Archivi annuali: 2023

CORTE di CASSAZIONE – Sentenza n. 897 depositata il 13 gennaio 2023 – La presunzione di evasione stabilita dal comma 2 dell’art. 12 d.l. n. 78 del 2009, infatti, non ha natura procedimentale ma sostanziale con la conseguenza che essa non ha efficacia retroattiva, la prova dell’esistenza di redditi non dichiarati dal contribuente, detenuti in maniera occulta in Paesi cd. <>, può essere fornita non solo mediante la presunzione legale ex art. 12, comma 2, d.l. n. 78 del 2009, ma anche per mezzo di presunzioni semplici, ancorché basate su un unico elemento purché grave e preciso

La presunzione di evasione stabilita dal comma 2 dell’art. 12 d.l. n. 78 del 2009, infatti, non ha natura procedimentale ma sostanziale con la conseguenza che essa non ha efficacia retroattiva, la prova dell’esistenza di redditi non dichiarati dal contribuente, detenuti in maniera occulta in Paesi cd. >, può essere fornita non solo mediante la presunzione legale ex art. 12, comma 2, d.l. n. 78 del 2009, ma anche per mezzo di presunzioni semplici, ancorché basate su un unico elemento purché grave e preciso

AGENZIA delle ENTRATE – Comunicato del 17 gennaio 2023 – Nuovo Patent box: al via la consultazione pubblica su bozza di circolare e schema di provvedimento

AGENZIA delle ENTRATE - Comunicato del 17 gennaio 2023 Nuovo Patent box: al via la consultazione pubblica su bozza di circolare e schema di provvedimento È da oggi disponibile in consultazione, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, la bozza di circolare con i chiarimenti sul nuovo regime Patent box introdotto dal Dl n. 146/2021. In consultazione [...]

IVA – Nesso di accessorietà tra servizio di trasporto e l’operazione principale di cessione dei beni – Art. 12 D.P.R. n. 633 del 1972 – Risposta n. 36 del 16 gennaio 2023 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA delle ENTRATE - Risposta n. 36 del 16 gennaio 2023 IVA - Nesso di accessorietà tra servizio di trasporto e l'operazione principale di cessione dei beni - Art. 12 D.P.R. n. 633 del 1972 Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è stato esposto il seguente Quesito La società ''Alfa'' S.r.l. ha presentato istanza [...]

Credito d’imposta canone di locazione – Articolo 28 del decreto-legge n. 34 del 2020 – Risposta n. 35 del 16 gennaio 2023 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA delle ENTRATE - Risposta n. 35 del 16 gennaio 2023 Articolo 28 del decreto-legge n. 34 del 2020 - Credito d'imposta canone di locazione Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è stato esposto il seguente Quesito La società Alfa ha per oggetto sociale la produzione ed il commercio di prodotti e capi di [...]

Trattamento IVA dell’attività di vendita dei titoli di accesso (dematerializzati) alla ZTL – Risposta n. 34 del 16 gennaio 2023 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA delle ENTRATE - Risposta n. 34 del 16 gennaio 2023 Trattamento IVA dell'attività di vendita dei titoli di accesso (dematerializzati) alla ZTL Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è stato esposto il seguente Quesito ALFA, società operante nel settore del trasporto pubblico locale e regionale su gomma, rappresenta di essere il soggetto affidatario [...]

Corte di Cassazione sentenza n. 32144 depositata il 31 ottobre 2022  – Il giudicato, essendo destinato a fissare la “regola” del caso concreto, partecipa della natura dei comandi giuridici e, conseguentemente, la sua interpretazione non si esaurisce in un giudizio di fatto, ma deve essere assimilata, per la sua intrinseca natura e per gli effetti che produce, all’interpretazione delle norme giuridiche; pertanto gli eventuali errori di interpretazione del giudicato rilevano non quali errori di fatto, ma quali errori di diritto, inidonei, come tali, a integrare gli estremi dell’errore revocatorio contemplato dall’art. 395, numero 4, cod. proc. civ.

Il giudicato, essendo destinato a fissare la "regola" del caso concreto, partecipa della natura dei comandi giuridici e, conseguentemente, la sua interpretazione non si esaurisce in un giudizio di fatto, ma deve essere assimilata, per la sua intrinseca natura e per gli effetti che produce, all'interpretazione delle norme giuridiche; pertanto gli eventuali errori di interpretazione del giudicato rilevano non quali errori di fatto, ma quali errori di diritto, inidonei, come tali, a integrare gli estremi dell'errore revocatorio contemplato dall'art. 395, numero 4, cod. proc. civ.

Corte di Cassazione sentenza n. 32129 depositata il 31 ottobre 2022  – In tema di determinazione del reddito di impresa, l’art. 71, comma 3, del d.P.R. n. 917 del 1986, “ratione temporis” vigente (ora art. 106, comma 3), laddove prevede che per gli enti creditizi e finanziari di cui al d.lgs. n. 87 del 1992, le svalutazioni dei crediti risultanti dal bilancio, per l’importo non coperto da garanzia assicurativa, che derivano da operazioni di regolazione del credito alla clientela, sono deducibili in ciascun esercizio nel limite dello 0,60% del valore dei crediti risultati in bilancio, aumentato dell’ammontare delle svalutazioni dell’esercizio, consente la deducibilità dei crediti svalutati nel caso in cui l’importo non sia integralmente coperto da garanzia assicurativa

In tema di determinazione del reddito di impresa, l'art. 71, comma 3, del d.P.R. n. 917 del 1986, "ratione temporis" vigente (ora art. 106, comma 3), laddove prevede che per gli enti creditizi e finanziari di cui al d.lgs. n. 87 del 1992, le svalutazioni dei crediti risultanti dal bilancio, per l'importo non coperto da garanzia assicurativa, che derivano da operazioni di regolazione del credito alla clientela, sono deducibili in ciascun esercizio nel limite dello 0,60% del valore dei crediti risultati in bilancio, aumentato dell'ammontare delle svalutazioni dell'esercizio, consente la deducibilità dei crediti svalutati nel caso in cui l'importo non sia integralmente coperto da garanzia assicurativa

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