Archivi annuali: 2023

Trattamento fiscale ai sensi dell’articolo 13 della Convenzione tra Italia e Bulgaria per evitare le doppie imposizioni, ratificata con legge 29 novembre 1990, n. 389, dei redditi percepiti da lavoratori fiscalmente residenti in Italia, da parte di società stabilita in Bulgaria, a fronte di prestazioni rese ad aziende italiane – Risposta n. 386 del 13 luglio 2023 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA delle ENTRATE - Risposta n. 386 del 13 luglio 2023 Trattamento fiscale ai sensi dell'articolo 13 della Convenzione tra Italia e Bulgaria per evitare le doppie imposizioni, ratificata con legge 29 novembre 1990, n. 389, dei redditi percepiti da lavoratori fiscalmente residenti in Italia, da parte di società stabilita in Bulgaria, a fronte di [...]

Trattamento fiscale ai fini convenzionali di una pensione di invalidità e di una pensione di reversibilità di fonte italiana corrisposte a una persona fisica residente in Francia – Risposta n. 385 del 13 luglio 2023 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA delle ENTRATE - Risposta n. 385 del 13 luglio 2023 Trattamento fiscale ai fini convenzionali di una pensione di invalidità e di una pensione di reversibilità di fonte italiana corrisposte a una persona fisica residente in Francia Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è stato esposto il seguente Quesito La Sig.ra ______ (di [...]

Trattamento fiscale dei redditi derivanti da un’attività di libera professione ai sensi dell’articolo 14 della Convenzione tra Italia e Thailandia per evitare le doppie imposizioni, ratificata con legge 2 aprile 1980 n. 202 – Risposta n. 384 del 13 luglio 2023 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA delle ENTRATE - Risposta n. 384 del 13 luglio 2023 Trattamento fiscale dei redditi derivanti da un'attività di libera professione ai sensi dell'articolo 14 della Convenzione tra Italia e Thailandia per evitare le doppie imposizioni, ratificata con legge 2 aprile 1980 n. 202 Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è stato esposto il [...]

Bancarotta fraudolenta documentale: le due fattispecie ed oneri dimostrativi del reato

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 28257 depositata il 30 giugno 2023, intervenendo in tema di bancarotta fraudolente documentale ha ribadito: a) che alle diverse configurazioni del dolo nelle due ipotesi di bancarotta fraudolenta documentale non corrisponde una sostanziale diversificazione nell'onere probatorio per l'accusa, perché è pur sempre necessario escludere in [...]

MINISTERO del LAVORO e delle POLITICHE SOCIALI – Decreto ministeriale n. 79 del 7 luglio 2023 – Integrazione/Modificazione del Decreto Direttoriale n. 71 dell’8 giugno 2023 – Iscrizione della “Rete paritetica OPNA – OPRA – OPTA” nel Repertorio nazionale degli organismi paritetici di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 11 ottobre 2022, n. 171

MINISTERO del LAVORO e delle POLITICHE SOCIALI - Decreto ministeriale n. 79 del 7 luglio 2023 Integrazione/Modificazione del Decreto Direttoriale n. 71 dell’8 giugno 2023 - Iscrizione della “Rete paritetica OPNA - OPRA - OPTA” nel Repertorio nazionale degli organismi paritetici di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 11 ottobre [...]

CORTE di CASSAZIONE – Sentenza n. 19751 depositata l’ 11 luglio 2023 – In tema di licenziamento collettivo per riduzione di personale, ferma la regola generale di cui al primo comma dell’art. 5, l. n. 223 del 1991, secondo cui “l’individuazione dei lavoratori da licenziare” deve avvenire avuto riguardo al “complesso aziendale”. Il datore di lavoro può limitare la scelta agli addetti ad un determinato reparto o settore o sede territoriale, ma “purché il datore indichi nella comunicazione ex art. 4, comma 3, della legge n. 223 dei 1991, sia le ragioni che limitino i licenziamenti ai dipendenti dell’unità o settore in questione, sia le ragioni per cui non ritenga di ovviarvi con il trasferimento ad unità produttive vicine, ciò al fine di consentire alle organizzazioni sindacali di verificare l’effettiva necessità dei programmati licenziamenti”

In tema di licenziamento collettivo per riduzione di personale, ferma la regola generale di cui al primo comma dell'art. 5, l. n. 223 del 1991, secondo cui "l'individuazione dei lavoratori da licenziare" deve avvenire avuto riguardo al "complesso aziendale". Il datore di lavoro può limitare la scelta agli addetti ad un determinato reparto o settore o sede territoriale, ma "purché il datore indichi nella comunicazione ex art. 4, comma 3, della legge n. 223 dei 1991, sia le ragioni che limitino i licenziamenti ai dipendenti dell'unità o settore in questione, sia le ragioni per cui non ritenga di ovviarvi con il trasferimento ad unità produttive vicine, ciò al fine di consentire alle organizzazioni sindacali di verificare l'effettiva necessità dei programmati licenziamenti"

CORTE di CASSAZIONE – Sentenza n. 19716 depositata l’ 11 luglio 2023 – Le sentenze della Corte di Giustizia dell’UE hanno efficacia vincolante, diretta e prevalente sull’ordinamento nazionale ed hanno valore di ulteriore fonte del diritto comunitario, non nel senso che esse creino ex novo norme comunitarie, bensì in quanto ne indicano il significato ed i limiti di applicazione, con efficacia erga omnes nell’ambito della Comunità

Le sentenze della Corte di Giustizia dell'UE hanno efficacia vincolante, diretta e prevalente sull'ordinamento nazionale ed hanno valore di ulteriore fonte del diritto comunitario, non nel senso che esse creino ex novo norme comunitarie, bensì in quanto ne indicano il significato ed i limiti di applicazione, con efficacia erga omnes nell'ambito della Comunità.

Corte di Cassazione ordinanza n. 16199 depositata l’ 8 giugno 2023 – La condotta negligente, distratta, imperita, imprudente, della vittima, ferma la sua rilevanza ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 1227, comma 1, c.c., non è di per sè sufficiente ad escludere del tutto la responsabilità del custode, occorrendo anche che si tratti di condotta non prevedibile nè prevenibile

La condotta negligente, distratta, imperita, imprudente, della vittima, ferma la sua rilevanza ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 1227, comma 1, c.c., non è di per sè sufficiente ad escludere del tutto la responsabilità del custode, occorrendo anche che si tratti di condotta non prevedibile nè prevenibile

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