Archivi annuali: 2019

INPS – Comunicato 11 febbraio 2019 – ISEE: modifica periodo validità Dichiarazione Sostituiva Unica (DSU)

INPS - Comunicato 11 febbraio 2019 ISEE: modifica periodo validità Dichiarazione Sostituiva Unica (DSU) L’articolo 10, comma 1, Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159, prevede che la Dichiarazione Sostituiva Unica ( DSU) sia valida dal momento della presentazione fino al 15 gennaio dell’anno successivo. Con l’articolo 10, comma 4, [...]

INPS – Comunicato 05 febbraio 2019 – Sportelli INPS: come prenotare l’accesso tramite app mobile

INPS - Comunicato 05 febbraio 2019 Sportelli INPS: come prenotare l’accesso tramite app mobile Dal 4 febbraio è possibile prenotare l’accesso agli sportelli, tramite l’app INPS Mobile, non solo per la giornata in corso ma anche per quelle successive scegliendo anche l’orario. La nuova modalità di prenotazione, inizialmente disponibile in via sperimentale soltanto per alcuni [...]

MINISTERO GIUSTIZIA – Decreto ministeriale 31 gennaio 2019 – Inserimento nell’allegato A del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, delle regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica, pubblicate ai sensi dell’articolo 20, comma 4, del decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101

MINISTERO GIUSTIZIA - Decreto ministeriale 31 gennaio 2019 Inserimento nell'allegato A del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, delle regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attività giornalistica, pubblicate ai sensi dell'articolo 20, comma 4, del decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101 Art. 1 Le «Regole deontologiche relative al trattamento dei [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 07 febbraio 2019, n. C-322/17 – Domanda di prestazioni familiari presentata da una persona che ha cessato di esercitare un’attività professionale subordinata nello Stato membro competente ma che continua a risiedervi

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 07 febbraio 2019, n. C-322/17 "Rinvio pregiudiziale - Previdenza sociale - Regolamento (CE) n. 883/2004 - Articolo 67 - Domanda di prestazioni familiari presentata da una persona che ha cessato di esercitare un’attività professionale subordinata nello Stato membro competente ma che continua a risiedervi - Diritto a prestazioni familiari [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 febbraio 2019, n. 3916 – INARCASSA – Concordato fiscale preventivo – Determinazione dell’imponibile contributivo

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 11 febbraio 2019, n. 3916 INARCASSA - Concordato fiscale preventivo - Determinazione dell'imponibile contributivo - Reddito effettivo del professionista Fatti di causa 1. La Corte d'appello di Firenze, con sentenza dell'11 dicembre 2012, in accoglimento del gravame svolto da INARCASSA, ha rigettato la domanda proposta dall'architetto B.F. per la restituzione [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 febbraio 2019, n. 3908 – Il vizio di “ultra” ed “extra” petizione ricorre solo quando il giudice, interferendo indebitamente nel potere dispositivo delle parti, alteri alcuno degli elementi di identificazione dell’azione o dell’eccezione, pervenendo ad una pronunzia non richiesta o eccedente i limiti della richiesta o eccezione

nel giudizio di cassazione, non è consentito censurare la complessiva valutazione delle risultanze processuali contenuta nella sentenza impugnata, contrapponendo alla stessa una diversa interpretazione proposta dalla parte, al fine di ottenere la revisione degli accertamenti di fatto compiuti dal giudice di merito; tanto più, nella fattispecie, dove trova applicazione ratione temporis (ai sensi dell'art. 54, comma 3, DL nr. 83 del 2012) il nuovo testo dell'art. 360 nr. 5 cod.proc.civ., in quanto la sentenza impugnata è stata pubblicata in data successiva all'11 settembre 2012 sicché il vizio della motivazione è deducibile soltanto in termini di «omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti»

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 febbraio 2019, n. 3896 – Il potere di infliggere sanzioni disciplinari e di proporzionare la gravità dell’illecito accertato rientra nel potere di organizzazione dell’impresa quale esercizio della libertà di iniziativa economica di cui all’art. 41 Cost., onde è riservato esclusivamente al titolare di esso

Solo nel caso in cui l'imprenditore abbia superato il massimo edittale e la riduzione consista, perciò, soltanto in una riconduzione a tale limite, ovvero nel caso in cui sia lo stesso datore di lavoro, costituendosi nel giudizio di annullamento della sanzione, a chiederne la riduzione, è consentito al giudice, in accoglimento della domanda del lavoratore, applicare una sanzione minore poiché in tal modo non è sottratta autonomia all'imprenditore e si realizza l'economia di un nuovo ed eventuale giudizio valutativo, avente ad oggetto la sanzione medesima

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 08 febbraio 2019, n. 3822 – Il lavoratore subordinato che impugni un licenziamento allegando che è stato intimato senza l’osservanza della forma prescritta ha l’onere di provare, quale fatto costitutivo della sua domanda, che la risoluzione del rapporto di lavoro è ascrivibile alla volontà del datore di lavoro, anche se manifestata con comportamenti concludenti

quando comunque il materiale probatorio sia stato raccolto, la valutazione dei possibili significati della prova deve essere compiuta quantomeno con specifica attenzione alla peculiarità delle facoltà attribuite ai contraenti e ai poteri attribuiti al datore di lavoro"; "in special modo l'indagine del giudice del merito deve essere rigorosa, data la gravità delle relative conseguenze in relazione a beni giuridici che formano oggetto di tutela privilegiata da parte dell'ordinamento, quando si tratti di stabilire il significato di una dichiarazione o di un comportamento cui si assegni valore negoziale di recesso del lavoratore (cosiddette dimissioni), in tal caso dovendosi stabilire, attraverso l'interpretazione dell'atto di recesso e la valutazione dei comportamenti in concreto osservati dal lavoratore, che da parte sua sia stata manifestata in modo univoco l'incondizionata volontà di porre fine al rapporto e che tale volontà sia stata idoneamente comunicata alla controparte

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