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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

La disciplina della concorrenza sleale è applicabile a prescindere dai canali di vendita

La Corte di Cassazione, sezione I, con l'ordinanza n. 626 depositata il 10 gennaio 2025, intervenendo in tema di concorrenza sleale verticale ed applicabilità ai negozi online, ha statuito i seguenti principi secondo cui " La comunanza di clientela, quale presupposto della concorrenza sleale, non dipende dall’identità soggettiva degli acquirenti, bensì dalla possibilità di soddisfare lo stesso bisogno di mercato attraverso prodotti analoghi, anche se distribuiti su canali differenti. L’illecito concorrenziale, ex articolo 2598 del Codice Civile, non richiede la prova di un pregiudizio economico attuale: è sufficiente dimostrarne la potenzialità lesiva o il rischio di un danno futuro. " Per gli Ermellini «Una differenziazione dei mercati basata sulla rigida diversificazione dei sistemi di commercializzazione appara priva di ragionevole fondamento giustificativo anche in quanto trascura di considerare la naturale osmosi esistente tra le forme attraverso cui si [...]

La presunzione giurisdizionale dell’attribuzione ai soci degli utili extracontabili nelle società a ristretta base sociale

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, anche dopo l'introduzione del comma 5-bis dell'art. 7 del codice di procedura tributaria (d.lgs. n. 546 del 1992) ha continuato a ritenere applicabile la presunzione di attribuzione ai soci degli utili extracontabili. La Suprema Corte (Cass., sez. V, ordinanza n. 2464 del 2025) ha continuato a dare seguito all'orientamento maggioritario di legittimità secondo cui "...premesso che l'accertamento a carico della società in ordine ai ricavi non contabilizzati (nella specie, la definitività della pretesa tributaria nei confronti della società partecipata deriva dalla mancata impugnazione degli avvisi emessi nei confronti di quest'ultima da parte della stessa) è il presupposto necessario per l'accertamento a carico dei soci in ordine ai dividendi giacché, in mancanza, non sussiste la prova dello stesso fatto costitutivo della pretesa tributaria (Cass., Sez. 5, 26 novembre 2014, n. [...]

Legittimo il licenziamento per abusivo accesso ai conti correnti di varie persone tramite il programma informatico aziendale senza ragioni di servizio in quanto tale comportamento configura una grave violazione dell’obbligo di fedeltà e riservatezza

Legittimo il licenziamento per abusivo accesso ai conti correnti di varie persone tramite il programma informatico aziendale senza ragioni di servizio in quanto tale comportamento configura una grave violazione dell'obbligo di fedeltà e riservatezza

La validità della cartella di pagamento ed il ruolo se viene riportato solo l’indicazione dell’avviso di accertamento senza indicazione della notifica

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 32904 depositata il 17 dicembre 2024, intervenendo in tema di riscossione e validità della cartella di pagamento e del ruolo ha riaffermato il principio secondo cui "in tema di riscossione delle imposte sul reddito, per la validità del ruolo e della cartella esattoriale, ex art. 25 del d.P.R. n. 602 del 1973, non è, in astratto, nemmeno indispensabile l'indicazione degli estremi identificativi o della data di notifica dell'accertamento precedentemente emesso nei confronti del contribuente ed al quale la riscossione faccia riferimento, essendo, al contrario, sufficiente l'indicazione di circostanze univoche ai fini dell'individuazione di quell'atto, così che resti soddisfatta l'esigenza del contribuente di controllare la legittimità della procedura di riscossione promossa nei suoi confronti (Cass. n. 1111 del 2018; Cass. n. 25343 del 2018)." Per i giudici [...]

