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CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 16 luglio 2015, n. C-218/14 – L’art. 13, § 2, direttiva n. 2004/38/Ce (diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli stati membri) deve essere interpretato nel senso che un cittadino extracomunitario, divorziato da un cittadino dell’UE, il cui matrimonio sia durato almeno tre anni, di cui almeno uno nello Stato membro ospitante, prima dell’inizio del procedimento giudiziario di divorzio, non può fruire del mantenimento del diritto di soggiorno in tale Stato membro in base a tale disposizione,

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 16 luglio 2015, n. C-218/14 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - DIRITTO DI SOGGIORNO DEI FAMILIARI DI UN CITTADINO DELL’UNIONE - MATRIMONIO TRA UN CITTADINO DELL’UNIONE E UN CITTADINO DI UN PAESE TERZO - MANTENIMENTO DEL DIRITTO DI SOGGIORNO DEL CITTADINO DI UN PAESE TERZO IN SEGUITO ALLA PARTENZA [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 3 settembre 2015, n. C-463/14 – L’articolo 24, paragrafo 1, della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006 va interpretato nel senso che la nozione di «prestazione di servizi» ricomprende i contratti di abbonamento per la fornitura di servizi di consulenza ed il l’esigibilità della medesima si verificano alla scadenza del periodo per cui il pagamento è stato concordato, senza che rilevi se e con quale frequenza il committente ha effettivamente usufruito dei servizi del prestatore

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 3 settembre 2015, n. C-463/14 RINVIO PREGIUDIZIALE – SISTEMA COMUNE D’IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO – NOZIONE DI “PRESTAZIONE DI SERVIZI” – CONTRATTO DI ABBONAMENTO PER LA FORNITURA DI SERVIZI DI CONSULENZA – FATTO GENERATORE DELL’IMPOSTA – NECESSITA' DELLA PROVA DELLA PRESTAZIONE EFFETTIVA DEI SERVIZI – ESIGIBILITA' DELL’IMPOSTA 1 La domanda [...]

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sentenza del 27 febbraio 2008 – Ricorso n. 21861/03 – L’Ordine di demolizione è una sanzione penale

CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO SECOND SECTION  CASE OF HAMER v. BELGIUM  (Application no. 21861/03)    JUDGMENT [Extracts]   STRASBOURG     27 November 2007    FINAL   27/02/2008    Massima La CEDU con la sentenza in commento ha affermato al paragrafo 60 che "Alla luce delle considerazioni che precedono, il Tribunale ritiene che la misura [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 10 settembre 2015, n. C-408/14 – L’articolo 4, paragrafo 3, TUE deve essere interpretato nel senso che osta a una normativa di uno Stato membro 8come nel caso di specie al Belgio) che può comportare la riduzione o il diniego della pensione di vecchiaia che spetterebbe a un lavoratore subordinato, cittadino di tale Stato membro

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 10 settembre 2015, n. C-408/14 LAVORO - FUNZIONARIO DELL’UNIONE EUROPEA IN PENSIONE CHE HA SVOLTO, PRIMA DI ENTRARE IN SERVIZIO, UN’ATTIVITA' LAVORATIVA SUBORDINATA NELLO STATO MEMBRO IN CUI E' IN SERVIZIO - DIRITTO A PENSIONE - REGIME PENSIONISTICO NAZIONALE DEI LAVORATORI SUBORDINATI - UNITA' DI CARRIERA - DINIEGO DEL [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 10 settembre 2015, n. C-266/14 – La CGCE ha ritenuto che l’art. 2 della dir. 2003/88/Ce sull’organizzazione dell’orario di lavoro, debba essere interpretato nel senso che costituisce «orario di lavoro» il tempo che lavoratori itineranti, ossia lavoratori che non hanno un luogo di lavoro fisso o abituale, impiegano per spostarsi dal loro domicilio al primo cliente indicato dal loro datore di lavoro e dall’ultimo cliente indicato dal loro datore di lavoro al loro domicilio

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 10 settembre 2015, n. C-266/14 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO - ORGANIZZAZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO - LAVORATORI CHE NON HANNO UN LUOGO DI LAVORO FISSO O ABITUALE - TEMPO DI SPOSTAMENTO TRA IL DOMICILIO DEI LAVORATORI ED I LUOGHI IN CUI SI TROVANO IL PRIMO E L’ULTIMO CLIENTE  La domanda di [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 15 settembre 2015, n. C-67/14 – L’articolo 24 della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri devono essere interpretati nel senso che non ostano alla normativa di uno Stato membro che escluda dal beneficio di talune «prestazioni speciali in denaro di carattere non contributivo»,

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 15 settembre 2015, n. C-67/14 LAVORO - LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE - CITTADINANZA DELL’UNIONE - PARITA' DI TRATTAMENTO - PRESTAZIONI SPECIALI IN DENARO DI CARATTERE NON CONTRIBUTIVO - CITTADINI DI UNO STATO MEMBRO IN CERCA DI OCCUPAZIONE CHE SOGGIORNANO NEL TERRITORIO DI UN ALTRO STATO MEMBRO - ESCLUSIONE - MANTENIMENTO DELLO STATUS DI LAVORATORE 1 La domanda [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 22 ottobre 2015, n. C-425/14 – Le norme fondamentali e i principi generali del trattato FUE, segnatamente i principi di parità di trattamento e di non discriminazione nonché l’obbligo di trasparenza che ne deriva, devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a una disposizione di diritto nazionale in forza della quale un’amministrazione aggiudicatrice possa prevedere che un candidato o un offerente sia escluso automaticamente da una procedura di gara relativa a un appalto pubblico per non aver depositato un’accettazione scritta degli impegni e delle dichiarazioni contenuti in un protocollo di legalità

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 22 ottobre 2015, n. C-425/14 LAVORO - APPALTI PUBBLICI - MOTIVI DI ESCLUSIONE DALLA PARTECIPAZIONE A UNA GARA D’APPALTO - APPALTO CHE NON RAGGIUNGE LA SOGLIA DI APPLICAZIONE DI DETTA DIRETTIVA Sentenza 1        La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 45 della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 22 ottobre 2015, n. C-277/14 – Le disposizioni della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari devono essere interpretate nel senso che esse ostano a una normativa nazionale, quale quella di cui al procedimento principale, che neghi a un soggetto passivo il diritto di detrarre l’imposta del valore aggiunto dovuta o assolta per beni che gli sono stati ceduti sulla base dei rilievi che la fattura è stata emessa da un soggetto che deve essere considerato

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 22 ottobre 2015, n. C-277/14 RINVIO PREGIUDIZIALE – FISCALITA' – IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO – SESTA DIRETTIVA – DIRITTO ALLA DETRAZIONE – DINIEGO – VENDITA EFFETTUATA DA UN SOGGETTO CONSIDERATO INESISTENTE Sentenza 1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, [...]

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