Archivi annuali: 2021

MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO – Decreto ministeriale 18 maggio 2021 – Modifica al decreto 18 dicembre 2020, recante le modalità di attuazione della misura di sostegno alle piccole imprese operanti nell’industria del tessile, della moda e degli accessori

MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO - Decreto ministeriale 18 maggio 2021 Modifica al decreto 18 dicembre 2020, recante le modalità di attuazione della misura di sostegno alle piccole imprese operanti nell'industria del tessile, della moda e degli accessori Art. 1 1. Alla tabella riportata all'art. 5, comma 3, del decreto ministeriale 18 dicembre 2020, sono aggiunti infine, [...]

MINISTERO LAVORO – Decreto ministeriale 18 maggio 2021 – Adeguamento del contributo annuo dello Stato, in favore del Fondo di previdenza del clero e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica, relativo all’anno 2020

MINISTERO LAVORO - Decreto ministeriale 18 maggio 2021 Adeguamento del contributo annuo dello Stato, in favore del Fondo di previdenza del clero e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica, relativo all'anno 2020 Articolo unico 1. Il contributo a carico dello Stato di cui all'art. 21, secondo comma, della legge 22 dicembre [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 09 luglio 2021, n. 19586 – Svolgimento di una attività caratterizzata da un minimo di coordinazione e continuità ed obbligo contributivo

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 09 luglio 2021, n. 19586 Collaborazioni coordinate e continuative - Obbligo contributivo - Accertamento - Svolgimento di una attività caratterizzata da un minimo di coordinazione e continuità Fatti di causa 1. Il Comune di Omegna ha convenuto in giudizio l'INPS e l'INAIL esponendo che con verbale di accertamento congiunto i [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 09 luglio 2021, n. 19583 – Collaborazioni coordinate e continuative – Sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 09 luglio 2021, n. 19583 Collaborazioni coordinate e continuative - Sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato - Conseguenze "risarcitorie" per il datore di lavoro Fatti di causa M.L.Z. ha interposto appello, nei confronti di E.S. S.r.l., avverso la sentenza del Tribunale di Roma resa il 24.11.2011, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 08 luglio 2021, n. 19521 – Non sussiste violazione dell’art. 27 d.P.R. 487/1994, risultando la prova scritta riconducibile nell’alveo della “prova pratica” ben potendo essere orientata alla valutazione, non del grado di conoscenza astratta dei principi di una determinata disciplina, bensì della capacità di assumere in concreto i comportamenti necessari in un determinato contesto

Non sussiste violazione dell'art. 27 d.P.R. 487/1994, risultando la prova scritta riconducibile nell'alveo della "prova pratica" ben potendo essere orientata alla valutazione, non del grado di conoscenza astratta dei principi di una determinata disciplina, bensì della capacità di assumere in concreto i comportamenti necessari in un determinato contesto

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 08 luglio 2021, n. 19520 – Ai fini della censura di violazione dei canoni ermeneutici, non è sufficiente l’astratto riferimento alle regole legali di interpretazione, ma è necessaria la specificazione dei canoni in concreto violati, con la precisazione del modo e delle considerazioni attraverso i quali il giudice se ne è discostato mentre la denuncia del vizio di motivazione dev’essere, invece, effettuata mediante la precisa indicazione delle lacune argomentative, ovvero delle illogicità consistenti nell’attribuzione agli elementi di giudizio di un significato estraneo al senso comune, oppure con l’indicazione dei punti inficiati da mancanza di coerenza logica, e cioè connotati da un’assoluta incompatibilità razionale degli argomenti, sempre che questi vizi emergano appunto dal ragionamento logico svolto dal giudice di merito, quale risulta dalla sentenza

Ai fini della censura di violazione dei canoni ermeneutici, non è sufficiente l'astratto riferimento alle regole legali di interpretazione, ma è necessaria la specificazione dei canoni in concreto violati, con la precisazione del modo e delle considerazioni attraverso i quali il giudice se ne è discostato mentre la denuncia del vizio di motivazione dev'essere, invece, effettuata mediante la precisa indicazione delle lacune argomentative, ovvero delle illogicità consistenti nell'attribuzione agli elementi di giudizio di un significato estraneo al senso comune, oppure con l'indicazione dei punti inficiati da mancanza di coerenza logica, e cioè connotati da un'assoluta incompatibilità razionale degli argomenti, sempre che questi vizi emergano appunto dal ragionamento logico svolto dal giudice di merito, quale risulta dalla sentenza

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 luglio 2021, n. 19589 – Le disposizioni di cui all’art. 32 co. 4 lett. c) e d) della legge n. 183 del 2010, relative al regime di decadenza ivi previsto, non si applicano alle ipotesi nelle quali, in tema di cessione di contratto di lavoro ex art. 2112 cc, il lavoratore escluso chieda l’accertamento del suo diritto al trasferimento alle dipendenze dell’azienda cessionaria

Le disposizioni di cui all'art. 32 co. 4 lett. c) e d) della legge n. 183 del 2010, relative al regime di decadenza ivi previsto, non si applicano alle ipotesi nelle quali, in tema di cessione di contratto di lavoro ex art. 2112 cc, il lavoratore escluso chieda l'accertamento del suo diritto al trasferimento alle dipendenze dell'azienda cessionaria

Torna in cima