscossione di contributi e di premi assicurativi, il giudice dell'opposizione alla cartella esattoriale che ritenga illegittima l'iscrizione a ruolo non può limitarsi a dichiarare tale illegittimità, ma deve esaminare nel merito la fondatezza della domanda di pagamento dell'istituto previdenziale, valendo gli stessi principi che governano l’opposizione a decreto ingiuntivo»

MINISTERO INTERNO – Nota 28 novembre 2018, n. 16419 – Richiesta chiarimenti su art. 1, comma 1122 lett. i) della Legge 27/12/2017 n. 205 – Proroga alberghi – Termine per la presentazione della SCIA parziale entro il 1° dicembre 2018.

MINISTERO INTERNO - Nota 28 novembre 2018, n. 16419 Richiesta chiarimenti su art. 1, comma 1122 lett. i) della Legge 27/12/2017 n. 205 - Proroga alberghi - Termine per la presentazione della SCIA parziale entro il 1° dicembre 2018. Con riferimento all’oggetto, essendo pervenute varie richieste relativamente alla corretta interpretazione delle modalità di mantenimento del [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 dicembre 2018, n. 32500 – Il datore di lavoro non può irrogare un licenziamento disciplinare quando questo costituisca una sanzione più grave di quella prevista dal c.c.n.l. in relazione ad una determinata infrazione

La valutazione di non proporzionalità della sanzione rispetto al fatto contestato ed accertato rientra poi nel IV comma dell'art. 18 solo nell'ipotesi in cui lo scollamento tra la gravità della condotta realizzata e la sanzione adottata risulti dalle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili, che ad essa facciano corrispondere una sanzione conservativa. Al di fuori di tale caso, la sproporzione tra la condotta e la sanzione espulsiva rientra nelle "altre ipotesi" in cui non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa, per le quali il V comma dell'art. 18 prevede la tutela indennitaria c.d. forte. La novella del 2012 ha introdotto quindi una graduazione delle ipotesi di illegittimità della sanzione espulsiva dettata da motivi disciplinari, facendo corrispondere a quelle di maggiore evidenza la sanzione della reintegrazione e limitando la tutela risarcitoria alla ipotesi del difetto di proporzionalità che non risulti dalle previsioni del contratto collettivo. Il giudice deve quindi oggi procedere ad un giudizio più completo ed articolato rispetto al passato, dovendo accertare non solo se sussistano o meno la giusta causa ed il giustificato motivo di recesso, ma, nel caso in cui lo escluda, anche il grado di divergenza della condotta datoriale dal modello legale e contrattuale legittimante

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 dicembre 2018, n. 32494 – La reintegrazione nel posto di lavoro può essere disposta dal giudice nei confronti di una società in liquidazione ma solo allorché non venga provata la cessazione definitiva dell’attività e l’azzeramento effettivo dell’organico del personale

la reintegrazione nel posto di lavoro può essere disposta dal giudice nei confronti di una società in liquidazione ma solo allorché non venga provata la cessazione definitiva dell'attività e l'azzeramento effettivo dell'organico del personale

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 dicembre 2018, n. 32491 – Ai fini della decorrenza del termine perentorio previsto per la conclusione del procedimento disciplinare dall’acquisizione della notizia dell’infrazione ex art. 55-bis, quarto comma, del d.lgs. n. 165 del 2001 assume rilievo esclusivamente il momento in cui tale acquisizione, da parte dell’ufficio competente regolarmente investito del procedimento, riguardi una “notizia di infrazione” di contenuto tale da consentire allo stesso di dare, in modo corretto, l’avvio al procedimento disciplinare

ai fini della decorrenza del termine perentorio previsto per la conclusione del procedimento disciplinare dall'acquisizione della notizia dell'infrazione ex art. 55-bis, quarto comma, del d.lgs. n. 165 del 2001, in conformità con il principio del giusto procedimento, come inteso dalla Corte cost. con sentenza n. 310 del 5 novembre 2010, assume rilievo esclusivamente il momento in cui tale acquisizione, da parte dell'ufficio competente regolarmente investito del procedimento, riguardi una "notizia di infrazione" di contenuto tale da consentire allo stesso di dare, in modo corretto, l'avvio al procedimento disciplinare

Torna in cima