Archivi annuali: 2019

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 12 novembre 2019, n. 29292 – Esula dai poteri riconosciuti dalla normativa vigente la possibilità delle Casse di emanare un contributo di solidarietà in quanto esso, al di là del suo nome, non può essere ricondotto ad un “criterio di determinazione del trattamento pensionistico”, ma costituisce un prelievo che può essere introdotto solo dal legislatore

Esula dai poteri riconosciuti dalla normativa vigente la possibilità delle Casse di emanare un contributo di solidarietà in quanto esso, al di là del suo nome, non può essere ricondotto ad un "criterio di determinazione del trattamento pensionistico", ma costituisce un prelievo che può essere introdotto solo dal legislatore

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 12 novembre 2019, n. 29291 – Il sindacato di legittimità, che può spiegarsi sulla interpretazione di ogni atto negoziale, riguarda i vizi della motivazione della sentenza impugnata, ai sensi dell’art. 360 co. 1 n. 5 cpc, nella versione ratione termporis applicabile, ovvero la violazione delle norme di ermeneutica dettate dagli artt. 1362 e ss cc, ai sensi del n. 3 della disposizione citata

Il sindacato di legittimità, che può spiegarsi sulla interpretazione di ogni atto negoziale, riguarda i vizi della motivazione della sentenza impugnata, ai sensi dell'art. 360 co. 1 n. 5 cpc, nella versione ratione termporis applicabile, ovvero la violazione delle norme di ermeneutica dettate dagli artt. 1362 e ss cc, ai sensi del n. 3 della disposizione citata

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 novembre 2019, n. 29104 – Il rapporto di lavoro a tempo indeterminato della guardia giurata non si risolve in via automatica per la sopravvenuta impossibilità della prestazione, essendo necessario un atto di espressione di volontà da parte del datore di lavoro che configura, dunque, nell’ambito della disciplina speciale del diritto del lavoro

Il rapporto di lavoro a tempo indeterminato della guardia giurata non si risolve in via automatica per la sopravvenuta impossibilità della prestazione, essendo necessario un atto di espressione di volontà da parte del datore di lavoro che configura, dunque, nell'ambito della disciplina speciale del diritto del lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 novembre 2019, n. 29099 – In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, è sufficiente, per la legittimità del recesso, che le addotte ragioni inerenti all’attività produttiva e all’organizzazione del lavoro, comprese quelle dirette a una migliore efficienza gestionale ovvero a un incremento di redditività, determinino un effettivo mutamento dell’assetto organizzativo attraverso la soppressione di un’individuata posizione lavorativa – Il vizio di apparente motivazione

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, è sufficiente, per la legittimità del recesso, che le addotte ragioni inerenti all'attività produttiva e all'organizzazione del lavoro, comprese quelle dirette a una migliore efficienza gestionale ovvero a un incremento di redditività, determinino un effettivo mutamento dell'assetto organizzativo attraverso la soppressione di un'individuata posizione lavorativa - Il vizio di apparente motivazione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 novembre 2019, n. 29093 – In tema di ermeneutica contrattuale, l’accertamento della volontà delle parti in relazione al contenuto del negozio si traduce in una indagine di fatto, affidata al giudice di merito e censurabile in sede di legittimità nella sola ipotesi di motivazione inadeguata ovvero di violazione di canoni legali di interpretazione contrattuale di cui agli artt. 1362 cod. civ. e ssg., richiedendosi a tale scopo il deposito del testo, da parte del ricorrente, del contratto collettivo integrativo sul quale il ricorso si fonda

In tema di ermeneutica contrattuale, l'accertamento della volontà delle parti in relazione al contenuto del negozio si traduce in una indagine di fatto, affidata al giudice di merito e censurabile in sede di legittimità nella sola ipotesi di motivazione inadeguata ovvero di violazione di canoni legali di interpretazione contrattuale di cui agli artt. 1362 cod. civ. e ssg., richiedendosi a tale scopo il deposito del testo, da parte del ricorrente, del contratto collettivo integrativo sul quale il ricorso si fonda

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 novembre 2019, n. 28289 – L’art. 7 in esame, al pari dell’art. 3, L. n. 142 del 2001, richiama i trattamenti economici complessivi minimi previsti dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative, quale parametro esterno e indiretto di commisurazione del trattamento economico complessivo ai criteri di proporzionalità e sufficienza della retribuzione, previsti dall’art. 36 Cost., di cui si impone l’osservanza anche al lavoro dei soci di cooperative

L'art. 7 in esame, al pari dell'art. 3, L. n. 142 del 2001, richiama i trattamenti economici complessivi minimi previsti dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative, quale parametro esterno e indiretto di commisurazione del trattamento economico complessivo ai criteri di proporzionalità e sufficienza della retribuzione, previsti dall'art. 36 Cost., di cui si impone l'osservanza anche al lavoro dei soci di cooperative.

TRIBUNALE DI ROMA – Ordinanza 05 novembre 2019, n. 57714 – Divieto di pubblicità e sponsorizzazione di sigarette elettroniche ai sensi del D.Lgs. 12 gennaio 2016, n. 6

TRIBUNALE DI ROMA - Ordinanza 05 novembre 2019, n. 57714 Divieto di pubblicità e sponsorizzazione di sigarette elettroniche - D.Lgs. 12 gennaio 2016, n. 6 Con ricorso ex art. 140 dlgs. 6.9.2005, n. 206 e 669-bis e ss. c.p.c., depositato in data 13.09.2019, la (...) (di (...) seguito, anche solo l'"Associazione"), premesso di rientrare tra [...]

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