CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 22 ottobre 2015, n. C-277/14 – Le disposizioni della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari devono essere interpretate nel senso che esse ostano a una normativa nazionale, quale quella di cui al procedimento principale, che neghi a un soggetto passivo il diritto di detrarre l’imposta del valore aggiunto dovuta o assolta per beni che gli sono stati ceduti sulla base dei rilievi che la fattura è stata emessa da un soggetto che deve essere considerato

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 22 ottobre 2015, n. C-277/14 RINVIO PREGIUDIZIALE – FISCALITA' – IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO – SESTA DIRETTIVA – DIRITTO ALLA DETRAZIONE – DINIEGO – VENDITA EFFETTUATA DA UN SOGGETTO CONSIDERATO INESISTENTE Sentenza 1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 11 novembre 2015, n. C-422 – La direttiva 98/59 deve essere interpretata nel senso che il fatto che un datore di lavoro proceda, unilateralmente e a svantaggio del lavoratore, ad una modifica sostanziale degli elementi essenziali del contratto di lavoro per ragioni non inerenti alla persona del lavoratore stesso rientra nella nozione di «licenziamento» di cui all’articolo 1, paragrafo 1, primo comma, lettera a), della medesima direttiva

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 11 novembre 2015, n. C-422 LAVORO - POLITICA SOCIALE - LICENZIAMENTI COLLETTIVI  - NOZIONE DI “LAVORATORI ABITUALMENTE IMPIEGATI” NELLO STABILIMENTO INTERESSATO - NOZIONI DI “LICENZIAMENTO” E DI “CESSAZIONI DI CONTRATTI DI LAVORO ASSIMILABILI A UN LICENZIAMENTO” - MODALITA' DI CALCOLO DEL NUMERO DI LAVORATORI LICENZIATI 1  La domanda di pronuncia pregiudiziale verte [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 11 novembre 2015, n. C-219 – La clausola 4, punto 2, dell’accordo quadro e l’articolo 7 della direttiva 2003/88 devono essere interpretati nel senso che il calcolo delle ferie annuali retribuite spettanti al lavoratore dev’essere effettuato secondo gli stessi principi, indipendentemente dal fatto che si tratti di determinare l’indennità sostitutiva delle ferie annuali retribuite non godute dovuta nel caso in cui si ponga fine al rapporto di lavoro oppure di determinare il saldo delle ferie annuali retribuite in caso di mantenimento del rapporto di lavoro

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 11 novembre 2015, n. C-219 LAVORO - POLITICA SOCIALE - ACCORDO QUADRO SUL LAVORO A TEMPO PARZIALE - ORGANIZZAZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO - DIRITTO ALLE FERIE ANNUALI RETRIBUITE - CALCOLO DELLE FERIE SPETTANTI IN CASO DI AUMENTO DELL’ORARIO DI LAVORO - INTERPRETAZIONE DEL PRINCIPIO "PRO RATA TEMPORIS” 1. La [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 17 novembre 2015, n. C-137/15 – La CGCE ha dichiarato che l’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 79/7/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1978, relativa alla graduale attuazione del principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne in materia di sicurezza sociale, non osta ad una disposizione nazionale (nel caso di specie la Spagna) ai sensi della quale, per calcolare l’importo delle indennità di disoccupazione totale che un lavoratore subordinato deve percepire in seguito alla perdita del suo unico impiego a tempo parziale

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 17 novembre 2015, n. C-137/15 LAVORO - PARITA' DI TRATTAMENTO TRA LAVORATORI E LAVORATRICI  - LAVORATORI A TEMPO PARZIALE, ESSENZIALMENTE DI SESSO FEMMINILE - NORMATIVA NAZIONALE CHE PREVEDE UN IMPORTO MASSIMO DELL’INDENNITA' DI DISOCCUPAZIONE - NORMATIVA CHE RICORRE, PER IL CALCOLO DI TALE IMPORTO, AL RAPPORTO TRA L’ORARIO DI LAVORO DEI [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 19 novembre 2015, n. C-241/14 – I principi di non discriminazione e della parità di trattamento, enunciati all’art. 2 dell’accordo bilaterale tra l’UE, i suoi stati membri e la Svizzera sulla libera circolazione delle persone, firmato a Lussemburgo il 21/6/99 e l’art. 9 del suo allegato I devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a una convenzione bilaterale volta a prevenire la doppia imposizione