Processo tributario: efficacia per le sole sanzioni tributarie dell’art. 21-bis del d.lgs. n. 74/2000 delle sentenza penale dibattimentale di assoluzione perché il fatto non sussiste o per non avere commesso il fatto

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 3800 depositata il 14 febbraio 2025, intervenendo in tema di efficacia ed applicabilità dell'art. 21-bis, ha affermato il principio di diritto secondo cui "L’art. 21-bis d.lgs. n. 74 del 2000, introdotto con l’art. 1, d.lgs. n. 87 del 2024, poi recepito nell’art. 119 T.U. della giustizia tributaria, in base al quale la sentenza penale dibattimentale di assoluzione, con le formule perché il fatto non sussiste o per non aver commesso il fatto, ha, nel processo tributario, efficacia di giudicato quanto ai fatti materiali, si riferisce, alla luce di una interpretazione letterale, sistematica, costituzionalmente orientata e in conformità ai principi unionali, esclusivamente alle sanzioni tributarie e non all’accertamento dell’imposta, rispetto alla quale la sentenza penale assolutoria ha rilievo come elemento di prova, oggetto di autonoma valutazione [...]

Qualora il trasferimento della sede di una società è fittizio, ai fini fiscali e fallimentari, la società deve ritenersi avente sede in Italia dove sia imputabile il centro effettivo degli affari

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 1075 depositata il 16 gennaio 2025, intervenendo in tema di trasferimento fittizio della sede della società, ha precisato che qualora il trasferimento della sede di una società è fittizio, ai fini fiscali e fallimentari, la società deve ritenersi avente sede in Italia dove sia imputabile il centro effettivo degli affari. Inoltre ha ribadito che qualora il trasferimento fittizio avvenga in presenza di situazione debitoria persistente in assenza di adeguata prova della effettività del trasferimento, questo deve intendersi fittizio, permanendo la giurisdizione del giudice italiano qualora nella nuova sede non sia effettivamente esercitata attività economica e, soprattutto, non sia stato spostato il centro dell’attività direttiva, amministrativa e organizzativa dell’impresa. Per cui nei casi di trasferimenti fittizi della sede, ai fini fiscali la competenza e dell'ufficio dell'Agenzia delle entrate dove [...]

Il reato di indebita compensazione, per crediti inesistenti, si configura in mancanza del presupposto costitutivo

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 1757 depositata il 15 gennaio 2025, intervenendo in tema del reato per indebita compensazione di cui all'art. 10 quater comma 2 del d.lgs. n. 74/2000, ha ribadito il principio, valido anche a seguito delle modifiche introdotte dal d.lgs. n. 87/2024, secondo cui "per poter qualificare un credito come inesistente è necessario che lo stesso sia ancorato ad una situazione non reale o non vera, ossia priva di elementi giustificativi fenomenicamente apprezzabili, se non anche con connotazioni di fraudolenza" (Sez. 3, n. 45558 del 16/11/2022, Poste Italiane, Rv. 284054 - 01 in motivazione)." I giudici di legittimità evidenziano che  "La qualificazione in termini di inesistenza dei crediti opposti in compensazione non trova neppure ostacolo nella previsione dell'art. 1 comma 1 lett. g quater d.lgs. 74/2000, introdotto dal [...]

In tema di dequalificazione professionale, è risarcibile il danno non patrimoniale ogni qual volta si verifichi una grave violazione dei diritti del lavoratore, che costituiscono oggetto di tutela costituzionale

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 3400 depositata il 10 febbraio 2025, intervenendo in tema di demansionamento e relativa quantificazione del danno, ha ribadito il principio secondo cui "In tema di dequalificazione professionale, è risarcibile il danno non patrimoniale ogni qual volta si verifichi una grave violazione dei diritti del lavoratore, che costituiscono oggetto di tutela costituzionale, da accertarsi in base alla persistenza del comportamento lesivo, alla durata e alla reiterazione delle situazioni di disagio professionale e personale, all'inerzia del datore di lavoro rispetto alle istanze del prestatore di lavòro, anche a prescindere da uno specifico intento di declassarlo o svilirne i compiti. La relativa prova spetta al lavoratore, il quale tuttavia non deve necessariamente fornirla per testimoni, potendo anche allegare elementi indiziari gravi, precisi e concordanti, quali, ad esempio, la qualità [...]

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