SANZIONI DISCIPLINARI

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 febbraio 2019, n. 3896 – Il potere di infliggere sanzioni disciplinari e di proporzionare la gravità dell’illecito accertato rientra nel potere di organizzazione dell’impresa quale esercizio della libertà di iniziativa economica di cui all’art. 41 Cost., onde è riservato esclusivamente al titolare di esso

Solo nel caso in cui l'imprenditore abbia superato il massimo edittale e la riduzione consista, perciò, soltanto in una riconduzione a tale limite, ovvero nel caso in cui sia lo stesso datore di lavoro, costituendosi nel giudizio di annullamento della sanzione, a chiederne la riduzione, è consentito al giudice, in accoglimento della domanda del lavoratore, applicare una sanzione minore poiché in tal modo non è sottratta autonomia all'imprenditore e si realizza l'economia di un nuovo ed eventuale giudizio valutativo, avente ad oggetto la sanzione medesima

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 05 febbraio 2019, n. 3316 – Proporzionalità della sanzione disciplinare della sospensione dal servizio e dalla retribuzione CCNL per il personale addetto a servizi di polizia

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 05 febbraio 2019, n. 3316 Rapporto di lavoro - Personale addetto a servizi di polizia - Sospensione dal servizio e dalla retribuzione - Sanzione disciplinare - Proporzionalità Rilevato 1. all'esito del procedimento disciplinare il Comune di Fano aveva comminato a L.C., agente di polizia municipale, la sanzione disciplinare della sospensione [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 18 dicembre 2018, n. 32700 – Difetta di specificità del ricorso – Per la configurabilità del mobbing lavorativo, l’elemento qualificante che deve essere provato da chi assume di avere subito la condotta vessatoria, va ricercato nell’intento persecutorio che unifica i singoli atti

ai fini della configurabilità del mobbing lavorativo, l'elemento qualificante che deve essere provato da chi assume di avere subito la condotta vessatoria, va ricercato non nella illegittimità dei singoli atti bensì nell'intento persecutorio che li unifica, di modo che la legittimità dei provvedimenti può rilevare indirettamente perché, in difetto di elementi probatori di segno contrario, sintomatica dell'assenza dell'elemento soggettivo che deve sorreggere la condotta, unitariamente considerata

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 17 dicembre 2018, n. 32607 – In tema di procedimento disciplinare, il termine per la contestazione della mancanza è volto a garantire la tempestività dell’esercizio del potere, in funzione della necessaria tutela del diritto di difesa del lavoratore ed in considerazione del principio del legittimo affidamento sulla irrilevanza disciplinare della condotta

in tema di procedimento disciplinare, il termine per la contestazione della mancanza è volto a garantire la tempestività dell'esercizio del potere, in funzione della necessaria tutela del diritto di difesa del lavoratore ed in considerazione del principio del legittimo affidamento sulla irrilevanza disciplinare della condotta

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 dicembre 2018, n. 32491 – Ai fini della decorrenza del termine perentorio previsto per la conclusione del procedimento disciplinare dall’acquisizione della notizia dell’infrazione ex art. 55-bis, quarto comma, del d.lgs. n. 165 del 2001 assume rilievo esclusivamente il momento in cui tale acquisizione, da parte dell’ufficio competente regolarmente investito del procedimento, riguardi una “notizia di infrazione” di contenuto tale da consentire allo stesso di dare, in modo corretto, l’avvio al procedimento disciplinare

ai fini della decorrenza del termine perentorio previsto per la conclusione del procedimento disciplinare dall'acquisizione della notizia dell'infrazione ex art. 55-bis, quarto comma, del d.lgs. n. 165 del 2001, in conformità con il principio del giusto procedimento, come inteso dalla Corte cost. con sentenza n. 310 del 5 novembre 2010, assume rilievo esclusivamente il momento in cui tale acquisizione, da parte dell'ufficio competente regolarmente investito del procedimento, riguardi una "notizia di infrazione" di contenuto tale da consentire allo stesso di dare, in modo corretto, l'avvio al procedimento disciplinare

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 dicembre 2018, n. 31482 – In tema di procedimento disciplinare nel rapporto di pubblico impiego contrattualizzato ai fini della decadenza dall’azione disciplinare occorre avere riguardo alla data in cui l’amministrazione datrice di lavoro esprime la propria valutazione in ordine alla rilevanza e consistenza disciplinare della notizia dei fatti rilevanti disciplinarmente e la consolida nell’atto di contestazione

In tema di procedimento disciplinare nel rapporto di pubblico impiego contrattualizzato ai fini della decadenza dall'azione disciplinare occorre avere riguardo alla data in cui l'amministrazione datrice di lavoro esprime la propria valutazione in ordine alla rilevanza e consistenza disciplinare della notizia dei fatti rilevanti disciplinarmente e la consolida nell'atto di contestazione

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 30 novembre 2018, n. 31085 – Per il periodo antecedente l’entrata in vigore il d.lgs. n. 150 del 2009 ai procedimenti disciplinari dei docenti della scuola pubblica si applicano le disposizioni di cui agli artt. da 100 a 123 del d.P.R. n. 3 del 1957

"per il periodo antecedente l'entrata in vigore il d.lgs. n. 150 del 2009 ai procedimenti disciplinari dei docenti della scuola pubblica si applicano le disposizioni di cui agli artt. da 100 a 123 del d.P.R. n. 3 del 1957. Infatti, l'art. 55, comma 10, del d.lgs. n. 165 del 2001 prevede per i procedimenti disciplinari di tale categoria di personale un regime particolare, diverso rispetto a quello stabilito per la generalità dei dipendenti di cui all'art. 2, comma 2, dello stesso d.lgs. n. 165, basato sull'inapplicabilità delle norme del TU n. 3 del 1957, con la decorrenza stabilita dall'art. 72, comma 4, dello stesso d.lgs. Tale particolare disciplina, attraverso il rinvio all'art. 507 del d.lgs. n. 297 del 1994, richiama gli artt. da 100 a 123 del d.P.R. n. 3 del 1957, cui fa riferimento l'art. 507 medesimo, al quale fanno rinvio anche tutti i CCNL del Comparto Scuola nel periodo considerato, a partire da quello per il quadriennio 1994-1997. Ne consegue che, nel periodo indicato, continua a trovare applicazione l'art. 120 del d.P.R. n. 3 del 1957, secondo cui il procedimento disciplinare si estingue quando siano decorsi novanta giorni dall'ultimo atto «senza che nessun ulteriore atto sia stato compiuto»"

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 12 novembre 2018, n. 28923 – Sanzione disciplinare del rimprovero scritto al dipendente INPS – Richiesta di accesso agli atti per conoscere i requisiti e il percorso professionale della propria dirigente

i dati tratti dai siti internet istituzionali degli enti pubblici - se non comportano, come accade nella specie, l'apertura di un nuovo fronte d'indagine - hanno soltanto una funzione rafforzativa delle prove raccolte e sono da considerare appartenenti al processo in base al principio di acquisizione probatoria. Essi pertanto, non possono essere considerati documenti nuovi in senso tecnico, tanto più che, in conformità con il principio del giusto processo, di cui all'art. 111 Cost., va riconosciuto al giudice il potere di ricavare d'ufficio elementi utili di giudizio, attraverso fonti di conoscenza di carattere ufficiale, quali i siti internet istituzionali degli enti pubblici

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