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Validità della notifica della Cartella di pagamento al convivente – Cassazione sentenza n. 13739 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 13739 depositata il 31 maggio 2017 è intervenuto in tema di procedure di notifiche affermando che è valida ed efficace la notifica della cartella di pagamento con consegna a persona che si trova presso l’abitazione del destinatario e che ha affermato di essere il “convivente”. La vicenda [...]

Accertamento induttivo basato sul ritrovamento del foglio di calcolo ed onere della prova contraria – Cassazione ordinanza n. 13304 del 2017

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 13304 depositata il 26 maggio 2017 intervenendo in tema di accertamento induttivo fondato sulla cosiddetta contabilità non ufficiale ha affermato che è legittimo l'accertamento fondato su appunti personali e informazioni dell'imprenditore, anche se rinvenuta presso terzi. Per cui grava sul contribuente l'onere di fornire la prova contraria. La vicenda [...]

CORTE DI CASSAZIONE – ordinanza n. 13304 del 26 maggio 2017 – Accertamento fiscale fondato sulla “contabilità in nero” che rappresenti un valido elemento indiziario

CORTE DI CASSAZIONE - ordinanza n. 13304 del 26 maggio 2017 ritenuto che la Commissione tributaria regionale dell'Abruzzo (Ctr) ha rigettato l'appello dell'Amministrazione finanziaria contro la sentenza della Commissione tributaria provinciale, che aveva accolto il ricorso della contribuente in relazione a un avviso di accertamento con il quale, per il periodo di imposta 200, venivano [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 4 giugno 2015, n. C-543/13 – L’art. 27 del regolamento (Cee) n. 1408/71 prevede che la pensione di un beneficiario, in un contesto come quello oggetto del procedimento principale, deve essere considerata come dovuta a far data dall’inizio del periodo per il quale tale pensione è stata effettivamente versata a detto interessato

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 4 giugno 2015, n. C-543/13 LAVORO - NOZIONE DI “PENSIONI O DI RENDITE DOVUTE SECONDO LE LEGISLAZIONI DI DUE O PIù STATI MEMBRI” - PRESTAZIONI IN NATURA - IMPOSSIBILITA' DI AFFILIARSI RETROATTIVAMENTE A UN’ASSICURAZIONE MALATTIA OBBLIGATORIA - INTERRUZIONE DELLA COPERTURA DEL RISCHIO DI MALATTIA DA PARTE DI DETTA ASSICURAZIONE 1        La domanda di pronuncia [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 9 luglio 2015, n. C-229/14 – L’articolo 1, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 98/59/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998 prevede in materia di licenziamenti collettivi, deve essere interpretato nel senso che osta ad una normativa o ad una prassi nazionale che non includa, nel calcolo del numero dei lavoratori occupati previsto dalla disposizione stessa, un membro della direzione di una società di capitali

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 9 luglio 2015, n. C-229/14 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - LICENZIAMENTI COLLETTIVI - NOZIONE DI “LAVORATORE” - MEMBRO DELLA DIREZIONE DI UNA SOCIETA' DI CAPITALI – PERSONA SVOLGENTE ATTIVITA' LAVORATIVA NELL’AMBITO DI UN PROGRAMMA DI FORMAZIONE E DI REINSERIMENTO PROFESSIONALE  La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 1, paragrafo 1, [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 9 luglio 2015, n. C-177/14 – La nozione di “lavoratore a tempo determinato” ex clausola 3, punto 1, dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla direttiva 1999/70/Ce (accordo quadro CeS, UNICE e CeeP) deve essere interpretata nel senso che si applica a un lavoratore quale la ricorrente nel procedimento principale

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 9 luglio 2015, n. C-177/14 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - ACCORDO QUADRO CES, UNICE E CEEP SUL LAVORO A TEMPO DETERMINATO - PRINCIPIO DI NON DISCRIMINAZIONE - PERSONALE “EVENTUAL” - RIFIUTO DI ACCORDARE UNA MAGGIORAZIONE CORRISPONDENTE ALLO SCATTO TRIENNALE DI ANZIANITA' - RAGIONI OGGETTIVE La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 9 luglio 2015, n. C-153/14 – L’art. 7 §. 2 I comma direttiva 2003/86/Ce consente agli stati membri possono esigere dai cittadini di paesi terzi il superamento di un esame di integrazione civica, come quello di cui ai procedimenti principali, comprendente la valutazione della conoscenza elementare sia della lingua che della società del paese ospitante e comportante il pagamento di diverse spese

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 9 luglio 2015, n. C-153/14 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE - MISURE DI INTEGRAZIONE - NORMATIVA NAZIONALE CHE IMPONE AI FAMILIARI DI UN CITTADINO DI UN PAESE TERZO CHE SOGGIORNA LEGALMENTE NELLO STATO MEMBRO INTERESSATO L’OBBLIGO DI SUPERARE UN ESAME DI INTEGRAZIONE CIVICA PER POTER ENTRARE SUL TERRITORIO [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 16 luglio 2015, n. C-222/14 – Le disposizioni delle Direttive n. 96/34/CE e n. 2006/54/CE devono essere interpretate nel senso che ostano a una normativa nazionale che neghi il diritto al congedo parentale a un dipendente pubblico quando la moglie non lavori o non eserciti alcuna professione, a meno che la stessa, a causa di grave malattia o disabilità, venga considerata non in grado di provvedere all’educazione di un bambino

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 16 luglio 2015, n. C-222/14 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - ACCORDO QUADRO SUL CONGEDO PARENTALE - CLAUSOLA 2, PUNTO 1 - DIRITTO INDIVIDUALE AL CONGEDO PARENTALE PER LA NASCITA DI UN BAMBINO - NORMATIVA NAZIONALE CHE PRIVA DEL DIRITTO A UN TALE CONGEDO IL DIPENDENTE PUBBLICO LA CUI [...]

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