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 19 novembre 2015, n. C-241/14 LAVORO - ACCORDO TRA LA COMUNITA' EUROPEA ED I SUOI STATI MEMBRI, DA UNA PARTE, E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA, DALL’ALTRA, SULLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE - RELAZIONE TRA TALE ACCORDO E LE CONVENZIONI BILATERALI VOLTE A PREVENIRE LA DOPPIA IMPOSIZIONE - PARITA' DI TRATTAMENTO - DISCRIMINAZIONE FONDATA SULLA [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 26 novembre 2015, n. C-509/14 – l’articolo 1, paragrafo 1, della direttiva 2001/23/CE del Consiglio, del 12 marzo 2001, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti, deve essere interpretato nel senso che rientra nell’ambito di applicazione di tale direttiva una situazione in cui un’impresa pubblica, incaricata di esercitare un’attività economica di movimentazione di unità di trasporto intermodale, affidi, con un contratto di gestione di servizi pubblici, la gestione di tale attività a un’altra impresa

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 26 novembre 2015, n. C-509/14 LAVORO - TRASFERIMENTI D’IMPRESE - MANTENIMENTO DEI DIRITTI DEI LAVORATORI - OBBLIGO DI RIASSUNZIONE DEI LAVORATORI DA PARTE DEL CESSIONARIO - IMPRESA PUBBLICA INCARICATA DI PRESTARE UN SERVIZIO PUBBLICO - FORNITURA DEL SERVIZIO DA PARTE DI UN’ALTRA IMPRESA IN FORZA DI UN CONTRATTO DI GESTIONE DI SERVIZI PUBBLICI - DECISIONE [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 11 dicembre 2014, n. C-249/13 – Il diritto di essere ascoltato in qualsiasi procedimento, quale applicabile nell’ambito della direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, e, segnatamente, dell’articolo 6 di questa, deve essere interpretato nel senso che esso include, per un cittadino di un paese terzo il cui soggiorno sia irregolare, il diritto di manifestare, prima dell’adozione di una decisione di rimpatrio che lo riguarda, il proprio punto di vista sulla regolarità del suo soggiorno, sull’eventuale applicabilità degli articoli 5 e 6, paragrafi da 2 a 5, di detta direttiva nonché sulle modalità del suo rimpatrio

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 11 dicembre 2014, n. C-249/13 LAVORO - EXTRACOMUNITARIO - VISTI, ASILO, IMMIGRAZIONE ED ALTRE POLITICHE LEGATE ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE - RIMPATRIO - CITTADINI DI UN PAESE TERZO - SOGGIORNO IRREGOLARE Sentenza 1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull'interpretazione dell'articolo 6 della direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 3 dicembre 2014, n. C-315/13 – Gli articoli 56 e 57 del Trattato sul Funzionamento dell’UE devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a una normativa di uno Stato membro (nel caso di specie Belgio), in forza della quale il destinatario di servizi realizzati dai lavoratori dipendenti distaccati di un prestatore di servizi stabilito in un altro Stato membro è tenuto a dichiarare alle autorità competenti, prima dell’inizio dell’impiego di tali lavoratori, i dati identificativi di questi ultimi

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 3 dicembre 2014, n. C-315/13 LAVORO - LIBERA PRESTAZIONE DEI SERVIZI - LAVORATORI DIPENDENTI O TIROCINANTI DISTACCATI - STATO MEMBRO OSPITANTE - SANZIONE PENALE Sentenza 1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull'interpretazione degli articoli 56 TFUE e 57 TFUE, dell'articolo 3, paragrafi 1 e 10, della direttiva 96/71/CE del [...]

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