lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 dicembre 2018, n. 31342 – Il rapporto a tempo parziale si trasforma in rapporto a tempo pieno per fatti concludenti, in relazione alla prestazione lavorativa resa, costantemente, secondo l’orario normale, o addirittura con orario superiore

"Il rapporto a tempo parziale si trasforma in rapporto a tempo pieno per fatti concludenti, in relazione alla prestazione lavorativa resa, costantemente, secondo l'orario normale, o addirittura con orario superiore. Il comportamento negoziale concludente, nel senso di modificare stabilmente l'orario di lavoro, è conseguente all'accertamento che la prestazione eccedente quella inizialmente concordata - resa in modo continuativo secondo modalità orarie proprie del lavoro a tempo pieno, o addirittura con il superamento dell'orario normale - non risponda ad alcuna specifica esigenza di organizzazione del servizio, idonea a giustificare, secondo le previsioni della contrattazione collettiva, l'assegnazione di ore ulteriori rispetto a quelle negozialmente pattuite... La libertà del lavoratore di rifiutare la prestazione oltre l'orario dei part-time è ininfluente, posto che, come rilevato dalla Corte di merito, l'effettuazione, in concreto, delle prestazioni richieste, con la continuità risultante dalle buste paga, ha evidenziato l'accettazione della nuova regolamentazione, con ogni conseguente effetto obbligatorio, risultandone una modifica non accessoria dei contenuti del sinallagma negoziale"

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 dicembre 2018, n. 31153 – La singolarità dei contratti di somministrazione e la inesistenza di un unico continuativo rapporto di lavoro (che solo ex post, a seguito dell’eventuale accertamento della illegittimità del termine apposto e della ragione dell’assunzione , potrà determinarsi), evidenzia la necessaria conseguenza che a ciascuno di essi si applichino le regole inerenti la loro impugnabilità

La singolarità dei contratti e la inesistenza di un unico continuativo rapporto di lavoro (che solo ex post, a seguito dell'eventuale accertamento della illegittimità del termine apposto e della ragione dell'assunzione , potrà determinarsi), evidenzia la necessaria conseguenza che a ciascuno di essi si applichino le regole inerenti la loro impugnabilità

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 novembre 2018, n. 31089 – Nell’ambito del contratto di somministrazione possono ritenersi ascrivibili alle ragioni di cui all’art. 20, comma 4, del d.lgs. n. 276 del 2003, le “punte di intensa attività” non fronteggiabili con il ricorso al normale organico, ed anche il semplice riferimento alle stesse è stato considerato “valido requisito formale del relativo contratto, ai sensi dell’art. 21, comma 1, lett. c”

nell'ambito del contratto di somministrazione possono ritenersi ascrivibili alle ragioni di cui all’art. 20, comma 4, del d.lgs. n. 276 del 2003, le "punte di intensa attività" non fronteggiabili con il ricorso al normale organico, ed anche il semplice riferimento alle stesse è stato considerato "valido requisito formale del relativo contratto, ai sensi dell’art. 21, comma 1, lett. c"

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 novembre 2018, n. 31084 – Compenso per il lavoro prestato di domenica, oltre il sesto giorno continuativo – Maggiorazione per il lavoro domenicale e riposo compensativo

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 30 novembre 2018, n. 31084 Compenso per il lavoro prestato di domenica, oltre il sesto giorno continuativo - Maggiorazione per il lavoro domenicale e riposo compensativo - Contrattazione collettiva - Interpretazione Rilevato 1. che la Corte d'appello di Milano, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha condannato B. [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 novembre 2018, n. 31082 – Clausole contrattuali collettive che prevedono il computo scatti di anzianità nel periodo di formazione e lavoro

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 30 novembre 2018, n. 31082 Clausole contrattuali collettive - Computo scatti di anzianità - Periodo di formazione e lavoro - Differenze retributive - Prescrizione Rilevato che 1. il Tribunale di Ancona, con distinte sentenze, aveva condannato la s.p.a. R.F.I. e la s.p.a. R.F.I. a pagare le differenze retributive richieste dagli [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 novembre 2018, n. 30905 – In tema di apposizione del termine al contratto di lavoro, il legislatore ha imposto, un onere di specificazione delle ragioni giustificatrici “di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo” del termine finale, che debbono essere sufficientemente particolareggiate così da rendere possibile la conoscenza della loro effettiva portata e il relativo controllo di effettività

In tema di apposizione del termine al contratto di lavoro, il legislatore ha imposto, un onere di specificazione delle ragioni giustificatrici "di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo" del termine finale, che debbono essere sufficientemente particolareggiate così da rendere possibile la conoscenza della loro effettiva portata e il relativo controllo di effettività

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 novembre 2018, n. 31081 – Nei contratti a tempo determinato la genericità della causale giustificativa comporta l’illegittimità del termine apposto

la specificità della ragione giustificatrice del termine sussiste quando gli elementi indicati nel contratto di lavoro consentono di identificare e di rendere verificabile la esigenza aziendale che legittima la previsione della clausola; accessoria, senza imporre al datore di lavoro l'onere di formalizzare la temporaneità dell'esigenza posta a giustificazione dell'assunzione

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