Archivi annuali: 2018

MINISTERO INTERNO – Decreto ministeriale 17 agosto 2018 – Modalità tecniche di funzionamento del Sistema Informativo e di trasferimento dei dati del codice di prenotazione (PNR)

MINISTERO INTERNO - Decreto ministeriale 17 agosto 2018 Modalità tecniche di funzionamento del Sistema Informativo e di trasferimento dei dati del codice di prenotazione (PNR) Art. 1 (N.C.) Oggetto e ambito di applicazione 1. Il presente decreto disciplina le modalità tecniche di funzionamento del Sistema Informativo, istituito presso il Ministero dell'interno - Dipartimento della Pubblica [...]

MINISTERO INFRASTRUTTURE E TRASPORTI – Decreto ministeriale 24 settembre 2018, n. 112 – Approvazione delle linee guida per la formazione iniziale e l’aggiornamento professionale dei piloti dei porti

MINISTERO INFRASTRUTTURE E TRASPORTI - Decreto ministeriale 24 settembre 2018, n. 112 Approvazione delle linee guida per la formazione iniziale e l'aggiornamento professionale dei piloti dei porti Art. 1 Scopo Fermo restando le disposizioni sul servizio di pilotaggio contenute nel codice della navigazione e nel relativo regolamento per l'esecuzione, con il presente decreto e relative [...]

DECRETO LEGISLATIVO 12 settembre 2018, n. 116 – Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 90, in materia di completamento della riforma della struttura del bilancio dello Stato, in attuazione dell’articolo 40, comma 1, della legge 31 dicembre 2009, n. 196

DECRETO LEGISLATIVO 12 settembre 2018, n. 116 Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 90, in materia di completamento della riforma della struttura del bilancio dello Stato, in attuazione dell'articolo 40, comma 1, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 Art. 1 Revisione delle missioni, dei programmi e della struttura del [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 08 ottobre 2018, n. 24754 – L’indennità ex art. 32 legge n. 183/2010 si applica ogniqualvolta ricorra la conversione in contratto a tempo indeterminato, e, quindi, anche nel caso di condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno subito dal lavoratore a causa dell’illegittimità di un contratto per prestazioni di lavoro temporaneo a tempo determinato

l'indennità ex art. 32 legge n. 183/2010 si applica ogniqualvolta ricorra la conversione in contratto a tempo indeterminato, e, quindi, anche nel caso di condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno subito dal lavoratore a causa dell'illegittimità di un contratto per prestazioni di lavoro temporaneo a tempo determinato, osservando altresì che tale conclusione non si pone in contrasto con la sentenza della CGUE dell'11 aprile 2013 in Causa C-290/2012, che ha escluso che la Direttiva 1999/70/CE, di recepimento dell’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, si applichi anche al contratto a tempo determinato che si accompagni ad uno interinale, poiché tale inapplicabilità, secondo la sentenza cit., deriva solo dal tenore del preambolo dell'accordo e dall'esistenza di altra più specifica regolamentazione di quella fattispecie contrattuale, e non già da una sua ritenuta incompatibilità ontologica con un puro e semplice contratto a tempo determinato

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 08 ottobre 2018, n. 24744 – Accertamento del rapporto di lavoro subordinato e violazione del termine annuale di cui all’art. 327 1 comma c.p.c.

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 08 ottobre 2018, n. 24744 Rapporto di lavoro subordinato - Accertamento - Assoggettamento ad un orario fisso continuativo - Differenze retributive Svolgimento del processo Con sentenza n. 6816 del 2012 la corte d'Appello di Roma ha respinto l'appello di P. ed E.I. avverso la sentenza del tribunale della stessa città [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 ottobre 2018, n. 24850 – In sede di impugnazione di un provvedimento aziendale di sospensione per messa in Cassa integrazione, effettuato a norma della legge n. 223 del 1991, ove venga contestata, da parte del lavoratore, la mancata osservanza dei criteri di scelta dei lavoratori da porre in mobilità, grava sul datore di lavoro l’onere di indicare e provare le circostanze di fatto poste a base dell’applicazione dei suddetti criteri

in sede di impugnazione di un provvedimento aziendale di sospensione per messa in Cassa integrazione, effettuato a norma della legge n. 223 del 1991, ove venga contestata, da parte del lavoratore, la mancata osservanza dei criteri di scelta dei lavoratori da porre in mobilità, grava sul datore di lavoro l'onere di indicare e provare le circostanze di fatto poste a base dell'applicazione dei suddetti criteri

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 08 ottobre 2018, n. 24762 – Demansionamento e perdita di chance – Il ricorso per cassazione – per il principio di autosufficienza – deve contenere in sé tutti gli elementi necessari a costituire le ragioni per cui si chiede la cassazione della sentenza di merito

il ricorso per cassazione - per il principio di autosufficienza - deve contenere in sé tutti gli elementi necessari a costituire le ragioni per cui si chiede la cassazione della sentenza di merito e, altresì, a permettere la valutazione della fondatezza di tali ragioni, senza la necessità di far rinvio ed accedere a fonti esterne allo stesso ricorso, quindi, ad elementi o atti concernenti il pregresso giudizio di merito, sicché il ricorrente ha l'onere di indicarne specificamente, a pena di inammissibilità, oltre al luogo in cui ne è avvenuta la produzione, gli atti processuali ed i documenti su cui il ricorso è fondato mediante la riproduzione diretta del contenuto che sorregge la censura oppure attraverso la riproduzione indiretta di esso con specificazione della parte del documento cui corrisponde l'indiretta riproduzione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 02 ottobre 2018, n. 23878 – La giusta causa di licenziamento deve rivestire il carattere di grave negazione degli elementi essenziali del rapporto di lavoro e, in particolare, dell’elemento fiduciario

la giusta causa di licenziamento deve rivestire il carattere di grave negazione degli elementi essenziali del rapporto di lavoro e, in particolare, dell'elemento fiduciario, dovendo il giudice valutare, da un lato, la gravità dei fatti addebitati al lavoratore, in relazione alla portata oggettiva e soggettiva dei medesimi, alle circostanze nelle quali sono stati commessi e all'intensità del profilo intenzionale, dall'altro, la proporzionalità fra tali fatti e la sanzione inflitta, per stabilire se la lesione dell'elemento fiduciario, su cui si basa la collaborazione del prestatore di lavoro, sia tale, in concreto, da giustificare la massima sanzione disciplinare; quale evento "che non consente la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto", la giusta causa di licenziamento integra una clausola generale, che richiede di essere concretizzata dall'interprete tramite valorizzazione dei fattori esterni relativi alla coscienza generale e dei principi tacitamente richiamati dalla norma, quindi mediante specificazioni che hanno natura giuridica e la cui disapplicazione è deducibile in sede di legittimità come violazione di legge, mentre l'accertamento della ricorrenza concreta degli elementi del parametro normativo si pone sul diverso piano del giudizio di fatto, demandato al giudice di merito e incensurabile in cassazione se privo di errori logici e giuridici

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